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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni ilei Circondario di fìnllarnto
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   ina d'un gusto barocco ed assai pesante. Tali stucchi sono opera di Antonio ITestinari, di Leone Leoni, di Francesco Sala e d'altri artefici di minor faina. Sullo stesso stile secentista sono tagliate, decorate, dipinte le navate minori e le cappelle laterali. .Ala il tesoro vero che questa chiesa racchiude sta negli affreschi della cupola e delle pareti laterali alla cappella dell'altare maggiore.
   Nella cupola Gaudenzio Ferrari il sommo pittore novarese, creo le gerarchie celesti degli angeli, arcangeli troni, dominazioni, cantanti osanna all'Uterini, simbolizzato al sommo della cupola, con tale varietà di attitudini, con tale sincerità ili espressioni, con tale forza di colorito, correttezza di disegno e luminosità di effetti da far sembrare quella cupola un brano della terza cantica del divino poema, tradotto in realtà.
   La cupola del santuario di Saranno può dirsi una delle maggiori e più perfette opere date dalla pittura italiana nel cinquecento che pur fn il secolo nel quale dipinsero: Michelangelo polla cappella Sistina, Raffaello polle logge vaticane, Correggio al duomo di l'arma e Lionardo da Vinci e Bernardino I.nino in Milano. F opera che l'intelligente non si stancherà mai (l'ammirare e per la (piale, lasciandola, proverà un senso di vivo rimpianto.
   Non è il solo (laudenzio Ferrari, dei grandi pittori lombardi del cinquecento nutriti airiutlusso della scuola leonardesca, glie abbia concorso all'abbellimento del santuario di faranno. Anelile il nome di Bernardino Luino \i figura con lavori di fresco pari alla sua gran fama.
   Del Luino è il vòlto della cappella del Cenacolo ed il prospetto alla nave maggiore, nella quale sono effigiati 1111 San Cristoforo, di dolcissima espressione, col bambino sulle spalle; un Sant'Antonio abate, e sulla porta della sagrestia e del campanile San Hocco e San Sebastiana, Dipinse inoltre Y Annunziazione sulla vetriata di fronte all'altare maggiore, sulla parete sinistra dell'atrio, che mette all'aitar maggiore, lo Sposalizio della. Verginee, sulla destra la Disputa coi dottori; ai lati dell'altare — che rientra in una speciale cappella— l'Adorazione dei Magi e la Purificazione, sull'alto gli Émnydìsti coi quattro dottori, e sulla vòlta una gloria d'angioli con fondo d'oro. Nel coro dipinse poi 'anta Caterina e Santa Apollonio, due cherubini ed un Padre Ktemo sul vetro, e finalmente la Nati ci là di Cristo sul muro del porticato che dalla chiesa riesce alla canonica, o abitazione dei sacerdoti incaricati della ufficiatura e della custodia del prezioso monumento. Fa stupore, dice il Lanzi, il numero e l'eccellenza delle opere che qui condusse il Luino, fra l'ili più mirabili sono i quattro grandi affreschi dell'atrio ai due lati del! altare «nei quali l'autore par \ incero se medesimo e tocca la perfezione del suo genere, che è il a ago, il pietoso, il sensibile, il soave ». Non è vero, come altri affermò, die questi! pitture sieuo la più tarila opera del Luino: esse portano la data del L'ilo mentre la -pettacolosa Crocifissione in Lugano è datata dal 1318, e iieppur quella può dirsi l'ultima opera del grande artista, il quale ritrasse sè stesso nel santuario di Saronuo, nella figura di quel vecchio a lunga barba che sta nel primo quadro a destra dell'aitar maggiore.
   \ni he il Lanino portò il contributo del suo ingegno fantasioso nelle pitture del santuario di Sa renna: sono opera sua i fatti della Genesi dipinti sui triangoli inferiori o vele della cupola, spiccanti per la molta grazia dei volti ed un fare m i colorito che prelude alla maniera tizianesca.
   In epoche posteriori a questa dei capi scuola lombardi fecero pitture pel santuario di Saranno e per la sua sagrestia Cesare Magno e (iiulio Cesare Procaccino, nonché, nel XVII secolo, i pittori di prospettiva Mariani, padre e figlio.
   La cappella della Passione e Di posizione, fronteggiante quella del Cenacolo, fu rifabbricata nel nostro secolo sui disegni del marchese Cagnola: la tavola della Deposizione, in altorilievo, è del Marchesi, ed è uno dei pioni lavori sui quali questo artista, che per mezzo secolo, quasi, tenne lo scettro della scoltura in Milano, fondò la sua