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l'arto Seconda Alta Italia
III ordini'alla tessitura, vali' a dire la lavorazioni' più delirata ed importanti» elio la seta riceve puma ili essere messa sul mercato ili consumo, l'Italia— clic può produrre seta in proporzioni tanto superiori a quelle degli altri paesi d'Furopa viene dopo la Francia, l'Inghilterra, la Svizzera, la (ieriuaiiia, l'Austria e gli Stati Uniti d'America.
La tessitura della seta e industria antichissima e gloriosa fra le industrie italiane, ove, lin dal secolo XI11, quasi unicamente esercitavasi. Furono operai italiani che, liei secolo .XV, parlarono tuie industria a Lione ed in ls\izzera durante il fiscal*» reggimento degli Spaglinoli: e furono eziandio operai italiani che la trasportarono in Austria e negli Stati Filiti. Nel secolo XV tutto il mondo, per mezzo delle Repubbliche mari-naie di Venezia e ili < ienova, era tributario per leseti» tessute all'Italia, fili anni del servaggio e della sventura hanno affievolita questa, come tante altre fonti della ricchezza nazionale: e gli stranieri, già nostri tributari, divennero, per siffatto articolo, padroni o quasi ilei nostri mercati.
1 centri principali del setificio in Italia, che superarono vittoriosamente le passate bufere e tengono, per rirchozzu. modernità e perfezione di prodotti, onorevolmente testa all'industria estera, sono oggi, come nel passato: Como. Milano, i Ienova, Torino, Caserta. A Venezia, a Palermo, a Lucca. Firenze, Catanzaro. Siena. Camerino. Reggio d'Finilia, ecc., ecc.. ove, tra il secolo XI1 ed il XVI, questa industria fu fiorentissima, non restano ili essa che lontani ed irrevocabili ricordi.
Delle città italiane Como è quella che porta sii tutte le altre il vanto nel setificio.
L'origine della tessitura serica in Como risale al I55L Fbbe sviluppo assai lento, intralciato continuamente dalle difficoltà fiscali e politiche che ad ogni rosa sapeva escogitare il governo odioso e rapare degli Spagnuoli. Soltanto dopo il 1711, quando questi ebbero sgombrato dal Milanese, la tessitura della seta potè avere sviluppo ed incoraggiamento polla minor gravezza delle imposte e por le migliorie e le riforme d'ogni fatta che nell'amministrazione pubblica andava introducendo il governo imperiale di Maria Teresa e di Ciuseppe II.
Nel 1711- si contavano in Como CO telai da seta: nel 1700 erano 209; nel 1772 erano 275 e 553 nel 1778. (ìli ultimi anni dello scorso secolo segnarono un crescendo ancora più rapido: nel 1790 furono constatati in Como 051 telai da seta: nel 1791 erano 'J05 e nel 17'.)5 il loro numero toccò il massimo di 1:533.
La venuta delle truppe francesi, aprendo un facilissimo sbocco per le sete tessute a Lione, fu un tracollo per l'industria coinense, la quale non si riebbe colla Repubblica Cisalpina, decadde soprafatta di nuovo dall'industria lionese durante il periodo dell'Impero, e riprese la sua corsa ascendente dopo la restaurazione del 181 i-, trovando le sete lavorate a Conio aperto e facile sbocco sul gran mercato del commercio viennese.
Le statistiche ci danno che nel 1830 nella città e provincia di Como battevano 2450 telai da seta, i quali, nel 1S4S, erano diventati 2520; nel 1852 erano 20OD e 27u0 nel 1850, e dal 1858 al 1800 salivano fino a 3000.
All'epoca del nostro risorgimento l'importanza produttiva delle fabbriche di Como stiniavasi rappresentata ila poco meno di 3000 telai a mano, battenti nella fabbricazione delle stoffe di seta. Si fabbricavano articoli ili consumo corrente, meno qualche eccezione, atti tutti alla vendita facile ed a buon mercato, non soggetti alle variazioni troppo frequenti della moda ed a tante altre cause di ristagno e di crisi.
Quel ninnerò di telai si mantenne in inedia dall'anno 1S00 fin verso il 1800, non ostante la graduale diminuzione del dazio d'importazione sui tessuti serici, stabilito col trattato di commercio conchiuso colla Francia nel 1805, non ostante le gravi crisi che si ebbero negli anni 1800 e 1S00, gli scioperi e le gravi perturbazioni occasionate dalle guerre combattutesi in quel periodo in Italia (185'J-OO), in America (lHìl-05). nel Messico (Jb02j, in Danimarca (lSOlj, in Prussia (.1800) e 110:1 ostante il forte dazio stabilito