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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   31-2
   Parie Seconda — Alla Italia
   Milano. Venne più tardi rifatto e restaurato da Oldrado Lainpugiiano, che fece scolpire il proprio stoni ma sulla torre di mezzo. Rimaneggiato e rifatto in seguito, ora è proprietà dei marchesi Coruaggia. Legnano, come tutte le maggiori terre dell'Alto Milanese, subi pure i danni di quella sanguinosa bufera che fu il passaggio del cardinale di Sion.; infatti, il 1(1 ottobre 1511, Legnano venne saccheggiato ecl incendiato nella sita parte superiore dalle soldatesche del belligerante cardinale, obbediente ad un pontefice non meno bellicoso, Giulio IL Dopo quel fatto Legnano confonde la sua modesta storia con quella generale della Lombardia, della quale segui sempre, più o meno pacificamente, le sorti.
   Golf elett. Busto Arsizio — Dioc. Milano — P2 T., Str. ferr. e Tr.
   Battaglia di Legnano.
   Legnano, pieve assai considerata anche ne' bassi tempi, trasse la sua rinomanza maggiore dalla famosa battaglia del 29 maggio 1171», che rintuzzo per sempre la superbi» di Federigo Barba rossa e lo costrinse a riconoscere a Venezia prima ed a Costanza poscia* ì da lui fin allora negati e conculcati statuti e diritti dei liberi Comuni italiani.
   Già da tempo il fulvo imperatore, che in Lombardia aveva sciupato sei eserciti e gli anni migliori della sua vita in una guerra storile d'effetti quanto per lui e per la Germania tutta gravosa, era risoluto di fluirla colle ribelli città lombarde, capitanate dalla risorta Milano: e mentre sperava d'ingannali i Milanesi con scaltri negoziati di pace, sollecitava la calata d'un nuovo esercito, che dalla valle dei Gl'igieni gli giungeva dalla Germania condotto dalla stessa sua consorte. I Milanesi però, che lunga e dolorosa pratica aveva scaltrito sulle arti e gli infingimenti dell'imperatore, non si lasciarono prendere a quelle menzognere promesse di pace. E saputo delle forze che giungevano in aiuto dell'imperatore, ed accortisi del movimento ch'egli da l'avia tentava per congiungersi con quelle truppe nuove che avevano assegnamento iu Como, s'armarono in quanti più poterono, e colle schiere dei Collegati che avevano sempre sotto mano, mossero a tagliare la strada all'imperatore e ad impedirgli il progettato congiungimento delle truppe vecchie colle nuove. L'incontro dei due eserciti avvenne appunto la mattina del 2!) maggio 117G nella ondulata pianura che l'Olona solca, detta la piana di Legnano. Le truppe della Lega stendevansi da Legnano, colla destra, fin verso Busto Arsizio, tenendo il Carroccio colla Compagnia della Morte e dei Gagliardi ed il nerbo delle loro forze al centro. Il nemico stendevasi, colla lunga sua fila, sulla riva destra dell'Olona da Cairate a Olgiate. Settecento cavalieri della Lega, mandati in ricognizione, incontrarono il nemico nei pressi di Olgiate Olona. Si appiccò subito la battaglia. La cavalleria fé il dal e.tedesca, più numerosa ed agguerrita di quella delta Lega, irruppe con incredibile slancio nel campo dei Milanesi facendone ripiegare confusamente i fanti verso il Carroccio. La giornata sembrava già perduta pei Collegati, quando i compagni della Morte, che attorniavano il Carroccio ed i Gagliardi, fatto giuramento solenne di vincere o di morire tutti intorno a quel simbolo della patria e della fede, con insperato valore sì fecero contro alla cavalleria ed ai fanti teutonici, e con ima lotta carpai a corpo durata più ore, riuscirono a sopraffarli, a respingerli, a volgerli in precipitosa fuga. Comandava la Compagnia della Morte Alberico ila Gii issano, milanese, < per la gagliardia sua, dice uno storico illustre, reputato gigante >. — Infocati dall'amore della libertà, dal desiderio della vittoria, i difensori del Carroccio trovarono il supremo ardire che decise del loro trionfo, nel fatto di tre colombe posatesi sulla croce del Carroccio nel momento in cui la battaglia ferveva più accanita: colombe che la pia leggenda disse mandate dai martiri milanesi Sisino, Martirio ed Alessandro, a pronostico del trionfo dei loro valorosi concittadini.
   Il fiore della cavalleria alemanna restò sul campo di Legnano; l'alfiere che portava la bandiera imperiale a fianco dell'imperatore cadde ucciso e la bandiera restò