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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parie Seconda — Alla Italia
   Imbianchimento, tintura et! apparecchiatura di tessuti 1G, con 137 cavalli di forza motrice a vapore, ed impieganti complessivamente una media di 288 operai giornalieri — Stampa di tessuti 2, con 110 cavalli di forza motrice e 10G operai — Conciaria e rifinizione, delle pelli 1 — Calzatura 1, con 8 cavalli di forza motrice e 70 operai — Segheria di legnami 1, con 22 cavalli di forza motrice a vapore e 30 operai Tipografie 2, con circa 20 operai — Attrezzi per la filatura e tessitura 2, con uu cavallo di forza motrice. In
   tutto 85 stabilimenti industriali con 1096 cavalli di forza motrice occupanti una media giornaliera di 3115 operai, che è quanto dire, circa un quarto della popolazione del Comune: senza tener conto di tutte le persone tecniche, dirigenti, amministranti e trafficanti su queste industrie che in Busto Arsizio formano un bel contingente.
   Cenno storico. — Si hanno monumenti che attestano l'antichità considerevole dì Busto Arsizio, il cui nome, secondo alcuni etimologhi, trarrebbe origine da spenti vulcani dei quali si suppone l'antichissima esistenza in luogo, o, come forse è più ovvio, dalla natura medesima del suolo aridissimo, clic lo circonda. Ila, a parte le induzióni scientifiche, geologiche sul nome di questa città, è certo che essa fu tra le prime e più importanti dell'antichissima Insuhria.
   E opinione sostenuta vigorosamente dallo storico Bonaventura Castiglione, che la battaglia per la quale gli Etruschi si sovrapposero ai primi Insubri nella regione e ne tennero il dominio per oltre quattro secoli, fino alla calata di Belloveso, avvenne appunto nei dintorni di Busto, e ciò all'incirca dodici secoli avanti Péra volgare. In seguito fu stazione dei Cisalpini e colonia romana. Anzi è opinione degli storici che, sotto Roma, Busto rinascesse come a nuova vita e prendesse grande incremento. Nel medioevo fn castello fortissimo dei più importanti nel contado del Seprio: soggetto a replicate vicende guerresche, smantellato nelle guerre di Milano contro Barbarossa. Questo castello sorgeva ove ora si trova la chiesa di San Michele. A Busto, nel 1170, mentre erano in campo contro Barbarossa, i Milanesi toccarono una sconfitta, che poi, poco dopo, nella battaglia del vicino Legnano, vendicarono eroicamente; e le cronache della Lega fanno omaggio al valore dei bustesi, i quali parteggiando per Milano nella decisiva battaglia di Legnano, serratisi intorno alla Compagnia della Morte, cooperarono alla difesa del Carroccio ed alla finale vittoria. — Ottone Visconti, podestà di Milano, riattò il castello e le mura di Busto danneggiate dalle passate guerre e \i scavò intorno un largo fossato. Fin da quei tempi, oltre essere luogo importante per le fazioni guerresche, Busto facevasi già menzionare per la industriosa attività dei suoi abitanti. Quivi già si lavorava stupendamente il ferro per ogni sorta di utensili e per i rozzi meccanismi allora usati; quivi cominciarono a sorgere le filature e le tessiture di lino e del cotone, producendo pure filati e quelle tele, quei frustagni, che ebbero fama in tutta Europa e che crearono ai loro produttori ricchezze considerevoli Fu solo dopo la conquista spagnuola, che la fortuna industriale di Busto, come del resto anche di Milano e di tutta la Lombardia, declinò sino quasi ad estinguersi, per riprendere poi una vigorosa ascesa nel nostro secolo.
   Durante le guerre del principio del secolo XVI, per la successione del ducato di Milano, Busto fu devastata dalle truppe del famigerato cardinale di Sion, che \i sorpresero un presidio di truppe francesi. Durante quella zuffa sanguinosa, terminata coll'eccidio totale dei Francesi, sopraffatti dal numero dieci volte maggiore dei nemici, i pacifici abitanti di Busto fuggirono alla campagna, lasciando le loro case e le loro sostanze in balìa del terribile cardinale e della inferocita sua soldatesca, la quale,
   Fig. 107. — Busto Arsizio: Dettaglio della porta di Santa Maria di Piazza.