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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alta Italia
   Cremona; la linea ferroviari Milano-Piacenza ; la tramviaria a vapore Milano-Lodi, ed una quantità d'altre strade comunali intersecali tesi colle provinciali e le ferroviarie in una fitta rete di comunicazioni fra Comune e Comune e fra le frazioni, numerosissime, dei vari Comuni. Le industrie dominanti nel mandamento sono quelle aventi rapporto diretto col l'agricoltura, ma non mancano le rappresentanze delle altre industrie che verremo enumerando quando sarà del caso nella rapida rassegna dei Comuni del mandamento, il quale non fu tocco dall'ultima legge sulle circoscrizioni mandamentali e di rimaneggiamento delle preture.
   Melegnano (6234 ab.). — Questa storica cospicua borgata è delle più belle ed industriose che si contino nella pianura lombarda, ed ha sempre avuto rinomanza ed importanza come centro agricolo di primo ordine, essendo il suo mercato del giovedì il più importante della regione per il traffico dei cereali, dei foraggi, del riso e sopra-tutto del formaggio detto Indignino, che in gran copia producesi nelle circostanti campagne. A cavalcioni del Lanifero, che quivi è passato da un bel ponte, Melegnano è luogo che godette sempre di grande considerazione: le sue case sono belle, e per la maggior parte moderne, sì che gli diurno l'aspetto d'una piccola città in prosperose condizioni economiche. Non mancano però in Melegnano alcune case d'antica costruzione, nelle quali sono notevoli le finestre ogivali, con begli ornati in terra cotta. Le chiese di Melegnano sono tutte o moderne o rimodernate, mancanti quindi di quel carattere d'artistica vetustà che tanto bene si addice a questi edifici. 11 palazzo o castello dei Visconti, massiccia costruzione risalente in alcune parti al secolo XIV, è ancora l'edifìcio più ragguardevole di Melegnano. Ne rimangono tuttavia due ale, cogli avanzi dei torrioni : nel cortile interno si veggono ancora le traccie delle arcate ogivali nella loggia inferiore, ora chiusa per utilizzarne meglio i locali.
   Oltre delle agricole già citate, fattrici della maggiore ricchezza nella regione, Mele-guano è pure sede d'importanti industrie manifatturiere, tra le quali citiamo: la trattura della seta a vapore, con un opificio della forza di 20 cavalli ed impiegante in media 314 operai; la filatura del lino, con un grandioso opificio mosso da forza idraulica ed a vapore per un complesso di 400 cavalli, impiegante in media 900 operai; una fornace HofTuiann per laterizi, impiegante 42 operai ; quattro opifici per la brillatura del riso; due perla fabbricazione e confezione dei salumi, con una forza motrice di 5 cavalli; uno per la fabbricazione dei liquori; una concia di pelli ed un'officina di pesi e misure.
   1 prodotti dell'ubertoso territorio di Melegnano sono specialmente in cereali, riso, foraggi; numerosi nel distretto i caseifici ove, insieme a del burro eccellente, si confeziona gran parte di quel formaggio, conosciuto ed apprezzato in commercio e di larghissimo consumo, che è detto lodigiano. Oltreché essere sulla strada provinciale Milano-Piacenza, Melegnano ha stazione ferroviaria sulla linea Milano-Piacenza e stazione del tram vi a a vapore interprovinciale, linea Milano-Lodi.
   Cenno storico. — Antiche sono le origini ili Melegnano, designato anche nelle antiche cronache coi nomi di Meregnano e Malignano. Ebbe parte nelle guerre comunali, soffrendo danni or dai Milanesi or dai Lodigiani. Federigo ISerbarossa gli recò guasti, ed il nipote di questi, Federigo II, nel 1239, in dispetto dei Milanesi, lo incendiò e distrusse; ma i Milanesi, in dispetto dell'imperatore, lo rifabbricarono subito. Nell'epoca signorile i Visconti vi ebbero splendida villa — della quale rimangono tuttavia avanzi — e vi morì, di peste, Gian Galeazzo primo duca di Milano (1402). Più tardi Melegnano, o Malignano come allora dicevasi, si acquistò grande celebrità nella storia per la battaglia, avvenutavi il 4 settembre 1515, tra Svizzeri e Francesi: una delle maggiori battaglie combattute nel secolo XVI, che pure fu secolo, per l'Europa tutta, turbolento e battagliero. Erano gli Svizzeri al soldo di Massimiliano Sforza, figlio a Ludovico, e dall'imperatore riconosciuto duca di Milano, in odio ai re di Francia, che da Ludovico XII accampavano pretese, quali eredi di Valentina Visconti, su quel ducato.