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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Conio
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   L'antica chiesa di San Martino, che sul fianco del monte sovrasta al paese, fu, secondo la leggenda popolare, eretta dalla regina Teodolinda, della quale si vorrebbe pure fosse il vicino e già citato castello di Vezio.
   Dal secolo XII al XIV Varenna fu feudo degli arcivescovi di Milano, e gli abitanti di Varenna, durante la guerra decennale tra Milano e Como, diedero nel 1120 valido aiuto all'arcivescovo Anselmo IV (Pusterla) nel combattere i Comaschi.
   A Varenna si riattacca inoltre uno degli episodi della storia religiosa di questa regione. È accertato che nei primissimi secoli del Cristianesimo la regione comasca, come tutta quella che sfila lungo le Alpi Pietiche, nel versante meridionale, dipendeva dai patriarchi di Aquileja: la chiesa di maggior lustro nella Cristianità dopo Roma, avente simboli e rito speciale, detto appunto rito patriarchino. Ristrettasi, dopo il disastro di Attila, la influenza del patriarcato d'Aquileja, nell'occidente d'Italia ed in Lombardia specialmente, cominciò ad estendersi l'influenza della chiesa milanese, od ambrosiana, questa pure con riti suoi speciali, differenti dal rito fondamentale cattolico della chiesa romana. Nel periodo longobardo, spalleggiati anche dai religiosissimi Luitprando e Desiderio, i Milanesi fecero propaganda per il loro rito, e riescirono a staccare buona parte della diocesi comasca dal rito patrian bino. Nondimeno molti paesi della parte superiore del lago vollero tenersi fedeli all'antico rito, tra questi gli abitanti dell'Isola Coinaciua, detta ancheCristopoli, allora fortificata e popolatissimn. Nel UGO i Comaschi, per una delle tante ragioni che furono di pretesto alle guerre comunali di quel periodo, assaltarono l'Isola Comaeina e la misero a sacco ed a fuoco; gli abitanti di Cristopoli, in tanta rovina, rifugiarono a Varenna, ove furono da quella popolazione accolti fraternamente. Il rito patriarchino seguito da quelli di Isola Comaeina fu abbracciato dai Varennesi, che nella regione vennero perciò detti patriarchini, nome col quale ancora oggi sono distinti San Carlo Borromeo potè sopprimere quel rito, ma non ri escendo ad imporre il rito ambrosiano, si accontentò di stabilirvi il rito romano, che col patriarchino aveva maggiori affinità. Nondimeno rimangono nei canti chiesastici dei fedeli di Varenna delle inflessioni, delle cadenze proprie al rito patriarchino, che ancora — a detta dei competenti • si riscontrano nelle chiese del Friuli, della Gamia e di Grado ove il patriarcato d'Aquileja esercitò più efficace e duratura influenza.
   Coli, elett. Lecco — Dioc. Como — Pa I'., Str. ferr. e Staz. lacuale.
   Vendrogno (1103 ab.). — Il territorio comunale di Vendrogno si stende sulla destra della Piovermi, non lungi dallo sbocco di questo fiume, sul lago presso Bedano, al fianco sud-ovest del monte Maggio. Oltre del capoluogo, che è un paesello di circa 300 abitanti a 751 metri dal livello del mare, con parecchie belle case, un albergo ed un grandioso stabilimento educativo religioso di recentissima costruzione, concorrono a formare il nucleo comunale di Vendrogno parecchie piccole frazioni, delle quali sono a citarsi i pascoli di Mornico, ili Masnico, di Sovico, Comasira, e varie alpi e laite che si stendono verso la cima del monte Muggio. Nulla di notevole in tutti questi paesi ali infuori della natura eminentemente pittoresca dei luoghi. I prodotti del suolo fertilissimo — specie nella regione detta la Muggiasca — nel Comune di Vendrogno sono cereali ed alberi da frutta nella parte bassa, castagni e pascoli eccellenti nella parte alta.
   Coli, elett. Lecco — Dioc. Milano — P3 T., Str. ferr. e Staz. lacuale a Bollano.
   Vestreno (500 ab.). — Il paesello di Vestreno capoluogo del Comune omonimo si trova alle falde occidentali del Legno,cino sulla destra del torrente Varrone a 097 in. dal livello del mare. Non discorda nell'aspetto dalla tipica apparenza dei paesi semi-alpestri di questa regione singolarissima, per quanto poco studiata e meno curata d'Italia che èia Valsassina. Intorno a Vestreno si raggruppano altri piccoli paesi ed alpi, per formare il nucleo comunale. Il suolo non dà che pochi cereali al basso, castagni e pascoli nell'alto.
   82 — f.a H'utrin, vcl 11,