Mandamenti e Comuni del Circondario di Gallarate
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Fig. lOt. — Somma Lombardo : Castello (da fotografia di C. LoreJ.
civili e rimodernate, la bella piazza, trova usi l'insigne chiesa prepositurale di Santa Agnese, il castello dei Visconti ed il famoso cipresso colossale, del quale la celebrità è sparsa per tutta la regione, ed è raccolta nella storia.
La chiesa prepositurale di Sant'Agnese in Somma, che da una posizione eminente domina il paese, e dal cui campanile si ha una imponente vista su tutta la circostante regione, fu originariamente eretta da certo Gulizone de loco tìummajudìce, nel secolo IX e dedicata a Santa Fede. La chiesa sorgeva, secondo l'atto testamentario di Gulizone, che ancora si possiede, in altra località, detta Brecallo (già necropoli gallica), presso il castello, e per volontà dello stesso Gulizone affidata alle cure dei monaci Benedettini.
I \ isconti venuti, prima del 1200, in possesso del luogo e del castello riedificarono la chiesa di Gulizone, dedicandola a Sant'Agnese, che, a quanto sembra, cessandovi poscia il servizio dei monaci, cominciò ad essere collegiata nel 1250. Ma già, nel 1447, essendo, per la troppa vicinanza alla fossa del castello, questa chiesa e le case dei canonici assai danneggiate dalle ultime guerre, i fratelli Francesco e Guido Visconti signori di Somma chiesero, per mezzo del loro cugino Filippo Maria, duca di Milano, permesse al papa Nicola V ili demolire la vecchia chiesa e ricostrurne un'altra più discosta ed in miglior posizione. Dopo molte questioni e dispute, la chiesa fu rifabbricata nel luogo attuale, comprendendo nel suo recinto parte dell'antichissima chiesa di Santa Fede, e fu per la prima volta officiata nel 1480.
Infine, durante la guerra del 1030, Somma essendo stata saccheggiata dai Francesi e Savoiardi accampati al mancato canale del Lane Perduto, ed avendone la chiesa di Sant'Agnese, già angusta per i bisogni del paese ognora crescente in popolazione, riportato gravi danni fu. nel K5L5, a spese dei Visconti, dei conti di Limate Tozzolo, dei marchesi di Motta e di Cislago loro congiunti e da uno stesso ceppo «Inalidenti, fatta rifabbricare su disegni del Bichini, quale ancora oggi si presenta, degna d'ammirazione
10 — I.a l'u (ria vcl. II.