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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Conio
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   Non mancano, oltre la chiesa eli San Paolo, in Cantù, begli edilizi pubblici e privati, alenili palazzi e case signorili ; ed ima parte dell'antico castello, che fu ilei Pietra-santa, i quali avevano acquistato il feudo di Cantù dagli Spagnuoli sul principio del secolo XVI.
   Ma ciò che più distingue Cantù moderno, sono i grandiosi suoi opifici per la lavorazione prima della seta (trattura, filatura, incannaggio, binaggio, ecc.), per la filatura del cotone, le fabbriche di mobili, alle quali sono annessi dei grandiosi magazzini, vere esposizioni permanenti di mobili d'ogni genere, dai più usuali ai più artistici e raffinati, bon oltre S00 gli operai adibiti alla fabbricazione dei mobili.
   Altra industria attiva e caratteristica di Cantù, alla quale si dedicano specialmente le donne, pur attendendo agli incombenti delle loro famiglinole, è quella della fabbricazione dei merletti e pizzi sul sistema degli antichi punti veneziani. Questi pizzi trovano largo smercio in Italia ed all'estero e ve ne sono di ogni qualità, dai più semplici ai più fini e complicati, tanto da gareggiare coi modelli antichi più celebrati.
   Cantò possiede numerose istituzioni di beneficenza: Asilo infantile, Ospedale, Congregazione di carità, lasciti dotali, ecc., ed ha pure buone istituzioni scolastiche, tra cui una scuola tecnica, una scuola professionale di ricamo e merletti, ima scuola di disegno, una biblioteca circolante, ecc.
   11 territorio di Cantù è fertilissimo e produce cereali, viti, frutta; ma sopratntto è notevole per le sue ricche piantagioni di gelso. Ciò va di conserva coll'industria dell'allevamento dei bachi da seta in tutto il territorio attivamente praticata.
   Cantò centro conta circa 6000 abitanti; inai dintorni del paese sono sparsi di numerosi cascinali, di paeselli, di ville che completano il nncleo comunale. Delle frazioni di Cantù la più importante è Galliano, luogo antichissimo accennante col suo nome ad nn'origine gallica, e noto già nei bassi tempi, dei quali conserva ancora un battistero ed una chiesa, da mettersi tra i più antichi monumenti cristiani della regione lombarda. La basilica di San Vincenzo a Galliano presso Cantù, è monumento del V secolo ; rifabbricata, ingrandita, decorata con pitture e sculture sul principio del secolo XI ad opera di A ri ber to da Intimiano, che n'era custode o prevosto. Perfettamente orientata era fabbricata nello stile regolamentare delle antiche basiliche, cioè a tre navate, col-l'absicle ed il coro alto, la cripta sotto e l'ambone. Nei capitelli sono scolpiti i simboli primitivi della fede. Attiguo alla basilica, che — dichiarata monumento nazionale — fu in questi anni restaurata con maggior rispetto di quello che non le fosse usato per il passato, è il battistero, sconsacrato, al quale l'incuria ed il vandalismo dei tempi passati recò grave jattura, non tanto però da farne perdere le primitive proporzioni, nè le traccie delie pitture e dei simboli che vi esistevano prima ancora del ristauro ordinato da A liberto d'Intiniiaiio.
   Conio storico. — Gli etimologia che negli studi storici vogliono la loro parte, fanno derivare il nome ili Cantù dalla tribù dei Cantubrogi o Canturigi, gente gallica, che quivi e nel vicino Galliano avrebbe abitato. Successivamente fu il Caniurio dei Latini, rimasto per corruzione il Cantù dei tempi posteriori e dei nostri. Fu sempre soggetto alla diocesi di Milano. Durante le guerre del periodo comunale Cantù, posto fra Milano e Como, vale a dire tra l'incudine ed il martello, ha una parte importante. I Comaschi ne fanno il loro osservatorio d'avanguardia verso Milano. Dall'alto della torre di Cantù spiano i movimenti dei nemici nella sottostante pianura, e ne danno avviso per mezzo dì convenuti segnali ai loro compagni, appostati ed osservanti dalla torre del non lontano Paradello. Più tardi i Milanesi riescono ad avere Cantù e lo inducono a partecipare alla loro guerra contro Como: che, in nn momento di fortuna, sa riprendere la ribelle borgata e punirla della mancata fedeltà. Ma i Milanesi riescono di nuovo ad impadronirsi di Cantù ed a spingerlo di nuovo contro Como; alternativa che si rinnova più volte nello stesso secolo XII.