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Parte Seconda — Alta Italia
vengono spediti ai luoghi di commissione, in istato, o pressoché, da essere messi in opera. Queste cave e la lavorazione dei marmi sono largo coefficiente alla ricchezza, al benessere che si veggono in modo veramente consolante aleggiare nella graziosa borgata di Varenna.
Oltre della lavorazione dei marmi, in Varenna havvi anche un opificio per la trattura e filatura della seta, che dà lavoro a discreto numero di operaio.
Il clima di Varenna è, come quello della Tremezzina, tepido nell'inverno ed abbastanza temperato e ventilato nell'estate, onde vi accorrono in ogni stagione numerose comitive di forestieri, non mancando il luogo di comodi, se non sontuosi, alberghi per riceverle.
Nelle belle ville, che presso Varenna costeggiano il lago, come la Isimbardi, la Lelia, la Venini, si ha la flora dei paesi caldi: l'oleandro, gli agrumi, i palmizi; l'agro di Varenna produce poi, nella parte bassa e media, la vite, l'olivo ed il gelso. Più in alto si trovano i castagni. ¦
A Varenna fa capo la strada mulattiera (fino all'alpe di Camallo) che per Esino conduce alla Griglia settentrionale; nonché la bella strada carrozzabile che conduce in meno di mezz'ora al grandioso stabilimento termale ed albergo di Iiegoledo. Altra escursione interessante nelle vicinanze di Varenna è quella alla Torre o Castello di Vezio (vedi sopra: Comune di Periodo) da dove si ha una vista stupenda sulla punta di Bellagio e su tutta questa interessante parte del lago.
Frazione importante, e da non scordarsi dai tauristes, di Varenna, è quella detta Fiumelatte, a circa due chilometri dal paese sulla strada nazionale verso Lecco e Milano. Quivi da una grotta, la cui imboccatura ha il diametro di circa un metro, esce con grand'inipeto una corrente d'acqua freddissima, che, giungendo por interne ascose cascate, ha all'uscita dal pertugio aspetto spumoso e bianchissimo da uguagliare appunto il latte rimosso violentemente dai frulloni del casaro. La singolarità del Fiumelatte, già notata dagli antichi, sta nella sua intermittenza periodica, vale a dire, che nell'inverno è asciutto e comincia ad irrompere nel marzo, durando — sebbene con qualche interruzione nel momento più caldo dell'estate — fino ad autunno inoltrato. A novembre cessa per riprendere di nuovo al successivo marzo. Quando poi, nel periodo della siccità per continuate pioggie od improvvisi violenti acquazzoni, manda acqua, questa non è più spumeggiante e bianchissima come nei periodi normali, ma terrosa e colore d'ocra. Molte induzioni furono emesse dagli scienziati per spiegare l'importante fenomeno che forse si collega all'esistenza di correnti vegnenti da qualche interno ghiacciaio della Griglia soprastante ; ma nessuna di queste spiegazioni induttive, contraddette in qualche parte da altre caratteristiche del fenomeno, ha finora potuto essere la definitivamente convincente.
Nel periodo asciutto in varie epoche si tentò da studiosi — tra cui Cesare Cantù — ed anche da curiosi, di penetrare nell'interno di quello speco. Ma questo, oltre essere di difficile accesso ed anche di più difficile esplorazione, per la corrente d'aria freddissima, di sovente smorzante le torce, che dentro vi soffia, si suddivide a breve distanza dall'ingresso in tanti meandri e burroni profondi da rendere impossibile ogni esplorazione meno che superficiale.
Nelle vicinanze di Varenna sotto il Sasso di Morcote o di Morcò, com'è detto in luogo, si apre una delle tre gallerie per le quali passa la strada nazionale da Milano allo Stelvio ed allo Spinga. Questa strada è una delle più belle opere compiutesi in Italia, auspice il governo austriaco, nella prima metà del nostro secolo; ne diede il tracciato l'ingegnere Donegam, e quelle gallerie, che non misurano più di 250 metri caduna, parvero allora uno dei grandi ardimenti umani. Le altre due gallerie sono una ad Olcìo, l'altra a Pervio.
Cenno storico. — Varenna è luogo antichissimo e si ha ragione di crederla fondata dalle colonie greche e romane, trapiantatesi in queste parti, al tempo di Giulio Cesare.