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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondano di Gallarate
   SIS
   abbandonata a se stessa, senza alcun ritegno di disciplina, saccheggiò, distrusse, arse quanto eravi nel paese, e violentò od uccise quanti degli abitanti erano stati tardivi a mettersi in salvo. A completare il lutto lasciato da questi avvenimenti, venne la terribile peste del 1524, seminata, si capisce, dalle soldatesche incontinenti, viziate, sporche, che scorrazzavano per il ducato, che fece 111 Lombardia più di 50,000 vittime, ed intieri stranamente a ISusto, decimandone affatto la popolazione. Fu questa l'ultima delle grandi vicende storiche di Busto Arsizio, ma la tradizione 11011 n'è ancor spenta in quelle popolazioni.
   Busto Arsizio fu dapprima fetido dei Visconti, che i discendenti di Galeazzo tennero col titolo di contea fino al 157;ì. Estintasi questa famiglia, fu dal fisco reale concesso collo stesso titolo al patrizio milanese Paolo Marliani, dalla quale famiglia passò in eredità ai Gambarana ed ai Cicogna, che ne tennero il titolo fino allo scorcio del secolo passato. 11 bel palazzo, ove ora ha sede il Connine, fu eretto dai Marliaui, e fu in seguito la dimora dei signori di Pusto.
   Alla naturale bonomia e cordialità, che li rende proverbiali, ed alla loro attiva, industriosa operosità, i cittadini di Busto, hanno sovente accoppiato un ingegno pronto e fertile nelle arti, nelle lettere, nelle scienze. Originaria di Busto è la famiglia dei Crespi, che tra il secolo XVI ed il WII, diede alla Lombardia, taluno fra i suoi migliori artisti, quali, il Giambattista Crespi detto il Cerano, di cui parlano ancora le mirabili opere nel Duomo di Milano ed altrove ; Daniele Crespi, proprio nativo di Busto, che fu certo fra i più potenti ed impressionanti pittori della scuola lombarda, avanti che trasmodasse coi faticoni e coloristi del seicento, e della quale seguì e raggruppò, si può dire, le migliori tradizioni del secolo precedente : il gran secolo della scuola leonardesca, del Ferrari, del Luino, del Melzi, di Cesare da Sesto, del Lanino e del Piazza. Nativo di Busto fu pure il pittore Giuseppe Bossi, che tanti ricordi lasciò in .Milano, fra la fine del secolo scorso ed il principi® del nostro; e furono di Busto due insigni letterati ed ecclesiastici: Stefano Bonsignori, vescovo di Faenza e Luigi l'osi, vescovo di Pavia.
   Coli, elett. Buito Arsizio — Dioc. Milano — P2 T., Str. ferr. e Tr.
   Cairate (2811 ab.). — Comune formato di varie frazioni, delle quali, le più importanti, sono quelle di Cairate, Bolladello e Peveranza.
   Cairate si trova su di un altipiano a piede del quale, sulla sponda sinistra scorre l'Olona, al contine del circondario, e lungo la strada che da Pusto Arsizio va a Varese. Il paese è bello, più che per se stesso, per l'amena posizione nella quale risiede, dominante insieme ad un vasto orizzonte di pianure, le pittoresche prealpi del vicino Varesotto. Il territorio è coltivato con grande sollecitudine ed assai si presta alla produzione dei cereali e dei gelsi, e cospicua industria del luogo, insieme all'allevamento dei bachi da seta, è la filatura del cotone, in un opificio avente 40 cavalli di forza motrice idraulica e SO a vapore, impiegante in inedia un centinaio di operai e la tessitura del lino con 40 operai.
   Coli, elett. Busto Arsizio — Dioc. Milano — P9 ivi, T. e Str. ferr. a Gallarate.
   Castellanza (23S2 ab.). — Si trova il capoluogo di questo industriosissimo Comune in amena posizione, sul ciglione d'una lunga e stretta vallata, nel fondo della quale scorre l'Olona, motrice sussidiaria d'importanti opifici.
   Il paese di Castellanza si può dire fra i piti belli della regione. Lo percorre nella sua lunghezza la strada nazionale del Sempione, fiancheggiata ila una parte dalle ville sontuose dei ricchi industriali del luogo e dall'altra dalla vallata, colla parte bassa del paese e gli opifici grandiosi. Bolla e rinnovata è la chiesa parrocchiale, ricchissimo il nuovo cimitero, pulite, e molte affatto nuove, le case della popolazione lavoratrice. Notevole pure è il ponte a due arcate sull'Olona, della strada del Sempione, nonché