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Parte Seconda — Alta Italia
offre qualche raro trotto (li territorio pianeggiante, interpolato a quella serie di colline brianzuole, clic sono comprese nella circoscrizione ¦nministrativa di questo circondario.
Del gruppo orobico è compresa nel circondario di Lecco : parte del versante meridionale del Legnone, seguendo la linea di confine fra la provincia Comasca e quella di Sondrio: il versante occidentale del pizzo dei Tre Signori, seguendo la linea di conline tra la provincia di Como e la provincia di Bergamo, o spartiacque fra la Val» sassina e la vai Brenibana, fino alla vetta del Kesegone (1875 111.) dalla quale questa linea discende in direzione di sud-ovest, per la costa del Magnodeno, raggiungendo il lago di Pescate, presso Calolzio. Entro questa vasta e serpeggiante linea di montagne è compresi la Valsassina, con tutte le sue cime minori (da 1200 a 1800 m.), è compreso, in tutta la sua imponenza, il meraviglioso gruppo dolomitico della Grigna, toccante colla sua vetta settentrionale (Moncodine) 2410 metri, colle numerose sue propaggini formanti parete occidentale alla Valsassina da un lato e sponda orientale al lago di Lecco dall'altra, e presentanti una grande varietà di cime (dai 1000 ai 2000 m.), tra cui ricordiamo il monte Croce, dominante la vallata di Esilio; la cima I'alagia, che s'alza imponente sul lago, tra. Lierna e Mondello.; lo Zucca del Tertusio, imponente contrafforte della Grigna meridionale, dirigentesi verso il lago sopra Mondello; la Grignetta che incombe al disopra di Lecco e rende stretto il passaggio tra la vallata dell'Adda e la Valsassina.
Dei monti Lambrani o della Vallassina il circondario di Lecco comprende: il monte Barro (922 in.), di fronte alla città, sorgente dalla sponda occidentale del lago e formante quella strozzatura per la quale l'Adda rinasce e si dirige alla bassa lombarda; il blocco singolarissimo cosidetto dei Corni di Ganzo (1372 m.); tutto il versante est dei monti Lambrani fino alla vetta del San Primo, di dove la linea del confine circondariale volgendo direttamente ad oriente per la costa del Poncione di Magreglio raggiunge il logo alquanto al disopra di Olmo.
La regione collinosa del circondario di Lecco si stende lungo la sponda destra dell'Adda fin sotto a Baderne presso allo sbocco del Naviglio omonimo nell'Adda, e di là, seguendo la linea capricciosa che divide la provincia di Milano da quella di Como in direzione di ovest prima, di nord poscia, per quella vaghissima regione popolata di ville, di graziosi paeselli, bagnata da amenissimi laghetti, che è la Brianza orientale — nella quale sono singolarmente notevoli per l'immediato panorama sulla pianura lombarda e sulle vicine prealpi le cime di Montevecchia, di Monacello, di San Genesio, ecc., ecc.
Idrografia. — Il maggior elemento della idrografia leccliese è, senza dubbio, il lago clic da Lecco prende nome, branca orientale del massimo Lario, diviso a metà dolla massiccia e triangolare penisola dei monti Lambrani. Se le sponde del ramo di Como formate, nel maggior numero dei casi, da terreni morenici e da declivi di monti d'una certa dolcezza, offrono in complesso panorami delicati e verdeggianti, le sponde del ramo di Lecco, stretto fra gli alti contrafforti dolomitici della Grigna ed i non meno rocciosi fianchi dei monti Lambrani, presentano un panorama a forti linee e sovente di un'imponenza selvaggia e fantastica. La lunghezza del lago di Lecco dalla punta di BeDagio fino al ponte di-Azzone, ove l'Adda esce come emissario dal lago, è di circa 18 chilometri. La larghezza del ramo di Lecco, meno che nell'ultimo tratto presso alla strozzatura formata dai Corni di Ganzo e dal monte Barro dì contro alla città, varia da 1 a 3 chilometri, con una inedia dì 2, salvo i restringimenti formati dalle alluvioni trasportate dalle fiumare che scendono dal gruppo della Grigna a levante del lago.
« Il fondo del lago — scrive il Cermenati (1) B- inclina dolcemente da Lecco a Bellagio; c'è un dislivello in venti chilometri di duecento metri circa. 11 ramo di Lecco
(1) Makio Qermenatx, Bellezze naturali dei dintorni di Lecco Lecco, Fratelli Grassi, 1893.,