Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Como e Sondrio', Gustavo Strafforello

   

Pagina (149/522)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (149/522)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Manli-unenti e Comuni del Circondario di Como 149
   della regione. I monumenti cito abbiamo descritti più sopra ne attestano l'antichità, insigne, risalente al periodo romano. Nel medioevo Gravedona e le Tre Pievi sono dì sovente ricordate nelle carte del Vescovado di Como. Nel secolo XII Gravedona reg-gevasi a Comune con statuti propri!, ed ha parte nel periodo delle guerre di Milano e Como, e più tardi ha parte nella guerra della Lega contro Barbarossa. Anzi, l'ultima oll'esa che, dopo Legnano, toccasse Barbarossa in Italia, gli venne dagli ardimentosi popolani di Gravedona. Volendo il fulvo imperatore far trasportare in Germania i tesori accumulati nei bottini e nelle rapine di venti anni circa di guerre, scelse la via del lago, come quella che gli sembrava più sicura. Armò a Como una flottiglia di 200 navi, cui caricò di danaro e d'ogni sorta di cose preziose, avviandola a Sorico, donde poi le casse scaricate dovevano per lo Spinga esser condotte in Germania. Quando il convoglio delle ricchezze imperiali passò per il lago davanti al loro paese, quei di Gravedona:, che avevano chiamato a raccolta tutti gli uomini dei paesi circostanti, esperti navalestri, colle loro barche corsero all'arrembaggio delle navi imperiali e le attaccarono con tanta vivacità, che il maggior numero ne catturarono, impossessandosi di quanto di meglio avevano nel loro carico. Le bandiere imperiali, trofeo di questa impresa, rimasero fino al secolo XIII nella chiesa di Santa Maria del Tiglio. VdiratissiinoBarbarossa non volle che Gravedona fosse compresa nella pace di Costanza, i icoiioscente i diritti dei Comuni italiani. Ma ciò non impedì a Gravedona di godere di quei diritti. Nel 1195 Gravedona, alla testa delle Tre Pievi, si dichiarò favorevole alla i-innovazione della Lega contro i Ghibellini, mandando all'uopo i suoi delegati al Congresso di Borgo San Donnino; ma più tardi dovette soggiacere alla supremazia della ghibellina Conio, di cui in appresso seguì sempre le vicende.
   Di Gravedona fu nativo Gaspare Rebuschini, autore dì un'accurata Storia del lago di Como e delle Tre Pievi.
   Coli, elett. Menaggio — Dioc. Como — P2 T. e Staz. lacuale.
   Bugiallo (726 ab.). — Questo Comune stende il suo territorio nella valle Bugiallo, discendente dal monte Berlingherà e facente capo a Sorico, uno dei capoluoghi delle Ire Pievi. Il paese di Bugiallo si trova quasi nel centro dell'alpestre, malinconica vallata, a G20 metri dal livello del mare, sulla sinistra del fiume omonimo, ed ha poco più (li 250 abitanti. Le case hanno meschina apparenza, annerite come sono dal tempo e dal fumo ed addossate fittamente le une alle altre. Frazioni del Comune, estese per lo più nella parte alta della valle, sono: Albonico, I'eleclo, Montagna, San Bartolomeo, Pozzi, ecc., aggregati tutti dì miseri abituri e di stalle per Palpeggio.
   Il territorio produce al basso pochi cereali; in alto castagne, patate e pascoli. La pastorizia è l'industria per eccellenza del luogo. Le piriti che di frequente si trovano nel territorio di Bugiallo lasciano supporre l'esistenza in quelle località di un filone di minerale di ferro.
   Coli, elett. Menaggio — Dioc. Como — P2 T. a Gravedona, Staz. lacuale a Domaso.
   Consiglio di Rumo (1078 ab.). — Il territorio di questo Comune — già appartenente al soppresso mandamento di Bongo — si trova allo sbocco della vallata del laro, in terreno completamente alluvionale. 11 capoluogo, di circa 300 abitanti, è attraversato dalla strada provinciale detta la Regina, dalla tradizione incarnata in quei paesi che il primo tracciato di tale strada fosse aperto per volontà della regina Teodolinda, mentre è bene assodato che una via litoranea al lago esisteva sin dal periodo romano, battuta di frequente, dalle legioni che salivano le Alpi per recarsi nelle Gallie ed in Germania, o le scendevano per rientrare in Italia. Il paesello di Consiglio nulla offre d'interessante al visitatore, costituito com'è di numerose e piccole frazioni sparpagliate nella valle e sul fianco dei monti. Più che altro lo si potrebbe dire una frazione o sobborgo di Gravedona.
   86 — Iù l'airiu, voi. II.