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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alta Italia
   Fu pure di Campione il celebre pittore Isidoro Bianchi, allievo del Morazzone e valentissimo negli affreschi. Che le famiglie artistiche originarie da Campione abbiano avuta una parte priineggiante nel rinnovamento architettonico in Italia e fuori, dal secolo IX al XIV, è indubbio; e lo prova il fatto che da molti fra i più insigni istoriografi e critici d'arte, si chiamano da Campione o Campionesi, tutti gli artisti lombardi di quel periodo ; mentre, pur riconoscendo la parte importante avuta da Campione nella produzione di queste famiglie artistiche mantenutesi nei secoli per diverse generazioni, ci par più giusto e comprensivo chiamarli Maestri Comacini — richiamandoci all'antico editto del longobardo re Rotari (22 novembre 643), nel quale per la prima volta fa la sua apparizione nella storia l'appellativo di Magister Comacinus cani collig'antes sum.
   Coli, elelt. Metraggio — Dioc. Milano — P* e Staz,. lacuale locali, T. a Castiglione d'Intel vi.
   Santuario della Madonna di C'ampion6.
   Questo santuario, celebre in tutto il Iago Ceresio ed assai venerato dalla popolazione riveranea e montanina della regione, si trova a meno di mezzo chilometro dal paese di Campione verso il ponte-diga di Bissone o di Melide, che dir si voglia. È uno dei monumenti più importanti della regione, e senza forse il maggiore, per non dire l'unico monumento che vanti il mandamento di Castiglione d'Intelvi.
   L'edificio, di prospetto al lago, è rialzato su d'un ristretto piano, al quale'si accede mediante quattro rampe a gradini. Ad ogni pianerottolo appare l'apertura d'una grotta in fondo alla quale si sente il rumore d'una copiosa sorgente d'acqua. La chiesaha origini antiche, certo anteriori al secolo XIII; ma la successiva rimodernatura, e specialmente raggiunta della facciata fastosamente barocca del secolo XVII, ne hanno modificate le primitive linee. Così nell'interno l'arte pesante e faragginosa del secolo stesso ha guastato, con stucchi pesanti e con freschi pretenziosi, la severa e semplice armonia delle linee lombarde, e l'impressione prima, per chi ha il culto dell'arto vera, non è delle più gradite. Ma a riconciliare l'animo dello studioso appaiono le pitture a fresco — di recente scoperte sotto un intonaco di calce — datanti dal secolo XIV e rappresentanti i fasti della vita di San Giovanni Battista. L'originalità della concezione, il vigore del colorito (quantunque danneggiato dalla calce sovrappostavi e dall'umidità), l'esecuzione magistrale delle vesti e dei paludamenti ondeggianti di vari personaggi, fanno supporre nell'autore di queste pitture, un artista di grande abilità, che il Rahn mette-tra il secolo XIV ed il XV; cioè nel periodo di transizione dai giotteschi ai rinascenti, che pure è tanto interessante a studiarsi. Nella stessa parete sud, ma all'esterno della chiosa, si osservano altre pitture che hanno pure un grande valore nella storia dell'arte lombarda. Rappresentano una scena del Giudìzio Universale e si distinguono per la concezione alquanto bizzarra in un raggruppamento di grande efletto nell'insieme, e per la esecuzione assai accurata delle teste e delle mani dei personaggi, mentre l'artista si rivelò insufficiente nel dar forma e movimento ai tronchi. * Gli angeli di questa pittura — dice il Rahn — sono graziosissime figure. I loro colli, d'un modello delicato, intorno ai quali son drappeggiate le clamidi in forma tanto bella che variata, sopportano delle deliziose testoline che si voltano e si piegano in tutte le direzioni; i volti infantili colle piccole bocche sorridenti ed i dolci sguardi sono inquadrati fra capelli ricciuti, presentanti originali e graziose combinazioni >. Questo dipinto può datare dall'ultimo quarto del secolo XV.
   Dal piazzaletto prospiciente al santuario della Madonna di Campione si ha un sorprendente panorama del lago, sul bacino di Lugano; meraviglioso scenario al quale fanno come da quinte l'erto cono del San Salvatore da un lato e dall'altro il monte Parè, dietro al quale si elevano le fantastiche cime della Valsolda, mentre a tergo di Lugano e sopra il boscoso Gentiliuo s'alza la vetta grave del monte Ceneri.