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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   .526 Parte Seconda — Alta Italia
   per l'armonia delle linee, per l'ampiezza dell'unica sua navata, per il hello e slanciato suo campanile baroccheggiante, il cui pinacolo venne con grave danno incendiato da un fulmine il G luglio 1797, e poscia ni al ani ente riparato. La facciata fu completata in questi ultimissimi tempi sul disegno originale del iiiccliini. con grande decoro di questo bel tempio, che attirò l'atten/ione e le lodi di Téopbile Gautier, nelle sue memorie di viaggio in Italia. Nelle cappelle, da cui la navata maggiore è fiancheggiata, sono buone pitture di scuola lombarda del seicento ed altre recenti di Angelo Bacchetta da Crema.
   Insieme a questa prepositurale, che è anche collegiata, sono in Somma alcune altre chiese d'antica costruzione nò. prive di storiche memorie: citiamo la chiesa di San Bernardino, eretta nel 1523; la chiesa di San Vito, esistente sin dal 1200 e rifatta nel 1580; l'oratorio foraneo di San Hocco e la chiesa di Santa Maria Maddalena, essa pure fuori del borgo. E poiché siamo sull'argomento sacro aggiungiamo che in Somma eranvi, nel medioevo, molti conventi, più tardi ridotti ad uno di Umiliati e ad un altro di Francescani, Minori Osservanti, soppressi poi, e tramutati gli edifizi ad altri usi nei tempi nostri.
   Nella piazza di Somma fu murata una bella lapide con bassorilievo in bronzo coni-memorante Garibaldi ed il giorno nel quale, varcato il Ticino a Sesto Calende, coi Cacciatori delle Alpi, incominciò la sna marcia vittoriosa in Lombardia.
   Ma il monumento del quale Somma va oggi specialmente orgogliosa è il suo castello (fig. 104), uno dei più belli e meglio conservati di Lombardia. Risiede nella parte alta del paese, non discosto dalla chiesa prepositurale. Secondo fra Paolo Moriggi, nel Sommario delle cose memorabili di Milano, il « nobile > castello di Somma fu edificato da Francesco e Giudo Visconti. L'epoca non è detta ma si ritiene aggirarsi intorno al 1148. Ma questa assai più veridicamente, più che una nuova costruzione, fu un ampliamento, una riedificazione, un rimaneggiamento di altro edilizio già preesistente, poiché si hanno troppi documenti che stabiliscono qualmente fin dal secolo IX Somma fosse munita di un valido castello. I disegni dell'attuale bellissimo maniero furono < dadi e facli per il magnifico don Joanne de Melilo et il speclahile don Antonio de Trivulzio ».
   Il nuovo fabbricato fu condotto in modo che potesse separatamente servire all'uso dei due fratelli, che si divisero così il dominio: Francesco, il maggiore, ebbe la parte nuova del castello e la parte superiore del borgo; Guido ebbe la parte vecchia del castello e la inferiore del borgo. Della parte vecchia rimangono ancor oggi le vestigia in due porte con saracinesche.
   Attualmente il castello ili Somma presenta la forma di un immenso dado, colle mura annerite, tutte a buchi e sniattonature; lo fiancheggiano poderose torri, la più alta delle quali fu mozzata per togliere una fra le ragioni della discordia scoppiata poi fra i due fratelli. Sotto le ampie ah di tetto che oggi coprono il castello di Somma veggo usi ancora ì merli che nel passato lo coronavano. Delle fosse non rimangono se non i due tratti ai due lati dell'ingresso ad occidente, nel fondo delle quali l'erba cresce cori lussureggiante vegetazione: nel resto, da una parte fu colmata dalla strada del Semipiene, dall'altra da ortaglie. Fin dal 1400 il castello era circondato da giardini: ili questo rimane ancora ima parte, quella cioè toccata agli eredi di Francesco; mentre la parte toccata agli eredi di Guido, nella quale trovavasi il famoso cipresso, di cui più sotto parleremo, andò guastata ed ingombra da altre costruzioni. Nel giardino, tuttora esistente, il marchese Cesare Visconti fece, nel secolo scorso, porre una statua di Diana cacciutrice, con iscrizione latina rappresentante tutto il vacuo retoricume degli Arcadi Ora questa statua, insieme ad altra dello stesso gusto, fu collocata sul terrazzo occidentale, dal quale si gode uno stupendo panorama sulla sfilata delle Corneliane, sulla pianura e sulla sponda del non lontano Ticino,
   Si accede al castello per una rampa a gradini, che dall',antica strada di Sesto Calende mette sulla spianata. Non havvi più davanti alla porta il ponte levatoio, ma