.526 Parte Seconda — Alta Italia
gli effetti dell'azione simultanea delle divisioni Canrobert e Mac-Mahon, sulle quali far,evasi capitale assegnamento per l'esito della giornata. Era grande l'ansietà di Napoleone - questo è detto in recentissime memorie pubblicate sulla Campagna d'Italia — per l'inesplicabile ritardo delle notizie, che attendeva specialmente dalla parte di Mac-Mahon, tanto più che il ninnerò tre volte preponderante dei nemici che le sue forze avevano davanti rendeva sempre più difficile e pericoloso da parte sua il continuare e sostenere l'azione coll'obbiettivo di Magenta.
Fu soltanto dopo un'ora e mezzo del pomeriggio che il cannone cominciando a rombare improvvisamente dalla parte di Cuggiono e di Casate avvertì che Mac-Mahon s'avanzava ed era già alle prese col nemico.
Da questo momento la lotta si impegna su ima linea che ha par base la sponda sinistra del Ticino dal ponte di Boffalora a quello di Turbigo, e che in un cerchio di fuoco sempre più rcstriiigontesi da Loffalora a Remate, a Cuggiono, a Casate e Mar-callo ed altri paesi vicini avvolge il nemico intorno a Magenta. Mentre Mac-Mahon ha così impegnata, e vivamente, l'azione sul lato sinistro, cominciano ad avanzarsi le divisioni Canrobert e Niel, che dovevano portare forze nuove e fresche nel momento decisivo della giornata, quando cioè si sarebbe trattato di sloggiare il nemico da Magenta e metterlo in ritirata.
La fase acuta del combattimento cominciò appunto sul nuovo ponte del Naviglio presso Magenta, sul quale gli Austriaci si erano singolarmente rafforzati e che difendevano con disperata gagliardia dalla testa del ponte stesso e dalle case che dall'una e dall'altra parte di esso costeggiano il canale. All'assalto del ponte i Francesi, guidati da Wimpffen. furono, per consenso di tutti gli storici, in una sola parola, eroici. Kd in questo episodio, oltre del Wimpffen — cui spettava il triste incarico di trattare, undici anni dopo, la capitolazione di Sedali — che personalmente alla testa delle sue truppe si lanciò all'assalto del ponte, si segnalarono il colonnello dei granatieri della guardia Metenan, ed il colonnello De Tryon. clic, con una mossa abilissima, riuscì ad impadronirsi di due case sulla riva destra del Naviglio, dalle quali gli Austriaci fortemente asserragliati, recavano danno immenso agli assalitori del ponte, il quale fu finalmente passato a corsa, sotto un fuoco terribilmente micidiale, dagli zuavi della brigata Cler, comandati dal colonnello Giugnard.
Nel frattempo Mac-Mahon, con grande prontezza di movimento e finissima sagacia di stratega, aveva riunite le tre divisioni del suo corpo d'armata, evitando il grave pericolo corso, che potessero essere tagliate in mezzo dal corpo austriaco di Clani-Gallas avanzantesi su Magenta dalla parte di Castano. E per tal modo potè lanciare subito la divisione Espinasse all'assalto delle prime case del paese — assalto nel quale il valoroso generale alla testa dei suoi, preso di mira dai cacciatori tirolesi che m più di trecento guarnivano le prime case all'ingresso del paese, perdette la vita. Ciò non toglie che la fazione riesca, e che gli Austriaci, perduto il ponte nuovo ed il ponte vecchio, asserragliati confusamente in Magenta, non sentano che il momento decisivo si avvicina e che debbono raddoppiare di energia e di valore se vogliono rompere la cerchia di fuoco da ogni parte avviluppante il paese e mantenersi, se non altro, la strada alla ritirata su Milano e sulla bassa. Verso sera, quando le sorti della battaglia erano decise e si combatteva per le vie di Magenta a sloggiarne gli Austriaci, già volgenti 111 ritirata su Corbellai Pareggio, ed altre strade, giunse propizio l'aiuto della divisione Fanti, clic impostatasi colle sue artiglierie sull'argine della ferrovia sostenne l'ultima operazione dei Francesi contro il paese, 1111111 punto nel quale non erano guarentiti da qualche sorpresa alle spalle. Alle sette pomeridiane combattevasi ancora ostinatamente per le vie di Magenta; mirando da ogni lato gli assalitori di congiungersi al campanile della chiesa maggiore, che sembrava il centro strategico del paese e dove si concentravano le ultime difese degli Austriaci. Ma alle otto questi erano volti in precipitosa ritirata, ed il loro