Mandamenti e Comuni del Circondario di Gallarate
Nel 1277 a Parabiago fu firmato un trattato, ben poco osservato, di pace fra popolani e nobili milanesi. Infine a l'arabi ago fu combattuta una delle piti famose battaglie ricordate nel periodo visconteo, quella anzi, ebe assicurò ad Azzone Visconti ed ai suoi discendenti il dominio di Milano contro i congiunti che ad esso pur pretendevano.
Lodrisio Visconti, che era investito di diritto feudale sul contado del Seprio, volendo togliere al cugino Azzone il dominio di Milano, da questi usurpato alla successione di Piero Visconti, venne m Legnano, Parabiago e Gallarate sul princìpio del 1331), per metter balzelli, e radunar truppe onde muovere guerra ad A zzo od Azzone, come più comunemente gli storici lo chiamano. Coi denari estolti alle popolazioni, e colPaiuto datogli dallo Scaligero di Verona, radunò nei dintorni di Parabiago la allor famosa Compagnia di San Giorgio, accozzaglia di cavalieri e di fantaccini tedeschi, che nietto-vansi al soldo di chi meglio li pagava, nonché altre truppe di Svizzeri fatte venire da Pellìu/.ona, ed ingrossatesi calumili facendo da un'infinità di ladri, masnadieri e banditi d'ogni genere. Con queste truppe Lodrisio Visconti aspettò in Parabiago l'assalto dell'esercito mandato contro di lui da Azzone, sotto il comando di Luchino.
La battaglia avvenne il 21 febbraio 1339, seconda domenica di quaresima; cominciò ali alba, mentre la neve cadeva a larghe falde, e fu una delle più sanguinose del medioevo. Gaspare Visconti, che oltre un secolo dopo cantava le imprese dei Milanesi e di Antonio Visconti, figlio a Matteo, che in quella giornata assai si distinse, dice :
Tanto che tolse ai barbari el stendardo E del Tedesco sangue fe' gran lago In la crudel battaglia, a Parabiago.
Dopo una lotta che era durata quasi tutta la giornata, la vittoria sembrava decisa per Lodrisio, tanto più che lo stesso Luchino era caduto prigioniero, ed i Milanesi accennavano a ritirarsi dal campo. Sicuri del trionfo, com'era loro abitudine, i Tedeschi disperdendosi per le case a saccheggiarle ed a devastarle, diedero animo al nemico ad un disperato tentativo, che riuscito pienamente, sgominò i nemici facendone carneficina e costrinsero Lodrisio ed i suoi due figli a fuggirsene verso Somma, ove furono presi dai partigiani di Azzone e condotti prigioni nel castello di San Colombano. L'insperata e clamorosa vittoria riportata dalle anni di Azzo Visconti a Parabiago fece credere ad un miracolo; si sparse la leggenda che nel momento decisivo della battaglia era apparso Sant' Vinbrogio cavalcando un bianco e focoso destriero a cacciar davanti a sò, a colpì di staffile, le orde di quei Tedeschi, saccheggiatori e devastatori del paese. Secondando questa tradizione fu eretta in Parabiago dall'arcivescovo Giovanni Visconti la chiesa di Sant'Ambrogio, data in governo ai Cistercensi, che vi stettero fino alla fine del secolo scorso.
Coli, elett. Rbò — Dioc. Milano — I'2 T. e Str. ferr. ivi, Tr. nella fraz. San Lorenzo.
Pogliano (1604 ab.). — Il capoluogo di questo Comune, affatto rurale, è situato sulla sponda destra dell'Olona ed a poca distanza, tanto dalla strada del Sempione che dalla linea ferroviaria Milano-Gallarate. Si contano in Pogliano alcune case di moderna costruzione e ville signorili, ma nel paese nulla di notevole. 11 territorio ben irrigato è ubertoso abbastanza, dando per prodotti cereali, foraggi e gelsi. I dintorni sono appunto costituiti di belle e verdeggianti praterie. In Pogliano havvi un grandioso opificio per la trattura della seta a vapore, con G cavalli di forza motrice e ISO operai. Vi sono inoltre due opifici per la tessitura del lino, impieganti complessivamente IGO operai. Grande vi è l'allevamento del bestiame da cortile e quello dei bachi da seta. In Pogliano si trovarono, anni addietro, alcune iscrizioni di origine romana.
Coli, elett. Rlià — Dioc. Milano — P2 T. e Str. ferr. a Vanzago.
Pregnana (12SS ab.). — Si trova questo Comune, di carattere totalmente rurale, in aperta pianura e sulla strada che da Ubò conduce a Sedriano. Il paesaggio ne e
49 - I.É l'utrlii, voi. II.