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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Como
   •103
   Colico (3877 ab.). — Popoloso ed industrioso Comune, il cui territorio si stende alle falde nord-occidentali del Legnoue e nel vasto piano formato dalle alluvioni secolari dell'Adda sboccante dalla Valtellina per gettarsi nel lago. Colico è l'ultimo scalo, a settentrione, dei vapori facenti il servizio del lago: a Colico fa capo la strada nazionale di Milano prima di bipartirsi per Sondrio e lo Stelvio, e per Chiavenna e lo Spluga. Ed a Colico, fanno eziandio capo le linee ferroviarie per Sondrio e Chiavenna, in corrispondenza colle poste svizzere pei Grigioni e l'Engadina. Da questa sua posizione privilegiata si comprende l'importanza presa da Colico eome punto di transito e di snodamento di vie tanto battute dal traffico e dai viaggiatori. Perciò Colico ha l'aspetto e gli agi di una piccola città: vie larghe, belle, ben tenute; buoni alberghi, negozi, magazzini e caffè messi con certo lusso. Colico ha inoltre una bella chiesa parrocchiale d'antica costruzione, per quanto rimodernata, e    Colico è eziandio punto di partenza comodissimo per gli escursionisti che vogliono fare l'ascensione del Legnone, il quale si erge imponente e maestoso a tergo del paese. L'ascensione del Legnone da Colico richiede da 7 ad 8 ore ; essa è più agevole che non dal versante opposto, cioè partendo da Dervio per il Legnoncino. È un'escursione emozionante, che dà però il compenso di un'incomparabile panorama.
   Dintorno a Colico si stende il cosidetto pian di Spagna o delta dell'Adda: pianura bassa, acquitrinosa, in qualche punto anche paludosa, cui recenti opere idrauliche hanno alquanto bonificata, ma non del tutto risanata, onde non sono infrequenti in quei paraggi i casi di febbre e d'infezione malarica. Ciò non toglie che il pian di Spagna non offra, a primo aspetto, la seduzione di una lussureggiante vegetazione, che l'agro colichese non sia fertilissimo in cereali, frutta, viti e gelsi, dando attivo impulso all'allevamento dei bachi da seta e ad alcuni opifici per la trattura e filatura (lolla seta esistenti in luogo.
   11 Comune di Colico conta varie frazioni importanti, tra le quali vanno ricordate Olgiasca, sullo sprone più avanzato del Legnone verso il lago, e quella di Piona, luogo solitario, sulla punta di una graziosa penisoletta, formante un piccolo golfo, detto in luogo il laghetto di Piona.
   L'artista ed il buon gustato che si trovano a Colico non debbono mancare di fare un'escursione a Piona, ove trovasi una chiesa con un chiostro, che sono fra le più semplici e graziose creazioni dell'arte lombarda nel secolo XIII. Il chiostro, ch'è la cosa più importante, si compone di un cortile quadrato di circa 13 metri per Iato, attorniato da un portichetto con 11 arcate per ciascuna fronte. Le arcate, eleganti e solide, sono interessanti in ispecial modo per i capitelli e le basi delle colonnette e per la decorazione policroma della fabbrica sostenuta da siffatte colonnette. < È notevole — osserva il Merzario, minuto illustratore delle opere lasciate (lai Comacini — che capitelli e basi appartengono al puro stile ogivale, e che gli ornati degli archi e della cornice superiore si compongono a più colori, bianchi, rossi e neri, in modo da ricordare l'antico palazzo del Comune in Como, esso pure policromo e costrutto nel 1215 ». Questo chiostro, secondo le iscrizioni latine incastrate nel muro, sarebbe stato edificato nel 1257, per ordine di Bonaccorso da Gravedona, priore, (la un maestro t)e canoini o Casanova, ed ha speciale importanza per il felice innesto trovatovi dall'artista, della più elegante arte lombarda collo stile gotico.
   Altra località interessante dei dintorni di Colico, se non per ragioni artistiche, per ragione storica, è il forte di Fuentes, sul promontorio di Moutecchio, colle guardante il lago dominante il pian di Spagna e lo sbocco della Valtellina sul Lario. L'erezione di questo forte fu ordinata dal conte di Fuentes, governatore del Milanese per il re di Spagna, sul principio del secolo XVII, onde guarentire lo Stato ila mi'invasione dei Grigioni, allora padroni della Valtellina e poco amici della Spagna. I lavori