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Parte Seconda — Alta Italia
salmodie nelle quali si trovano traccie di antiche primitive canzoni rusticane. Nel luogo stesso ove ora sorge il santuario della Beata Vergine del Soccorso, sopra Benno, sorgeva un tempio dedicato a Cerere Eleusina, la bionda dea protettrice delle biade e dei frutti, al (piale in tali epoche accorreva numerosa la popolazione lacuale a sacrificare ed offrire doni.
11 territorio di Lenno è fertilissimo, produce agrumi, olivi, cereali, viti e nella parte alta castagne, legna da ardere, pascoli. Nel paese vi è una distilleria, varie filande e torchi da olio.
Cenno storico. — Le origini antiche ed illustri di Lenno, oltre che del nome prettamente greco, sono confermate da monumenti, memorie, tradizioni, usanze giunte fino ai nostri giorni. Già abbiamo detto del tempietto, antichissimo, di carattere romano, ora sotterraneo, annesso alla chiesa maggiore di Lenno; aggiungeremo che fra i monumenti dell'antichità lennense vanno ricordati certi condotti in laterizio, quadrati, rinvenuti scavando il sottosuolo molti anni addietro; tubi, simili, pella fattura, a quelli che in Roma ed altrove servivano per riscaldare le tenne; si rinvenne pure in Lenno un'iscrizione romana, un'ara e frammenti eli ornamenti in marino. Lenno, al tempo di Roma, era uno dei maggiori centri della colonizzazione greca, importata da Giulio Cesare, ili questa regione. È ai Greci che si deve l'importazione e la coltivazione dell'olivo, degli agrumi in genere e dell'arancio in ispecie, esistenti ancora, e con ottimi risultati, a Lenno ed in altri paesi del lago favoriti dal sole o protetti contro i venti aquilonari. A Lenno, e precisamente nell'attuale frazione di Villa, presso la punta di Balbianello, pare assodato esistesse la villa Commedia di Plinio il Giovine, villa consacrata a svaghi più famigliari ed intimi, che non la solenne Tragedia, sorgente sull'opposta sponda del lago. Il famoso tempio alla Cerere Eleusina, del quale abbiamo più sopra fatto cenno, esisteva al tempo di Plinio Nepote; anzi, come lo prova la sua epistola a Mustio, architetto, la xxxix del libro ìx, questo tempio fu rinnovato o restaurato a spese dello stesso Plinio.
« Io devo — scriveva Plinio all'architetto Mustio, dell'opera incaricato — per ammonizione degli Auguri, rinnovare in meglio e più in grande, il sacro tempio di Cerere, divenuto vecchio ed angusto, che è posto là in mezzo alle campagne, ma che in certo giorno è frequentatissimo. Imperocché, agli idi di settembre, là si raduna da tutta la regione una gran folla di popolo; vi si trattano molti affari, si ricevono e si rendono molti voti; ma non vi è nessun rifugio nei dintorni alla pioggia ed al sole... ». Dopo questo esordio Plinio Nepote dà a Mustio le istruzioni opportune intorno ai lavori da compiersi e conclude dicendo: « Se pur non troverai da fare qualche cosa di meglio, tu che sei solito a superare coll'arte le difficoltà dei luoghi Notiamo per incidenza, che questo Mustio, architetto di vaglia al tempo di Plinio Nepote, era comense: il che prova come il senso artistico abbia origini antiche in questa regione e tradizioni non interrotte, dal tempo di Roma al rinascimento italico, ad onta delle bufere barbariche dei secoli medioevali.
Non è fuor di luogo l'ammettere che gli abitanti di Lenno, viventi secondo la legge romana, abbiano dato un numeroso contingente fra quei nazionali che, al sopravvenire delle invasioni barbariche, si rifugiarono e rafforzarono nell'Isola Comacina, fondandovi la città di Cristopoli (vedi Sala Comacina). Più tardi Lenno fu assoggettato e fedele alla Curia vescovile ed al Comune di Como.
Coli, elett. Menaggio — Dioc. Como — P2 T. e Staz. lacuale (anche nella fraz. Campo ove la testa il Tramwia Tremezzo-Menaggio).
Loveno sopra Menaggio (592 ab.). — Come il suo nome lo dice, questo Comune trovasi alquanto al disopra di Menaggio, presso lo sbocco della ristretta vallata del Sanagra nel lago. 11 paese capoluogo, di 360 abitanti circa, a 317 metri sul livello del