Manli-unenti e Comuni del Circondario di Como
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lo qualificarono gli storici del tempo, ne venne rifatto a nuovo il castello e munito di un trìplice ordine di fortilica/ioni e di un grande fossato scavato perpendicolarmente nella roccia sottostante. In tal modo il castello di Musso fu ritenuto per imprendibile, Ma a sfatare la leggenda dell'inespugnabilità di questo castello venne — reduce da sanguinose guerriglie condotte nelle campagne sanesi ed in Maremma — il famigerato Gian Giacomo Medici detto il Medegliino, che con un ardito colpo di mano, nel 1521, se ne impossessava, cominciando, come era sua abitudine, a molestare tutto il paese circostante, allo scopo di farne il suo dominio assoluto. Da Musso il Medegliino piombò sulle Tre Pievi, su Menaggio. Bellagio, sulla Valsassina, della quale tentò ed in parte effettuò la conquista, da Musso meditò l'impresa della Valtellina, non riuscitagli, petrliò quei valligiani ed i Grigioui, dai quali dipendevano, gli mostrarono fie-nuneute i denti; da Musso il Medegliino, profittando delle turbolenze del Ducato, intraprese quella campagna d'invasione, saccheggi, rapine, violenze nella Brianza che lo rese tristamente celebre. A Musso, infine, il Medegliino impianto una zecca, nella quale fece battere moneta per proprio conto, tra cui il Giovici rammenta gli zecchini, datati dal 1531, nell'epoca in fui per impadronirsi della Brianza aveva posto assedio a Lecco. Per farlo smettere e tranquillarlo alcun po', il debole duca Francesco II Sforza, dovette infeudargli la signoria di Lecco e più tardi poi nominarlo marchese di Meleguano, sborsandogli per soprappiù 35,000 zecchini d'oro. Ottenuto questo il castellano di Musso si tranquilli davvero, e poco appresso inori, celebrato da prezzo-Iati laudatori, ma severamente giudicato dalla storia come uno degli nomini alla patria più nefasti del suo tempo.
Coli, cletl. Menaggio — Dioc. Como — P3 T. a Dongo, Staz. lacuale locale.
Peglio (351 ab.). — Il paese di I'eglio, detto anche l'eli io, sorge ili posizione alta (000 in.), sul fianco d'un monte, allo sbocco della vallata di Gravedona, per modo da offrire un'estesissima vista sul lago e sul Legnone, torreggiante dalla sponda opposta. I'eglio è per sè stesso un paesello grazioso, con belle costruzioni ed una chiesa parrocchiale, notevole special niente pei le buone pitture che l'adornano. Autore (li queste fu il ca\ Isidoro Bianchi, lino fra i più celebrati coloristi del seicento, nativo di Campione, paese sul lago di Lugano, che vi figurò il Giudizio universale, il Paradiso e VInferno, togliendo l'inspirazione dal Divinò Poema dantesco; il Pariuigianino (Mazzola Filippo) \i dipinse la calotta dell'abside» il Fiainiuenghiiio, le imposte dell'organo. Sono questi della chiesa di Peglio i migliori saggi di pittura che si trovano nella regione delle Tre Pievi.
Il territorio ili Peglio 11011 è molto fertile: tuttavia produce cereali ed uu po' dì uva, nella parte alta ha castagneti e pascoli. Il Comune, oltre del capoluogo, è costituito da alcune piccole frazioni e cascinali sparsi per la montagna, presso la regione dei pascoli.
Cenno storico. — Non è improbabile che questo paese tragga le sue origini dai Greci, condotti sul Lario da Giulio Cesare. Il suo nome certo trae dal Pelio greco, e greco è pure il nomo di Naro, piccola frazione in vicinanza di Peglio.
Coli, elett. Menaggio — Dioc. Como — P2 T. e Staz. lacuale a Gravedona.
Pianello del Lario (1175 ab.). — Questo Comune, già facente parte del soppresso mandamento di Dongo, ora aggregato al mandamento di Gravedona, si trova lungo il percorso della strada Regina che da Menaggio mette a Dongo. È costituito di varie frazioni: Bollerà, Rovezzano, Coslia, Scarpagiano, Calozzo, Mianico, Magiana, Saliana, Belmonte, S. Anna, Oamlago e Grotti di Pianelle). Il territorio è formato dai contrafforti del monte Bregagna (2107 in.) che ili dolce pendìo scendono allago. La vai Grande che divide in due parti quasi eguali il Comune, dà forza motrice a stabilimenti per la lavorazione della seta. 11 suolo è variamente produttivo; nella parte bassa prosperano la vite, l'ulivo ed il gelso ; nella parte media il castano ; nella parte alta prati in