Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Como e Sondrio', Gustavo Strafforello

   

Pagina (169/522)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (169/522)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Manli-unenti e Comuni del Circondario di Como
   165
   ed il Buco del Caldaiolo, una forra cavernosa, nella quale i visitatori non penetrano senza difficoltà.
   Il territorio di Cadenabbia e Griante è fertilissimo e coltivato con cura estrema : onde, oltre la vite già detta, vi prosperano gli olivi, gli agrumi ed ogni altra sorta di piante da giardinaggio ed ornamentali
   Cenno storico. — Si hanno molte ragioni per credere Cadenabbia luogo di antiche origini, anzi gli etimologi», facendone derivare il nome attuale di Cadenabbia dalla voce Cadi-uaula, vorrebbero che quivi fosse ima stazione o collegio di nocchieri, cosa del resto ovvia in un punto che domina il lago nella sua maggiore larghezza, presso alla penisola che ne dhide 111 due rami la parte inferiore e presso ali imbocco del bacino superiore. L'etimologia di Cadenabbia è però molto più semplice; e se i dotti etimologia si fossero data la briga di interrogare il più umile abitante del sito, avrebbero appreso che un fondo attiguo all'abitato si chiama da tempo immemorabile la Nalbict — donde il nome di Cù-de-nahbia applicata al primo abituro sorto li vicino.
   In tutta la regione della Tremezzina fiorivano colonie greche e romane, i nomi delle quali sono ancora rimasti pressoché incorrotti alle vicine località; il luogo che ora noi conosciamo per Cadenabbia doveva, pei necessità di traffico e di navigazione, essere ben conosciuto e frequentato dagli antichi navalestri. Nel medioevo Griante e Cadenabbia furono sempre soggetti alla Curia comasca, dopo avere ubbidito per alcun tempo a quegli Italiani che s'erano ritirati e fortificati nell'Isola Cornatimi, facendone un baluardo contro le invasioni barbariche e guadagnandosi una certa influenza nella regione superiore del lago.
   Coli, elett. Menaggio — Dioc. Como — P2 T. e Str. ferr. nella fraz. Cadenabbia.
   Grona (297 ab.). — 11 capoluogo di questo piccolo Comune si trova al disopra di Menaggio, sulla sinistra della strada che da Menaggio conduce a Porlezza, in regione montuosa, alle falde settentrionali del monte Galbiga. E paese grazioso più che per altro per la sua positura, presso boscaglie di un bel verde e dominato dalle aspre pendici del Galbiga.
   Il territorio di Grona dà cereali e viti al basso ed ha boschi di castagni e pascoli nella parte alta. In questa regione trovansi pure traccie di minerale ferroso e di carbon fossile, che meriterebbero forse dai competenti ricerche e studi più accurati.
   Coli, elett. Menaggio — Dioc. Como — P2 T. e Slaz. lacuale a Menaggio.
   Leuiio ( 1Ì03 ab.). — Lenno è uno dei più cospicui e conosciuti paeselli riveranei della Tremezzina. Si trova nell'interno dell'insenatura formata dalla punta di Bal-bianello, alle falde del I'oncione, uno dei contrafforti meridionali del monte Crocione. E paese bellissimo, con una grandiosa chiesa parrocchiale, dall'alto ed elegante campanile, con begli edilizi, numerose ville nei dintorni, una verdeggiante montagna a tergo e davanti lo specchio del lago, nella sua parte più bella. Lenno, fra i monumenti della sua antichità, vanta ancora, annesso alla chiesa arcipretale, un tempietto sotterraneo con colonne di marmo cipollino, di indubbia origine romana. Dei primi tempi cristiani Lenno serba un battistero di forma ettagona, guastato poi da mal concepiti restauri condottivi alcuni anni or sono, ma ora sagacemente ritornato pressoché alla forma originaria.
   11 paese di Lenno, capoluogo del Comune, ha quasi 900 abitanti; il rimanente della popolazione è sparso nelle vicine frazioni e nelle ville inerpicantesi sul fianco della montagna, o stendentesi sulla punta di Balbianello. Nella parte alta del territorio di Lenno, seguendo la valletta ombrosa di San Benedetto, trovasi il santuario della Beata Vergine del Soccorso, celebratissnno in tutta la regione del lago, dalle pareti sovraccariche di ex-voti e mèta, nel giorno S di settembre d'ogni anno, di numerosi pellegrinaggi di credenti, che in lunghe processioni salgono la strada faticosa, cantando