Mandamenti e Comuni del Circondario di Abbiategrasso
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morti ari nno ad imo coi riti dei Romani e dei Galli? Fra queste tombe ve ne sono di donne, di fanciulli, come lo rivelano gli agili e le armille crinali; e queste non erano quindi dì guerrieri morti 111 battaglia. Inoltre più di 3000 tombe furono scoperte, e forse ne esisteva un numero doppio, perchè parte furono disperse nel corso dei secoli, parte giacciono ancora nascoste nel seno della terra ; e i vasi, la loro forma, la qualità degli ornati, gli oggetti che contengono, mostrano evidentemente che molte generazioni di civiltà diverse hanno 111 questo luogo disposte le salme dei loro morti. Vi sono le urne antiche e rozze che racchiudono gli avanzi dei Liguri, antecedenti alla conquista etrusca; vi sono i vasi che portano le sigle etnische, vi sono infine quelle dei Galli. Le sponde del Ticino furono una delle strade percorse, dalle prime genti che vennero ni Italia; perchè nella mancanza d'ogni nozione topografica, i corsi dei fiumi erano la naturale guida delle orde migratrici. Pertanto intorno al Ticino si erano fermate le tribù galliche, e forse nel mezzo delle acque le prime avevano anche costrutte le abitazioni, come lo rivelano le traccie di palafitte scoperte; e i morti seppellivano di qua e di là del fiume >. Ciò però 11011 esclude Golasecca ed il territorio suo, dalla zona nella quale si dibattè la grande battaglia del Ticino, che aprì ad Annibale la strada d'Italia fino a Capua.
La popolazione di Golasecca fu, per lunga tradizione, popolazione di navalestri e li fabbricatori di barche, clic conducevano per il Ticino, al lago, al Po: indi per il Naviglio a Milano. Ora questa industria va languendo e i figli dei navalestri di Gola-secca si dedicano oggi più volontieri alla coltura della vite prosperante sui loro colli.
Nel medioevo Golasecca fu luogo assai considerato : alla sua chiesa parrocchiale, detta di San Michele, era annesso un convento degli Umiliati. Fu vivamente contrastato dai Visconti ai Tonimi che l'ebbero nel 1271 e vi lasciarono memoria uel nome della strada che va a Sesto C'alende. A Golasecca è fama che finisse i suoi giorni Mosca Della Torre, tìglio a Guido. È pur faina che il Petrarca, durante il suo soggiorno 111 Lombardia, si recasse talvolta a villeggiare in questi ameni paesi; ed a conferma della tradizione si mostrano al Museo Archeologico di Brera, in Milano, le impronte di capitelli e monogrammi tolti da un'antica casa di Golasecca, che si crede fosse quella abitata dal sommo cantore di Laura.
Coli, elett. Gallarate — Dioc. Milano — P3 ivi, T. e Str. ferr. a Somma Lombardo.
Jerago con Besnate (2013 ab.). — Come lo dice il suo nome, questo Comune è formato dall'aggregazione dei paesi di Jerago e di Besnate, nonché di altre piccole frazioni, sparse in un terreno ondulato di belle colline. 11 territorio si stende fra la linea ferroviaria di Gallarate-Varese e quella di Gallarate-Laveno. ed è tutto ben coltivato a viti ed a gelsi. Oltre della ferrovia e delle strade provinciali di Varese e di Laveno, uniscono Besnate e Jerago fra di loro, e con Gallarate, Arsago e Somma, bellissime -traile carrozzabili, scorrenti in un paese ricco di piacevoli panorami.
Jerago si trova su d'un alto colle (111. 326) sulla sinistra della linea di Varese; ai suoi piedi scorre 1 \rno che va poi a perdersi nella brughiera di Gallarate, la quale da Jerago si domina tutta, insieme ai colli circostanti. Jerago, ov'è la sede del Comune, è pure un bel paese, con avanzi d'antichi rimarchevoli edilìzi.
Besnate trovasi 111 regione più bassa (m. 293), presso la linea ferroviaria di Gallarate-Laveno sulla quale ha stazione, distante dal paese poco meno di un chilometro. Notevole in Besnate è la chiesa parrocchiale, con una pala d'altare di buonissimo pennello, rappresentante la Vergine fra San?Antonio da Padova e Sant'Antonio abate, con personaggi in atto di adorazione e più sotto la scritta: Hercules Viceeomes jureconsidtus cuin fila Ut/evonimo te adorai. Anno 1538. In Besnate sono pure alcune belle case di moderna e civile costruzione, nei dintorni ville signorili. Notevole è altresì l'oratorio fondatovi dalla vedova di Cicco Simonetta, Elisabetta Visconti, la stessa che fondo a
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