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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario Ji Gallarate
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   disdegnato, un artefice di Grecia o di Roma, tanto che chi non vuole ammettere nei Galli Cisalpini ed Insubri siffatto grado di perfezione artistica, deve supporre che quei pezzi d'armatura siano stati comperati o tolti da qualche popolo vicino, o amico o vinto. La tomba conteneva eziandio una lancia, una spaila, un giavellotto; alcuni avanzi di un carro o biga, una situla in bronzo bellissima ed importantissima per il disegno a punteggiatura, rappresentante un soggetto di caccia con uccelli, uomini e cavalli, un grosso vaso od urna cineraria in terra verniciata in nero, pezzi — interessantissimi — della bardatura del cavallo, due piccoli vasi in forma ili bicchiere, ed infine un elmo in bronzo, non molto dissimile dall'elmetto che portavano nel secolo XVI i soldati spaglinoli, conosciuti col nome di MichekttL Questi oggetti, in verità rarissimi ed interessantissimi, conservansi ora nel Museo Archeologico del palazzo di Brera in Milano e si calcol i che non possano contare meno di 2200 a 2500 anni.
   È nei dintorni di Sesto Calciale che avvenne nell'anno 221 a. C. (535 a. urbi.a condita) la famosa battaglia del Ticino fra Annibale che dalla Spagna, valicando i Pirenei e le Alpi Cozie, era sceso in Italia, e Cornelio Scipione; battaglia nella quale gli Insubri e i Galli Cisalpini, non certo amici di Roma, e per forza costretti all'obbedienza, furono messi dal condottiero romano, clic poco se ne fidava, in prima linea, dietro ai lanciatori e davanti ai Romani: onde fosse loro impedito, sì di sbandarsi come di ritirarsi. * olgendosi in fuga. I lanciatori non potendo resistere all'impeto irruente delle orde africane ed iberiche che Annibale aveva seco, spaventati dalla vista e dal barrire furioso degli elefanti che quegli conduceva, subito ripiegarono lasciando allo scoperto i Galli Cisalpini od Insubri, dei quali fu dai Cartaginesi fatta immane strage. La battaglia fu disgraziata pei Romani; Io stesso condottiero e console Cornelio Scipione fu ferito e salvato da una cerchia di cavalieri nemici, dall'imberbe suo figlio: colui, che colla catastrofe tremenda di Cartagine doveva vendicare le disfatte del padre al Ticino ed alla I rebbia e por fine alla guerra punica, dando a Roma incontestata egemonia, sul Mediterraneo, la Sicilia, la Magna Grecia, la costa africana e la iberica.
   Uopo la conquista romana. Sesto Calciale diventò sede di una importante colonia romana: ne fanno fede le molte lapidi rinvenute sul luogo, trasportate a Milano ed illustrate dall'Alciati e da altri. 11 suo nome attuale Sesto Calende lo ripete da Roma che quivi teneva un forte presidiato a guardia del Ticino. La sua posizione eccezionale, allo sbocco del N erbano, là dove il lago ridiventa fiume, doveva certamente attirarvi le popolazioni riverauee del lago e del fiume poi loro traffici; onde il luogo ebbe il nome di Sortimi mercainm ; e siccome le comunicazioni erano lente, disagevoli ed anche pericolose, e gli scambi non sempre facili, così per questi trafficanti si stabilirono delle date speciali e periodiche; ed il nome riinasto a Sesto Calende di Sfxtum Kaìmdarum o Sexto Kalnula. dinota chiaramente che tale mercato si teneva ogni mese.
   .Nel medioevo, in una carta conservata noli' Archivio di Aromi e datata dall'anno KG, Sesto Calende vi è nominato colle parole: Ercato Sesto seti Sex tu in Mercatum Fu, come si è detto, feudo dei monaci di San Donato di Scozola; indi commènda dei Visconti di Somma e dell'Ospedale Maggiore di Milano. Su di esso accampò pretese la diocesi di Pavia; ma nel 1820 un breve pontificio assegnò la parrocchia di Sesto Calende alla giurisdizione della Curia Arcivescovile di Milano.
   Dei feudatari che esercitarono in Sesto Calende la loro signoria, il nome pili antico che ricorra allo storico, è quello dei conti ili Castello, ai quali ne fu fatta donazione nel 1210 dall'imperatore Ottone IV. 11 Gfulini poi opina che Sesto facesse, parto della signoria dei Visconti di Castelletto sopra Ticino, sin dal 1312; ina l'atto più antico che si possegga a questo riguardo è qui Ilo di conforma, datato dal 1114.
   Ne! 1G5G, alla morte di Gaspare Visconti e del suo unico figlio Filippo Antonio Maria, senza eredi, il feudo di Sesto Calende venne incorporato alla regia camera ; ma la marchesa Giovanna Cusani \ isconti, ebbe diritto a prelazione prendendo il feudo a