Manli-unenti e Comuni del Circondario di Como
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alla foce del Telo, il bassofondo è assai esteso. Nel suo versante occidentale, sul lago di Lugano, la valle d'Intelvi manda alcuni piccoli torrenti e varie cascate, delle quali la maggiore è quella che tra Cloino ed Osteno, precipitando in un selvaggio burrone, prima di entrare nel lago, ha data rinomanza al cosidetto Orrido di Osteno.
Una grande strada carrozza bile, da Argegno ad Osteno, attraversa la valle d'Intelvi, congiungendone i principali paesi fra di loro e mettendo in comunicazione il lago di Como con quella parte del lago di Lugano che appartiene allo Stato italiano. Altre, esse pure carrozzabili, congiungentisi a questa principale, sono: la strada da San Fedele a Cerano d'Intelvi e la strada da Pellio inferiore a Lanzo d'Intelvi: strade tutte che raggiungono notevoli quote d'altitudine. Numerose strade mulattiere ed alpestri sentieri mettono in comunicazione le minori località della valle colle maggiori e queste colle alte cime vicine.
Il suolo di vai d'Intelvi, eccessivamente montagnoso ed in molte parti anche sassoso e franoso, è generalmente assai povero. Nella parte bassa della valle e presso il lago di Como e di Lugano nell'agro d'Argegno e di Claino soltanto, si hanno piantagioni di gelso e qualche po' di rite e di cereali; nella parte interna ed alta della valle non si hanno che grani, boscaglie di castagni, di faggi e pascoli: questi per verità assai ricchi di erbe aromatiche, onde vi è numeroso l'accorrervi delle mandre bovine ed ovine durante la state. I pascoli d'Orhnenta, sui contrafforti settentrionali del monte Generoso, sono, por la ricca loro flora e per la loro estensione, conosciuti e celebrati in tutto il lago.
La povertà naturale di questa regione ne ha resi gli abitatori perspicaci ed industri. La valle d'Intelvi è una delle regioni di Lombardia che danno maggior contingente alla emigrazione temporanea in Isvizzera, in Francia ed in Germania. Gli fntelvini, gente sobria e vigorosa, si applicano volentieri ai lavori più rudi e faticosi: specialmente ai lavori stradali, a spaccare e scalpellare pietre, a lavori in muratura, a scavi di terreni, di fosse, di canali. Sulle mercedi che percepiscono, risparmiano tanto da giovare al sostentamento delle loro famiglie lasciate in paese, ed anche da abbellire la casa loro, ingrandire il campicello, o da formare il capitale di fondo iniziale per qualche piccolo commercio od industria. Non va dimenticato che la vai d'Intelvi fu uno dei maggiori, per non dire il massimo, dei focolari di produzione di quella gloriosa pleiade d'artisti passati nella storia dell'arte colla qualifica di Maestri Comacini.
Castiglione d'Intelvi (715 ab.). — Questo Comune, capoluogo del mandamento, si trova in posizione pressoché centrale della valle, in modo d'avere facile accesso alle altre località. A questo fatto specialmente Castiglione deve la sua supremazia, alla quale nel passato ha contribuito la sua chiesa parrocchiale, col titolo di Arcipretura e con giurisdizione spirituale su tutte l'altre della vallata. Castiglione siede sulla strada provinciale della vai d'Intelvi, al punto ove si stacca il tronco per Cerano, ed è attraversato dal Telo. Il Comune consta di tre frazioni, oltre del borgo titolare, cioè la Torre, Montronio e Yisonzo. È a 019 metri dal livello del mare, e nulla ha per sè di notevole alPinfuori della vista sulle alte cime che ne circondano la verde conca e degli avanzi di un'antica casa medievale, ora in parte rimodernata.
I prodotti del suolo sono: poca segala, castagne e patate; l'agricoltura e l'alpeggio sono le industrie dominanti del luogo, alla prima delle quali si applicano per la massima parte le donne, essendo nell'estate in gran numero emigrati gli uomini.
Cenno storico. — Castiglione d'Intelvi non ha storia propria notevole, che non si colleglli intimamente con quella della regione circostante e di tutta la diocesi comasca. Fra t fatti importanti della vai d'Intelvi si ricordano l'insurrezione di questi valligiani nel 1807, contro il dispotismo dell'impero napoleonico; più tardi il tentativo di insurrezione promosso, nel 1849, in questa vallata da Giuseppe Mazzini, tentativo del quale caddero vittime del piombo austriaco il Brenta e due suoi compagni, tragico