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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alla Italia
   vi attirò maggiore corrente di traffico e di passeggieri; ma della sua antichità serba ancora ricordi nella sua chiesa parrocchiale, antichissima costruzione di stile longobardo, come lo mostra colla sua torre e coll'abside, non guasti come il resto dal succedersi dei restauri e delle raffazzonature. E fra le più antiche della regione e tutto induce a credere che sorga ove fu la prima chiesa cristiana del luogo, eretta, con molta probabilità, nel secolo IV, quando quivi fu introdotto il Cristianesimo, come si arguisce da frammenti di iscrizioni trovati in Incino 'e murati nelle pareti dell'attuale chiesa. Nel medioevo la chiesa di Incino contò fino a 29 figliali sulle quali aveva giurisdizione, onde è a ritenersi fosse la più cospicua del pian di Erba, appunto perchè la più antica e delle altre matrice. Poco distante dalla chiesa è pure un vecchio porticato, sotto il quale due volte la settimana si tiene mercato ; ma questo, per quanto antico, è di costruzione assai più recente che non sia la chiesa parrocchiale.
   Nei dintorni di Incino sono numerose ville — molte delle quali assai eleganti e signorili -— e cascinali che formano frazioni del Comune : Villa Incino però ò quella che ha maggiore importanza. Fertilissimo è il territorio d'Incino, messo a viti, a gelsi, a cereali, a belle praterie; l'allevamento dei bachi da seta è fatto su vasta scala in tutto il Comune e vi sono in luogo opifici per la filatura della seta e del cotone, alimentati in gran parte dalla intensa produzione locale dei bozzoli, e una grande distilleria di alcool con fabbrica di liquori.
   Cenno storico. — In Incino gli eruditi riscontrano l'antico Licinoforo, città fondata ni questa plaga dai Galli Orobii e conquistata e colonizzata dai Romani. Senza entrare in disquisizioni nell'un senso o nell'altro, poiché non manca chi oppugna anche questa affermazione, diremo che l'alta antichità di Incino è solidamente stabilita dai numerosi frammenti di lapidi e scolture romane trovate in luogo, di medaglie e monete (le più moderne delle quali si riferiscono al tempo di Valentiniano II), ivi pure rinvenute. Il Cristianesimo fu importato in Licinoforo nel IV secolo, vale a dire subito dopo clic lo editto Costantiniano ne fece religione consentita dallo Stato; ma non è improbabile che in questa plaga tranquilli e fra i vicini monti Lambrani si ritraessero ad orazione, o per sfuggire le persecuzioni delle quali erano oggetto nelle grandi città, i primitivi neofiti.
   La sua chiesa parrocchiale, che può rimontare fra il secolo VIII ed il VII, lo mostra già luogo considerato dai Longobardi, grandi fabbricatori di chiese al cospetto di Dio. Nel periodo delle guerre comunali e della Lega si attirò le ire di Barbarossa per essersi mantenuto fedele a Milano. Il fulvo sire, nel 11B0, si vendicò d'Incino, mettendolo a sacco ed incendiandone il borgo ed II castello, esistente fin dal secolo X. Rifatto dai Milanesi, il castello d'Incino fu soggetto ad altre vicende guerresche, nel secolo XIII, durante le discordie signorili e, nel 1285, Ottone Visconti arcivescovo di Milano, unendosi ai Comaschi, assaltò Incino, che aveva parteggiato per i Ternani, e lo ridusse, con rabbia mai più vista, ad un mucchio di fumanti rovine. Dopo quel disastro Incino non potè risorgere che lentamente e con grande stento. Solo colla apertura della ferrovia per Milano si è dischiuso alla storica borgata un orizzonte di più lieto e prosperoso avvenire.
   Gol!, elett. Erba — Dioc. Milano — P3 T. e Str. ferr.
   Lambrugo (634 ab.). — Il territorio di questo Comune si stende al disotto del pian d'Erba, sulla sponda destra del Lambro, nel luogo ove questo fiume, cominciando a scorrere in un alveo incavato fra alte ripe, fu causa del graduale prosciugamento del lago d'Eupili, Lambrugo, in posizione piuttosto elevata, offre una bellavista sulla conca eupilea e sul vasto anfiteatro, che da quel luogo presentano le prealpi comasche e lecchesi (Orobi). Il paese capoluogo è in eccellenti condizioni edilizie e va sensibilmente ani.dandosi coll'erezione di spaziose ville: ha una bella chiesa parrocchiale e possedeva.