Mandamenti e Comuni ilei Circondario di AliliiafcgfissSD
329
primo fatto chissà quale altro indirizzo avrebbe potuto avere la campagna. In quel momento fu proprio la fortuna d'Italia che si posò sul modesto campanile di ltobecchetto.
Coli, elett. Cuggiono — Dioc. Milano — Pa a Castano Primo, T. a Turbigo.
Turbigo (1833 ab.). — Sulla sponda sinistra del Ticino, vicino al Naviglio Grande e sulla strada provinciale Gallarate-Novara si stende per la maggior parte il territorio di questo Connine, fertile e ben irrigato, produttivo in cereali, foraggi, legnami e gelsi. Turbigo è una bella borgata, nella quale, ad antiche costruzioni, si sono aggiunte nuove fabbriche. Possiede una bella chiesa ed lm nei dintorni, ridenti e sani, numerose ville. La ferrovia Novara-Seregno, dopo d'aver passato il Ticino sul nuovo bel ponte in ferro e materiale, che è anche detto di Galliate — il quale serve nel piano inferiore anche ai rotabili — \i fa stazione. Questo passo del Ticino è uno dei più alitici 1 e frequentati.
Cenno storico. — Turbigo è luogo assai antico ed i Milanesi vi avevano presidiato un castello a guardia dalle offese che loro potevano venire d'oltre Ticino (la Novara e da \ ercelli. Nel secolo XIII, intorno a Turbigo, si svolsero varie, fazioni d'armi. Ara ben maggior nome s'acquistò Turbigo per il fatto d'anni avvenuto nei suoi dintori i nella giornata del 3 giugno 1859, fatto d'arnie che fu, si può dire, la prova generale di quello che all'indomani sarebbe avvenuto nei dintorni di Magenta.
Dopo il successo di Palestre, urgeva agli alleati franco-sardi di profittarne spingendosi rapidamente in Lombardia e sopra Milano, passando il Ticino, ove minore prC-supponevasi o sapevasi la forza del nemico, per difenderne la sponda. Fu scelta perciò la strada di Turbigo: e quindi, nella notte dal 2 al 3, si mandarono i pontonieri coi loro parchi a gittare sul fiume ponti di barche onde tutta la divisione comandata ('a Mac-Mahon potesse sollecitamente portarsi a prendere l'offensiva sull'altra parte di 1 Ticino. A tal uopo, nella sera del 2 giugno, il generale Cainou passò il ponte di Turbigo con una brigata di volteggiatori della guardia, onde proteggere l'opera dei pontonieri, che sotto la direzione del generale Leboenf, lavorando tutta la notte, per l'ali a riuscirono ad approntare un largo ponte in barche, nel tratto del Ticino inferiore al ponte di Turbigo, non più largo in questa località di 300 metri. La mattina del 3 giugno, alle S 1 /.2. due divisioni del -2 Corpo d'armata, comandata l'una ila Mac-Mahon, l'altra lai generale De La Motte-ltouge, mossero da Galliate verso il Ticino, cui passarono infatti senza incidenti, dirigendosi sopra Turbigo, ove il generale Camon fin dalla sera precedente erasi accampato guardando ad un tempo la sponda del fiume e mandando gli avamposti lungo il Naviglio Granile verso Cuggiono e sulla strada verso Castano. Degli Austriaci in quella notte non s'era avuta alcuna notizia. Soltanto dopo la ricognizione di Mac-Mahon a Robecchetto (v. s.) si seppe della vicinanza degli Austriaci, distendentisi fra Robecchetto e Castano. A Turbigo concentravasi frattanto tutto il -r Corpo d'annata e verso il mezzogiorno vi era giunto, col numeroso suo ^tato maggiore, l'imperatore in persona. Si deliberò tosto di respingere il movimento digli Austriaci verso il fiume, sul quale continuava ancora il passaggio delle truppe e delle artiglierie.
Il generale La Motte-Rouge ò mandato a respingerò gli Austriaci da Robecchetto he essi già occupavano: ed egli mandò all'impresa tre battaglioni di turcos, che, m ingati in arabo dal loro colonnello Lanbe, si lanciano al combattimento con incredibile ardore e con entusiastiche grida. Intanto le truppe di linea e l'artiglieria si disponevano in ordine di battaglia nelle posizioni circostanti a Turbigo, sostenendo gli attacchi di colonne di fanteria e di cavalleria. Ver® sera gli Austriaci sono in ritirata ila ogni parte: la loro ricognizione è completamente fallita ed i Francesi sono padroni delle posizioni di Turbigo, Robecchetto, Castano, Padreguano e Malvaglio, certi all'indomani di dare fiera e decisiva battaglia. Le perdite in quel combattimento
il — Im l'airlii, vul. 11.