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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alta Italia
   metà del secolo nostro, fu una delle opere più utili e grandiose votate dal Regno Italico. Krnsi prima stabilito di gettare un ponte sul Ticino che agevolasse la strada del Sem-pione: ma in seguito a ragioni di opportunità che allora consigliavano di facilitare sempre più i rapporti tra Milano, capitale del Regno e Torino, e di Torino colla Francia, fu deciso di gettare il ponte fra i punti dove facevano capo le strade di Milano e di Novara allora servite da un pontone. I lavori, cominciati nel 1811, durarono senza interruzione tino al 1813, nel qual anno erano fondate ed erette tutte le pile fino ad un metro sopra l'impostatura degli archi. Sopravvenuti i gravi avvenimenti pei quali precipitò l'impero napoleonico e gli ordinamenti che a questo s'erano innestati, i lavori rimasero sospesi per buon tratto, sebbene lungo le due sponde fossero in gran parte accumulati i materiali ili granito ed altro pietre che dovevano servire al compimento dell'opera. Soltanto nel 1823, in seguito ad una convenzione stipulata tra l'imperatore d'Austria ed il re di Sardegna Carlo Felice, concorrente nella spesa, fu deliberata la ripresa dei lavori e nel 1827 il ponte fn compiuto.
   I lavori di questo ponte furono dal Regno Italico affidati agli ingegneri Stefano Melchioni e Carlo l'area, ingegnere capo il primo del dipartimento dell'Agogna e l'altro del dipartimento dell'Olona. Nella ripresa dei lavori, il cav. Melchioni continuò a dirigerli per la parte riguardante lo Stato sardo, ed il l'area, morto nel frattempo, fu sostituito dall'ing. Carlo Gianella.
   II ponte fra spalla e spalla è lungo 304 metri, ha 11 arcate uguali e 10 pile. La vòlta degli archi è rappresentata da un segmento di circolo del raggio di 20 metri, la cui corda di metri 24 monta 4 metri di freccia. Tra fregio e fregio corre la larghezza di metri 10. Sopra e sotto sporgono in acqua due speroni terminanti a sesto acuto, con due sestanti di circolo, coperti da un cappello con piovente e cornice die sporge dal vivo. La cornice del ponte è alta ni. 8 dal primo ritaglio di fondazione e in. 9.40 dal fonilo medio del fiume. Terminano il ponte due grandi pilastri alzati sovra la linea della spalletta, che s'avanzano ni. 4.25 dal fregio ed hanno m. 3.80 di lunghezza nel prospetto. Succedono due piazze larghe metri 17.70 e lunghe 22.30, poi quattro caselli per cantonieri e sorveglianti, ili forma di torri. Sotto alle piazze liavvi nn passaggio per andare alle vicine campagne : e per 2000 metri si prolungano dalle quattro sponde le arginature tutte in granito di Montorfano (lago Maggiore), come di granito sono le due scale d'accesso al ponte medesimo.
   Dal 1809 al 1813, il Governo del Regno Italico spese per la fondazione delle pile e per la preparazione del materiale, lire it. 2,009,000: il rimanente fu speso in comune dal Governo sardo e dal lombardo: il ponte finito costò lire 3,215,080. Esso è certamente uno dei più bei ponti in materiale, attualmente esistenti in Italia: ed oltre che dalla strada provinciale, è anche percorso dal binario della linea Milano-Novara.
   Marcalio con Casone (2225 ab.). — Come lo dice il suo nome, questo Comune è costituito da due frazioni principali, delle quali una è Marcalio — con sede del Coni uno — alla sinistra del Naviglio Grande e sulla strada da Magenta a Inveruno e Castano; l'altra è Casone in luogo più appartato e poco discosta dalla strada Milano-Oleggio. Marcalio ha alcune belle case ed una chiesa parrocchiale rimodernata (fig. 100) con un pronao di stile classico. Casone ha nulla che. si discosti dal comune di questi paesi dell'alto milanese. Il territorio di Marcalio e Casone, ben irrigato, è assai proprio alla coltivazione, dei cereali, dei foraggi, dei gelsi : anche la vite vi attecchisce con buoni prodotti. Notevole vi è l'allevamento del bestiame. Le industrie vi sono rappresentate da una fabbrica di serramenta eparquets e da due opifici, l'uno per la trattura della seta a vapore, l'altro per la torcitura della seta, impieganti complessivamente 100 operai.
   Coli, elett. Cuggiono — Dioc. Milano - P3 T. a Magenta.