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l'aile Seconda — Alta Italia
1476 Gian Galeazzo Maria Sforza. 1494 Ludovico Maria Sforza, detto il Moro. 1500 Luigi XII re di Francia. 1512 Massimiliano Sforza, duca. 1515 Francesco I, re di Francia. 1521 Francesco II Sforza, ultimo duca nazionale.
1535 Carlo V, imperatore, elione investe
1540 Filippo II, re di Spagna.
1598 Filippo III.
1621 Filippo IV.
1665 Carlo II.
1706 11 Milanese è assicurato a Giuseppe. I,
imperatore d'Austria 1714 e, col trattato di Baden, a Carlo VI,
suo fratello e successore. 1745 Maria Teresa.
1780 Giuseppe II, già coreggente. 1790 Leopoldo II. 1792 Francesco II. 1796 Repubblica Cisalpina.
1799 Restaurazione austriaca.
1800 Ritorno dei Francesi. 1802 Repubblica italiana.
1805 Napoleone Bonaparte, imperatore di Francia, re d'Italia.
1814 Reggenza.
1815 Francesco I, imperatore d'Austria e
re del Lombardo-Veneto. 1835 Ferdinando I, incoronato in Milano
il 6 settembre 1838. 1848 Francesco Giuseppe. 1859 Vittorio Emanuele li, re d'Italia. 1878 Umberto I.
DINTORNI DI MILANO
Sedendo Milano in aperta pianura e su terreni di recente formazione, in tutto alluvionali, i dintorni immediati non offrono, sotto il riguardo panoramico, nulla di veramente interessante e non confortano e non distraggono il viandante se non col verde intenso della rigogliosa vegetazione delle campagne, abbondantemente irrigate dalla rete estesissima di grandi canali, fontanili, cavi, roggie e fossati die copre tutta la plaga milanese-
Ma lo espandersi continuo, irresistibile della città nel suo circondario esterno, il continuo sorgere di opifici e stabilimenti d'ogni natura sulla periferia, vanno sempre più allontanando dal centro, dal nucleo maggiore della città, rappresentato dalle mura spagnuole, il bello e verdeggiante anello di alti alberi e di ampie praterie che da ogni parte la circondava. Alle antiche strade maestre, regie e postali, si sono aggiunti in ogni senso i binari delle linee ferroviarie e quelli delle linee tramviarie e le nuove strade, consortili e comunali ; finalmente tutto intorno alla città si vedono segnati da stradoni appena tracciati da paline, da cartelli, i riquadri del uuovo piano regolatore della nuova Milano che invade la campagna, e che fra un quarto di secolo al più avrà chiuso in un nuovo anello di moderne costruzioni, (li opifici, di casini, di villini, di stazioni, di edifici scolastici, di chiese, di caserme, di edifizi d'ogni altro genere, la vecchia Milano.
Naturale quindi che in questo colossale lavoro di trasformazione che dura quasi mezzo secolo, e che ha tanto avvenire davanti, ciò che aravi di interessante, di caratteristico, di tradizionale dal punto di vista storico ed artistico nei dintorni immediati di Milano sia scomparso sotto i colpi del piccone e della speculazione, o vada scomparendo, e non ne resti se non un ricordo, cui l'onda delle cose nuove va pur esso travolgendo. Così, ad esempio, del famoso Lazzaretto fuori di porta Orientale, che pure fu uno dei più caratteristici monumenti del Rinascimento, ed al quale tante tradizioni cittadine, rinfrescate e ravvivate dal romanzo di Manzoni, si annodavano, non rimangono che poche arcate, difficili a trovarsi, fra il ginepraio delle nuove case sorte sulla sua area, destinate quelle pure fra breve a dar luogo a nuove case; e della chiesa del Pellegrini, che vi sorgeva nel mezzo, non rimane che il disadorno e mal raffazzonato ottagono attuale.