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Parte Seconda — Alta Italia
Ispagna, a Madrid, ove per dieci anni diresse i lavori dell' Escuriale. Riprodurremo solo il sintetico profilo che ne fa il Merzano nella sua dotta monografia sui Maestri Comacini: « Pittore, scultore, architetto, il Pellegrini apparve preclarissimo in tutte e tre le arti principali del disegno e lasciò composizioni grandi e preziose, che attestano
10 smisurato suo valore e potere. Forse fu l'ultimo in Italia che mantenesse in onore la scuola da quasi un secolo improntatasi dal classico risorgimento, sebbene anch'egli abbia sentito i primi influssi di un'arte che incominciava, coll'allargarsi del predominio straniero, a corrompersi e divenire fiacca e licenziosa. Può ascriversi fra i pochi che seppero contenersi.....».
Coli, elett. Menaggio — Dioc. Milano — Pa a San Mamette (fraz. di Drano), T. e Str. ferr. a Porlezza.
La Valsolda.
Più che una valle, propriamente detta, la Valsolda è un anfiteatro di alte, capricciose montagne, aperto a mezzodì, di fronte al lago di Lugano, percorso nel fondo da un torrente dai valligiani chiamato il Soldo. Dai secoli di mezzo la Valsolda fu feudo della Curia milanese, feudalità confermata da varii diplomi imperiali e della quale ora non rimane altro vestigio che la giurisdizione spirituale. Con at to del 15 aprile 1528
11 governatore di Milano, De Leyva, ne fece un marchesato per il suo amico Gian Giacomo Medici, il castellano di Musso; ma, stante l'energica opposizione della Curia milanese, il decreto fu revocato, ritornando la Valsolda alla dipendenza temporale e spirituale della Chiesa ambrosiana. Sovranità più di titolo che di fatto, siccome risulta dall'atto solenne col quale la Valsolda si diede alla Repubblica Cisalpina: curioso documento di semplicità e fierezza montanina, di cui crediamo interessante riprodurre i paragrafi seguenti:
« Consiglio generale della Valsolda in San Mamette, 10 messidoro (o mietitore), anno V, Repubblica;
« La Valsolda, posta tra lo Stato di Milano e la Repubblica Svizzera, è forse il solo paese in Italia che abbia conservata la pura democrazia;
« Si resse dai più lontani tempi con Governo repubblicano, composto di 12 consiglieri removibili ogni anno in turno, e presieduto da un podestà pure removibile ogni anno ed eleggibile dal popolo, aggiungendovi al detto Consiglio, altri 12 consiglieri straordinari, parimenti nominati dal popolo ogni volta;
< Qui furono sempre ignoti i titoli, le prerogative, le distinzioni, lo privative, i dazi ed ogni sorta d'angherie inventate dal dispotismo >.
Questa vallata, ristretta e povera di prodotti del suolo, diede vita ad un gran numero di uomini, che raggiunsero fama e fortune invidiabili in Italia, 111 Francia, in Ispagna, in Roma ed in Germania, come pittori, stuccatori, architetti e scultori. L'emigrazione è come istintiva, tradizionale negli abitatori della Valsolda. Le statistiche odierne, confrontate, corrispondono alle antiche: su 100 uomini della Valsolda 90 emigrano (per periodi più 0 meno lunghi dal paese) e tutti colle qualifiche di capimastri, mastri da muro, stuccatori, pittori, scalpellini, architetti e scultori.
Rezzonico (045 ab.). — Il Comune di Rezzonico, già facente parte del soppresso mandamento di Dongo, si trova sulla riva occidentale del lago di Conio, bacino superiore, di fronte quasi al promontorio di Dervio. Rezzonico, capoluogo del Comune, è un bel paese in riva al lago, adorno d'una buona chiesa parrocchiale e conservante ancora gli avanzi di un antico castello. Nei dintorni sono ville pittoresche e le frazioni di Torre, di Roncate completanti il nucleo comunale. Il territorio è ben coltivato: produce viti, gelsi ed ortaglie nella parte litoranea; castagne e pascoli nella parte alta. Dietro Rezzonico si erge cospicua la cima del monte Pregagli a.