Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincia di Milano', Gustavo Strafforello

   

Pagina (328/548)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (328/548)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Abbiategrasso
   317
   Il bilancio preventivo del Comune di Attivo
   Sovrimposta ......L. 51,177.43
   Tassa comunale......» 45,440. —
   Altre entrate effettive . . . . » 21,921.88 Partite di giro.......» 22,288.13
   Totale L. 140,837. 44
   Abbiategrasso, pel 1893, è il seguente: Passivo
   Spese generali amministrative . L. 15,558.—
   Polizia locale ed igiene.... » 27,289. 94
   Sicurezza pubblica e giustizia . » 5,147. (iO
   Opere pùbbliche......» 19,495. —
   Istruzione pubblica.....» 25,341.94
   lteneficenza.......» 8,730. —
   Movimenti di capitali .... » G.GGfi. 6G
   Partite di giro.......» 22,288. 13
   Totale L. 130,517.27
   Cenno storico.— La sua vicinanza al Ticino, sulla strada vigevanasca, ha sempre fatto di Abbiategrasso, detto anticamente anche Biagrasso, mi luogo importante per fazioni guerresche. Il castello di Abbiategrasso fu ognora presidio di Milanesi contro Pavia e contro chi dalla parte del Ticino insidiava alla loro città. Forse ebbe origini feudali; ma la sua parte attiva nella storia, il castello di Abbiategrasso ia assunse durante le guerre comunali. Federico Barbarossa lo occupò nel 1167 e lo mise a sacco. Più tardi Federico 11 vi si accampò intorno, l'espugnò e riesci per qualche tempo a presidiarlo de' suoi, nel 1245, nella sua non fortunata spedizione di Lombardia. I Pavesi poterono, nel 1274, assaltarlo, condncendo il loro carroccio fin nella fossa che circondavalo. Ma Milano lo riebbe ancora e lo tenne sempre ben munito di truppe per fronteggiare i nemici che potevano venire da quella parte e dal Ticino, su cui fin dal 1166 i Milanesi avevano gettato un ponte 111 direzione di Cassolnovo, che fu giudicato per il più bello ed il più forte allora esistente in Italia. Nel castello di Abbiategrasso, vile e sospettoso di tutto, occupandosi di astrologia e di alchimia, fece a più riprese lunga dimora Filippo Maria Visconti, ultimo duca di Milano di questa famiglia, e vi si tratteneva specialmente quando doveva macchinare qualche tranello ai capitani delle sue armi, agli Stati vicini, 0 quando i Milanesi gli davano segni non dubbi del loro malcontento.
   Nel 1524- disputandosi tra Imperiali e Francesi, 1 diritti della successione al ducato di Milano, nei dintorni di Abbiategrasso avvennero vari fatti d'armi di certa importanza; e nell'aprile di quell'anno Francesco II Sforza, aiutato dagli Spaglinoli e cogli Svizzeri da lui assoldati sconfisse i Francesi che tenevano il borgo col castello. Non lieto fu il frutto di quella vittoria, poiché sembra che i Milanesi saccheggiando nel castello il bagaglio e l'altra roba dei vinti, portassero iu città i germi di una terribile pestilenza < Et fu — dice la cronaca del Burigozzo, fedelissima nella enumerazione dei fatti — un pessimo sacco per la città mediolanense: appiccinito fu la peste crudelissima in epsa città per le robe amorbate d'epso castello, portate in dieta citate: si extima morissero delle anime octantamila, et più presto de più che de mancho. > Il Cantii riduce a cinquantamila i Milanesi mancati in quella pestilenza, ma osserva però clic < da quel momento Milano cessò d'essere quella gloriosa e robusta città, i cui uomini erauo altrettanti soldati e bastavano a difendere la Lombardia >.
   Ad Abbiategrasso soggiornarono Lotario imperatore — ciò che è prova della importanza ed antichità del luogo fin dal secolo IN — Gregorio X con dieci cardinali, fra cui San Bonaventura, allorché attraversò l'Italia, pacificandone gli animi, prima di recarsi al Concilio geuerale di Lione ; vi tennero corte e dimora i Visconti, e talvolta anche gli Sforzeschi, specie quando dilettata® di eaccie. Ottone Visconti, anzi, fu quegli che nel 1295 rimaneggiò, ampliò ed adornò di belle terre cotte il castello. La Mensa arcivescovile di Milano conservò fino ai tempi nostri diritti e possedimenti sul territorio di Abbiategrasso e San Carlo Borromeo aveva eretta a collegiata la chiesa prepositurale del luogo : distinzione che le fu tolta net nostro secolo.
   Coli, elett. Abbiategrasso — Dioc. Milano — P2 T. e Str. ferr.