Mandamenti e Comuiii del Circondario di Abbiategrasso
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chiesa si rinvennero (Ine are votive, l'una a Giove e l'altra agli Dei inferi: prova questa dell'antichità del luogo e della sovrapposizione di un tempio all'altro del coinè al culto pagano siasi sovrapposto il culto cristiano. Un'altra chiesa detta del Santuario, dedicata alla Vergine, di artificiosa architettura secentista, ha pitture di buon pennello, ed abbastanza bene, risparmiate dagli uomini e dal tempo.
11 territorio del Comune (li Corbetta cui formano, oltre del capoluogo titolare, varie frazioni, è tutto ili rasa pianura, in terreno piuttosto asciutto e ghiaioso, ma ben coltivato. Prodotti principali ne sono il grano, la meliga ed i gelsi. Sviluppatissiina è in luogo l'industria dell'allevamento dei bachi da seta; largo sussidio alle condizioni dell'agricoltura locale aiutata pure da altre industrie, come la distillazione dell'alcool, la fabbricazione dei salumi e confezione delle carni suine, la torcitura della seta, la fabbricazione della bilia- ed acque gassose ed anche una piccola tipografia, rispondente ai bisogni del territorio circostante. Le altre industrie esistenti in luogo, come caseificio, allevamento del bestiame da cortile, ecc., hanno tutte diretta attinenza coll'agricoltura.
Cenno storico. — Corbetta ha origini antichissime. Gli etimologhi ne traggono il nome da Curia Piota, perchè, centro della colonia romana Dieta, in questa regione stabilita, sostituendosi, senza dubbio, ad una precedente colonia gallica. Nel medioevo è sovente ricordata per il forte castello che la muniva e nel quale trovò rifugio sicuro Galeazzo Visconti, allorché assediato e tradito dovette fuggirsene (la Novara. Nel 1630 Corbetta fu dal passaggio dei Lanzichenecchi, reduci dall'impresa di Mantova, saccheggiata e messa a fuoco ; e per giunta, partiti i Lanzichenecchi vi scoppiò fid issima la peste, che quei soldati della peggior specie, sempre si traevano dietro, seminandola sul loro passaggio. Coll elett Abbiategrasso — Dioc. Milano — P3 e Tr.
Ozerò (1210 ab.). — Siede questo Comune nella partii bassa e meridionale del inandamento, poco lungi dalla strada Àbbiategrasso-Mortara, e tra il Naviglio di Bereguardo ed il Ticino. Il paese di Ozerò, al quale fanno capo alcune strade comunali, conserva avanzi di un antico castello ed ha una bella chiesa parrocchiale, il cui campanile è opera dell'architetto Gagnola, che pure disegnò l'Arco della Pace di Milano.
Il territorio largamente irrigato è fertilissimo, e suoi prodotti capitali sono i cereali, i gelsi, i foraggi. Le industrie locali si esplicano specialmente nella fabbricazione dell'olio di lino e di ravizzone, e nella brillatura del riso alimentando all'uopo quattro opifici.
Cenno storico. — Ozerò è luogo antico, ricordato di frequente per il suo forte castello nelle cronache delle guerre comunali Era, si può dire, una sentinella avanzata dei Milanesi verso il Ticino. Nel 1161 fu assediato da Federico Barbarossa, che indispettito per la resistenza opposta dai paesani e dai Milanesi sotto il comando di Suzzone d'Ozerò, avuto nelle mani quel valoroso gli fece mozzare il naso e togliere un occhio, rimandandolo poscia libero ai suoi. Di Ozerò fu pure nativo quel Caruesevano, capitano (lei Milanesi nell'esercito che questi mandarono nel 1230 in Piemonte contro Tommaso I, conte di Savoia, e vicario imperiale, per Federico II, loro acerrimo nemico. L'impresa non riuscì fortunata ai Milanesi ed il Carnose vano, sebbene spiegasse grande valore sotto Moncalieri, rimasto prigioniero, fu fatto trucidare.
I borghigiani dì Ozerò tennero sempre per la parte guelfa, ed i T'orriani trovarono in questo castello un forte presidio per la loro parte.
Coli elett. Abbiategrasso — Dioc. Milano — P2 T. ad Abbiategrasso.
Robecco sul Naviglio (3321 ab.). — Come il suo nome lo indica, questo Comune sì trova nella parte superiore del mandamento, sul Naviglio Grande, a sinistra della strada Vercellina ed in un punto ove si congiungono le strade comunali per Magenta ed Abbiategrasso. Il territorio compreso fra il Naviglio ed il Ticino, il cui Ietto in questo tratto ha grande espansione, è fertilissimo, producendo specialmente cereali, gelsi e vini apprezzati.