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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alta Italia
   faro con questa chiesa, la quale fu oretta art uso essenziale dì chiesa, come lo mostra la sua configurazione; mentre i battisteri propriamente detti, dei quali si hanno ancora campioni in Arsago, Almenno, Agliate ed altrove, avevano forma circolare od ottagonale. Infatti Aimoino, nella sua cronaca De gesiis franeorum, ove si trova, alla data dell'823, la più antica menzione di questa chiesa, ne parla come d'una chiesa, propriamente detta, e non d'un battistero, < Vedovasi, egli scrive, nel presbiterio d'una chiesa in Gravedona un'immagine di Maria Vergine col suo divin Figliuolo in grembo, cui i Magi offrivano i loro doni, ma per la vetustà era quasi del tutto smortita, quando in quest'anno (823) per l'intero spazio di due giorni risplendette con tanto lume, che, per quanto gli ammiratori giudicavano, superava lo splendore d'una fresca pittura >.
   A proposito di questo miracolo e delle pitture che coprono le pareti interne di Santa Maria del Tiglio, diremo che dagli studi fatti su di esse appaiono tre intonachi e su ciascun intonaco sono tracco di pitture a fresco. Le più interessanti di tali pitture, sull'ultimo intonaco, possono risalire al secolo XI, ed hanno molta affinità' colle pitture antichissime che si osservano sulle pareti della chiesa abbaziale di Galliano, presso Cantù. Queste pitture dimostrano, clic nella regione comasca esistevano noi secoli VI, IX ed XI, pittori capaci di lavorare al pari dei Bizantini, senza però essere stati discepoli di questi — come lo furono nel secolo appresso i pittori e mosaicisti meridionali e toscani — e con metodi dai Bizantini assai diversi. Il primo intonaco di Santa Maria del Tiglio fu certamente contemporaneo alla costruzione della chiesa, e su questo doveva figurare il dipinto miracoloso descritto da Aimoino, il quale, se giusta l'affermazione di quel ci o-nicista, era già « smortito per vetustà > al principio del secolo IX, doveva essere contemporaneo, o poco meno, della fondazione della chiesa, cioè del secolo VI o VII. E di questo periodo sono pure alcune scolture in marmo bianco, incrostate nella facciata della chiesa, con simboli caratteristici dei primi tempi del Cristianesimo, quali le due mammelle, il nodo, l'arciere saettante l'agnello, ecc., ecc.
   Santa Maria del Tiglio ha tìtolo di arcipretura, e vuoisi sorga nella stessa località ove, al tempo dei pagani, era un tempio ad Apollo.
   Altra chiesa di grande antichità è in Gravedona la chiesa di San Salvatore, eretta dal vescovo di Como, Prospero di Albrico, morto nel 565. Accanto alla chiesa di Santa Maria, come sussidiaria a questa, certamente troppo angusta ai bisogni del popoloso paese, sorge, opera del secolo barocco, una chiosa più vasta di non sgradevole disegno,
   Gravedona è paese attivamente industre, come quello che serve per tanti articoli dì centro d'approvvigionamento al maggior numero dei Comuni delle Tre Pievi. Mosse dalle acque del Liro, e sussidiariamente anche dal vapore, si trovano nelle vicinanze di Gravedona due fabbriche di carta a mano, filande ed incannatoi per la seta, segherie per legname, forni, magli e fucine per fucinare il ferro in grossi tasselli e barre.
   Il territorio di Gravedona, ben riparato dai circostanti monti dai venti jemali e magnificamente orientato, ò fertilissimo, adatto ad ogni sorta di coltivazione. Vi prosperano la vite, i gelsi, gli alberi da frutta ; vi abbondano le ortaglie, e gli asparagi di Gravedona hanno rinomanza per tutto il lago. Nella parte alta e nell'interno della valle del Liro è assai sviluppato l'allevamento del bestiame bovino ed ovino, dal quale si cava burro eccellente ed un formaggio assai apprezzato ed appetitoso, detto in luogo Secunda, Un costume assai curioso, tipico di Gravedona e delle sue vallate, il quale però si va lentamente perdendo, è quello dello Fratel le quali sono donne, che, per l'adempimento d'un certo voto antico, vestono un abito di foggia cappuccinesca, che non toglie però all'avvenenza loro ed al risalto delle forme, per gli ornamenti in merletti ed in gingilli d'argento che lo completano e per il modo di portarlo.
   Cenno storico. — Capoluogo delle Tre Pievi, la regione più importante nella parte superiore del Lario, quasi a guardia degli sbocchi della Valtellina e della valle di Chia-venna o dello Spluga, in Lombardia, Gravedona ha parte primaria nei fasti storici