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Parte Seconda — Atta Italia
civile, religiosa e politica e toccò l'apice della propria potenza. Vi furono momenti nei quali Ariberto fu arbitro delle sorti d'Italia superiore. Sotto di lui, appunto perchè voleva soverchiare ogni altra potestà ed abbassare i feudatari, dichiarandoli dipendenti dalla Mensa arcivescovile, scoppiò la prima rivolta di carattere sociale o di classe, che si sia avuta nell'era, volgare in Europa : rivolta che fu detta la Motta. Ai vassalli, contro di lui ribellatisi, e che avevano il monopolio delle armi, egli seppe, primo in Europa, contrapporre le milizie cittadine, levate al suono delle campane a stormo e da lui armate e disciplinate ed alle quali diede per palladio il Carroccio : prima origine di quegli ordinamenti militari che, al tempo dei Comuni, sbaragliarono completamente la feudalità e gli eserciti degli imperatori tedeschi, da Barbarossa cominciando. I fasti dell'avventurosa ed audace politica di Ariberto da Intimiano appartengono alla storia generale d'Italia, onde non è qui il luogo di narrarli. Ci limiteremo perciò a dire, clic Ariberto, prima custode della chiesa di Galliano presso Cantù, indi primicerio della chiesa metropolitana di Milano, salito alla dignità arcivescovile nel 1018, morì nel 1045. Fu sepolto dapprima in San Dionigi. Distrutta poi quella chiesa, per fabbricarvi i giardini pubblici, il suo sarcofago fu portato nel Duomo, ove ancora si vede nell'ultima navata a destra entrando. Oltre di essere stato guerriero e politico abilissimo, Ariberto, fu uomo assai splendido; narrano le cronache che durante una carestia, faceva distribuire ogni mattina 8000 pani ecl 8 moggia di grano, vestiari e soccorsi ai più bisognosi, e ciò per parecchi anni. Il tesoro metropolitano Milanese lui ancora oggetti preziosi da lui donati o che furono di. sua pertinenza: tra questi una croce capitolare ed un evaugelistario.
Coli, elett. Cantù — Dioc. Milano e Como — P3 T. e Str. ferr. a Cantù.
Inverigo (1350 ab.). — Il territorio di questo Comune si stende fra bellissime colline, sulla strada della Vallassina, a mezzogiorno della gran conca lacustre dell'Eupili o pian d'Erba. Iiiverigo, capoluogo del Comune, a completare il cui nucleo concorrono iu gran numero i cascinali e le ville sparse iter la ridente campagna, nonché la vicina frazione di Pomellasca] è un paese di 700 abitanti circa, su un colle di puddinghe, a 377 metri dal livello del mare, alle falde del quale scorre il Lanibro, tranquillo e limpido, appena uscito dai vicini laghi brianzuoli Inverìgo è consider ato fra i luoghi più deliziosi della Brianza occidentale : la grandiosità ed il numero delle ville signorili die vi si trovano ne sono la conferma.
Ha una bellissima chiesa parrocchiale, alla quale si accede per un viale fiancheggiato da cipressi e dal cui piazzale si gode di un incantevole panorama; ma più della chiesa, sono celebri in Inverigo l'antica villa dei Crivelli e la famosa Rotonda del Gagnola, monumento questo che ha fama grandissima, specie nel mondo architettonico. Dalla villa Crivelli, altri viali a cipressi conducono alla vetta di un colle ove sorge una colossale statua d'Ercole, detta in paese il Gigante, appiedi della quale è un belvedere dominante un immenso panorama ed una piccola gola della collina, detta V Orrido di Inverigo.
Su un'altura di prospetto trovasi il palazzo detto della Rotonda, singolarissima costruzione, colla quale l'architetto marchese Gagnola, ricchissimo per patrimonio proprio e per guadagni fatti ne' moltissimi ed importanti lavori da lui condotti per conto di privati e di pubbliche amministrazioni, volle rispondere all'accusa che gli si faceva di avarizia e di essere, nelle costruzioni, largo nello spendere sol quando trattavasi dell'altrui danaro. E un vasto palazzo quadrato cui sormonta un'immensa calotta emisferica, aperta alla sommi® come la calotta del Pantheon d'Agrippa in Roma, per dar luce alla sottostante grandiosissima sala.
La fronte principale, guardante a nord, ritrae dei propilei d'Atene, col magnifico SUO atrio a colonne di granito, d'ordine ionico, del diametro d'un metro. La facciata,