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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Seconda — Alta Italia
   manigoldi di Bamabò si accingevano ad eseguire l'ordine di precipitarli nel fiume, trangugiarono a pezzetti la pergamena papale e il cordoncino, da cui era legata, ed il suggello in cera che autenticavate. Uno dei due prelati, che subirono questa prepotenza, Fu l'abbate di San Vittore 111 Francia, che col nome di Urbano V succedette ad Innocenzo VI nel papato. Immenso il rumore che. menò questo fatto per tutta la Cristianità, e l'interdetto lanciato dal papa su Barnabò facilitò forse a Gian Galeazzo la effettuazione di quel tranello per il quale usurpò allo zio lo Stato e lo mandò, come si disse, a morire di rabbia o di veleno nel castello di 'Prezzo.
   Coli, elett. Melegnano — Dioc. Milano — P- T. Str. ferr. e Tr.
   Battaglia di Melegnano
   (8 giugno 18f>'J).
   Dopo la disfatta di Magenta,,; che apriva agli alleati franco-sardi, le porte di Milano, Giulay costretto ad iniziare il movimento ili ritirata delle truppe austriache, fece concentrare in Melegnano il corpo d'annata comandato dal maresciallo Benedek, con altri riparti di truppa sussidiari. Questo movimento collegato con quello di Urban verso l'Adda, e con quello del quartiere generale, dello stesso Giulay nella bassa pad alia, doveva avere per iscopo di impedire la marcia vittoriosa degli alleati oltre l'Adda, verso il Mincio; tanto per dar tempo a nuove truppe che s'aspettavano d'oltre il Brennero, di arrivare. Ma l'ingrossarsi degli Austriaci a .Melegnano a sì breve distanza da Milano, non poteva a meno di insospettire gli alleati, e Napoleone fece tosto colla ferrovia avanzare il corpo d'armata comandato da Paraguay d'Hilliers, il quale dopo la giornata di Magenta aveva accampato a San Pietro all'Olino, mandando, insieme ad altre truppe del corpo di Mac-Mahon, ad occupare i paesi di San Giuliano sul Lainbro, di San Donato ed altre posizioni, che dovevano proteggere le strade per Milano da qualunque sorpresa nemica. Tali le disposizioni della vigilia. Nella giornata dell'8 giugno vedendo le truppe austriache sempre concentrate ed immobili in Melegnano, i generali francesi decisero un movimento di offensiva in avanti; e Mac-Mahon, passato il Lainbro, per Medigli» si dirigeva sopra Melegnano. Contemporaneamente da San Donato Paraguay d'Hilliers faceva altrettanto. Alle cinque e mezzo pomeridiane di quel giorno i due eserciti nemici furono in contatto, e prima ad aprire il fuoco fu la divisione Bazaine sostenuta dalle altre due Ladmirault e Forey, avente all'avanguardia il primo reggimento di zuavi. Gli Austriaci, aspettando l'attacco, avevano disposta davanti al paese una linea serrata di cacciatori, protetta da varie batterie di cannoni, mentre altri reparti di truppa postavansi nelle cascine vicine, nel cimitero ed all'ingresso del paese, ove con mobili, carri, ed ogni altro materiale requisito avevano eretta una grandiosa barricata.
   Le difficoltà del terreno, ad ogni tratto percorso da canali fiancheggiati da ciglioni e da folti filari d'alberi, non permettendo al generale Bazaine di spiegare la sua divisione in ordine di battaglia, dovette disporre le sue forze pel combattimento in ordine sparso; mettendo quanta artiglieria potè sulla strada postale onde fronteggiare all'austriaca.
   Dal canto loro gli Austriaci avevano intenzione, al primo attacco dei Francesi, di mandare la brigata Bòer, in sostegno della brigata lìoden, prima impegnata nel combattimento volendo difendere Melegnano. Ma l'energia dell'attacco dato dalla divisione di Ladmirault impedì questo movimento, e Melegnano non ebbe il progettato rinforzo. Ciomiondinieno gli Austriaci concentrati in Melegnano erano diecimila, provvisti di un buon parco d'artiglieria asserragliato nel cimitero, nelle cascine e nelle vie della città, quindi in grado di sostenersi validamente. Il combattimento sotto Melegnano cominciò verso le cinque pomeridiane nelle vicinanze della cascina Itam-pina, indi intorno al muro di cinta del cimitero, vivamente attaccato, ma con pari energia dagli Austriaci difeso, ed alla cascina Maiocca. Ma l'impeto francese prevalse sulla