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Parte Seconda — Alta Italia
Alberti, per la basìlica di Sant'Andrea in Mantova. Gli affreschi che la adornano sul vòlto, sui pilastri, sono di molto posteriori alla sua costruzione ; ma forse furono ricalcati su pitture precedenti, del tempo, come pure del secolo XV, o dì poco posteriore, appare il dipinto superiormente alla porta, per quanto ritoccato e ravvivato.
Davanti alla chiesa, è un bell'atrio rettangolare, con porticato in perfetto stile bramantesco, ad archi a pieno centro slanciati sopra snelle colonnette di gneis. Le arcate sono cordonate da ornati in cotto; e di cotto è pure la cornice superiore, del massimo buon gusto. Nelle vele degli archi, sono, secondo l'uso del Bramante, impostati dei medaglioni in cotto con busti di santi e dottori della Chiesa; ma questi esistono solo dal lato occidentale ; negli altri due lati furono, con deplorevole gusto, da imperito pittore simulati. L'effetto complessivo dell'atrio, della chiesa e del campanile, per chi si trova sulla porta d'ingresso, di fronte al tempio, è veramente artistico.
L'interno della chiesa, a tre navate, non risponde pienamente all'impressione che ne fa la parte esterna; tuttavia sono rimarchevoli alcuni affreschi moderni della vòlta e del coro. Bello è il pulpito, con intagli e dorature.
Oltre di questa chiesa sono a notarsi in Abbiategrasso la chiesa del Rosario, ad una sola navata, con una facciata ed un campanile 111 perfetto barocco, e quella di San Pietro nel sobborgo omonimo.
Ad Abbiategrasso si trova pure la grandiosa Pia Casa degli Incurabili dipendente dalla Congregazione di carità di Milano e della quale si è già discorso in questo volume, a pagina 123. E un immenso quadrilatero, comprendente le aree e gli edifizi dei soppressi conventi di Santa Chiara e dell'Annunziata, riordinati con ingente spesa dall'architetto Balzaretto di Milano. Esteticamente l'aspetto di questo edificio è di una fredda, eccessiva regolarità. Come fu già detto, la Pia Casa degli Incurabili in Abbiategrasso fu istituita nel 1784, per decreto dell'imperatore Giuseppe II, e può contenere un migliaio di ricoverati. E in questa Casa che talvolta vengono mandati a finire i loro giorni celeberrimi delinquenti, giunti ad estrema vecchiaia, dopo aver trascinata la maggior parte della loro vita nelle galere ; fra questi rammentasi il celebre bandito Gasparone, terrore un tempo della Sabina, i cui delitti e la cui vita avventurosa, con qualche tinta cavalleresca, inspirarono la fantasia di poeti, romanzieri e drammaturghi.
Nel piazzale, eli' è a tergo e di fianco al castello, Abbiategrasso patriottica ha eretto un bel monumento a Giuseppe Garibaldi, incidendo sul piedestallo di granito, ì nomi de'suoi cittadini morti per la patria nelle campagne del 1848, 59, GO e GG.
Le vie di Abbiategrasso sono larghe, ben selciate, molte fiancheggiate da edifizi moderni e veramenti signorili. Notevole per antichità è il portichetto del corso San Pietro, in parte ad archi ed in parte a travate, le cui colonne di mezzo, dalle ingenue scolture dei capitelli mostrano di risalire oltre al trecento. In molte case, come quelle ove hanno sede il municipio e la pretura del mandamento — fornite d'un comodo sottoportico — si sente 1 influenza architettonica del periodo spagnuolo e del seicento. Bello e rimodernato l'edilizio dell'Ospedale Civile in via Costantino Cantù.
Abbiategrasso possiede eziandio buoni istituti scolastici ed una scuola di disegno della Società di M. S. fra gli operai. Ha pur tre piccole biblioteche atte a diffondere l'istruzione fra le classi popolari; una delia Società operaia; un'altra agraria circolante ed una scolastica; ha un Asilo infantile, una Congregazione di carità ed altri istituti benefici. Numerose sono le industrie che hanno vita nel Comune di Abbiategrasso; citiamo fra le più importanti : fabbricazione di laterizi; brillatura del riso (11 opifici) ; concimi chimici e colla; fonderia di ghisa; fabbricazione di motori idraulici; fabbricazione dei salumi (15 opifici); paste alimentari (7 opifici); torcitura della seta; illuminazione a gas; macinazione cereali; fabbriche di carri e carrozze (2); concia e raffinazione delle-pelli: tipografie (2 officine); lavori in cartonaggi, fabbricazione dell'olio di lino e di ravizzone (2 opifici), ecc., ecc.