l'aite Seconda
— Alta Italia
non furono molte, ne gravi. Degli ufficiali francesi rimase morto il capitano Vanche-cliont e fra i feriti un colonnello ili Stato maggiore ed altri quattro o cinque ufficiali. A celebrare questo fatto d'arine, clic preludeva sì bene alla campagna intrapresa oltre <¦ il varcato Ticino >, i Francesi intitolarono a Turbigo una delle grandiose vie di Parigi, allora febbrilmente rinnovantesi.
Coli, elett. Cuggiono — Dioc. Milano — I'2 a Castano, T. e Str. lerr. locali.
Mandamento di MAGENTA (comprende 8 Comuni, popol. 19,079 ab.). — 11 mandamento di Magenta tiene, si può dire, quella zona di territorio clic quasi in semicerchio si stende sulla destra della strada postale Milano-Novara o Vercellina, come anticamente dìcevasi, dal contine del circondario milanese al Ticino, presso il ponte cosidetto di Boffalora. il Ticino bagna per buon tratto la parte occidentale di questo mandamento, che, all'infuori del Naviglio Grande e dei canali da questo derivati, non è attraversato da alcun corso d'acqua speciale. La natura del suolo piuttosto secca e sassosa, ma, mercè l'irrigazione, resa abbastanza fertile, non è in questo mandamento dissimile dal rimanente ili cotesta regione litoranea del Ticino ed evidentemente sorta sulle antiche alluvioni ili questo ti itine. Prodotti principali sono i cereali, qualche po' i foraggi ed i gelsi in abbondanza. Oltre che dalla strada postale Milano-Novara, dalla ferrovia Milano-Novara-Torino e dalla linea tramviaria a vapore Milano-Magenta-Cuggiono-Castano, il mandamento è percorso da buone strade comunali, che ne pongono in comunicazione i principali centri fra di loro e col capoluogo.
Magenta (6392 ab.). — Storica e grossa borgata sulla strada Milano-Novara a breve distanza dal Ticino, ove questo è passato dal famoso ponte di Boffalora, e ad un paio di chilometri a levante dal Naviglio Grande. Magenta è, senza dubbio, una delle più belle e ricche borgate dell'alto milanese. Ila notevoli e veramente signorili edilizi moderni ; ma il tipo architettonico generale del paese ha esso pure le sue radici in quella piatta architettura secentista importata dagli Spagnuoli che è tanto comune in Lombardia. Ila vie larghe e ben tenute, una bella chiesa parrocchiale ed altre sussidiarie, fra cui distinguesi, per bella architettura, l'Oratorio detto di Santa Crescenzia, davanti al quale è il monumento commemorativo (fig. 95) della battaglia del 4 giugno 1859. Bella la casa municipale del secolo XVII, nel cui archivio si conservano antichissimi documenti e memorie patriottiche. Magenta possiede scuole primarie, asili, ospedale ed altre opere pie. In un recinto, piantato a cipressi ed a salici piangenti, presso la stazione ferroviaria, è il monumento-ossario (fig. 96) dei caduti nella famosa giornata che dal paese prende il nome. Presto sorgerà anche un monumento al maresciallo Mac-Malion, vincitore di Magenta, recentemente morto in Francia.
11 territorio di Magenta, fertile e ben irrigato, dà abbondanti prodotti in cereali, foraggi, gelsi. Generale è l'allevamento dei bachi da seta, industria estesa non solo alle famiglie coloniche dei cascinali sparsi nella campagna, ma praticata anche da molti nel centro stesso del Comune. Le industrie manifatturiere sono largamente rappresentate in Magenta, da un grandioso stabilimento per la fabbricazione dei fiammiferi, con forza motrice a vapore di 20 cavalli ed una media giornaliera di 1000 operai; da tre stabilimenti per la trattura della seta a vapore, impieganti complessivamente 420 operai; da un opificio per la torcitura della seta, con 4 cavalli di forza motrice a vapore. Solivi inoltre: una fornace per laterizi; tre opifìci per la fabbricazione dei sitanti e confezione della carne suina, prodotto del quale il Comune fa larga esportazione; quattro opifici per la brillatura del riso; due fabbriche di serraiuenta è.parquem ed altri opifici ed industrie minori.
Cenno storico. — Certo Magenta è luogo antichissimo, è l'orse una delle prime stazioni galliche m Lombardia, come significherebbe, secondo gli etimologia, la radicale May del nome di Magenta, che in lingua celtica vorrebbe dire plaga paludosa: e tale