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Parte Seconda — Alta Italia
MANDAMÉNTI E COMUNI DEL CIRCONDARIO DI GALLARATE
appartenenti al distretto militare di varese
Mandamento di GALLARATE (comprende 21 Comuni, popol. 59,839 ab.). — Il mandamento di Gallarate ha assorbito, in virtù della legge 30 marzo 1890 sulle preture, tutto il territorio della soppressa pretura di Somma Lombardo, più il Comune di Lonate Tozzolo, che già apparteneva al mandamento di Cuggiono, circondario di Abbiategrasso. Perciò il mandamento di Gallarate occupa tutta la parte estrema del circondario e nello stesso tempo della provincia di Milano dal lato nord-nord-ovest. Costeggia ad occidente il Ticino, confina a notte col circondario di Varese nella provincia di Como; a levante col mandamento di Eusto Arsizìo, ed a mezzodì col circondario di Abbiategrasso, mandamento di Cuggiono. I caratteri del territorio di questo mandamento li abbiamo già accennati più sopra parlando complessivamente del circondario. La cosa più singolare, veramente speciale, che esso offra è la g roana o scopeto, o brughiera gallaratese — che incolta, deserta, arida, verdeggiante solo per cespi di erica selvaggia, fa penosa impressione sul viaggiatore che ha ancora negli occhi il quadro ammirevole dell'accurata coltivazione della regione circostante e delle prospere campagne della bassa milanese.
11 mandaménto di Gallarate è percorso nella sua maggiore lunghezza dalla strada magnifica del Senipione; a Gallarate si snodano le linee ferroviarie Milano-Aréna, Milano-Varese e Milano-Laveno, e fa capo la linea del traimvay a vapore da Milano, di circa 40 chilometri. Il mandamento tiene un posto importante nell'industria nazionale, ma dal punto di vista agricolo è dei meno fortunati della regione lombarda.
Gallarate, capoluogo di circondario e sede della sottoprefettura (8617 ab.). — La piccola città di Gallarate può a giusto diritto vantarsi fra le più belle, ricche e popolose dell'Alto Milanese, in tutto meritevole d'essere a capo d'una delle grandi divisioni amministrative della provincia.
La città è attraversata nella sua lunghezza dalla strada del Sempione, che n'esce, in direzione marcata di nord, volgendosi per Somma e Sesto Calende al lago Maggiore. Anticamente era murata e circondata da una larga fossa della quale si veggono ancora, dalla parto esterna a nord della città, gli avanzi; ma il dilatarsi continuo delle fabbriche ruppe l'antica cerchia, sorpassò il fossato e s'estese per nuovi e piacevoli quartieri tutto all'intorno.
Le vie dell'abitato, se non tirate a rettifilo, sono tutte abbastanza larghe, pulite, spaziose, ben selciate e le principali lastricato da corsie in granito per i carri. Sono fiancheggiate da case, per lo più, di bella apparenza, molte delle quali moderne o rinnovate e veramente signorili, quali non si domanderebbe di più in una grande città.
Ma più delle vie ancora sono rimarchevoli in Gallarate le due vaste piazze contigue, la piazza Vittorio Emanuele, e la piazza Garibaldi.
Piazza Vittorio Emanuele, di forma alquanto irregolare, ha nel mezzo una colonna con una croce del secolo XVII ed è attorniata da case con sottoportici a travate, le colonne dei quali in granito, per il taglio ed i lavori dei capitelli, accennano risalire al secolo XV. In questa piazza, che sicuramente fu il centro della Gallarate antica, come virtualmente Io ò della moderna, sono due notevoli monumenti, l'antica chiesa di Sau Pietro, e la moderna chiesa prepositurale.
La chiesa di San Pietro (fig. 101) è specialmente interessante per il suo esterno, che in gran parte — nel la to meridionale in particolar modo, nella facciata, nell'abside —