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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda Alta Italia
   allo Stato Veneto, a Bergamo, a Brescia, a Verona, ove fiorivano la filatura e tessitura della seta, la lavorazione del ferro e delle armi.
   Una leggera ripresa si avverò nelle industrie ed attività commerciali milanesi, nel secolo scorso, quando, al reggimento degli Spagnuoli, si sostituì quello più saggio dell'Austria di Maria Teresa e Giuseppe II, ma non fu cosa di molto momento, poiché, Pietro Verri ed il Meraviglia, avendo nel 1765 per incarico del Governo fatto un bilancio del commercio milanese, trovarono che le importazioni eccedevano ancora sulla esportazione per lire 111. 1,593,453, pari a lire ita]. 1,223,772.
   La parabola ascendente cominciò davvero nel nostro secolo col Begno Italico: nò più si è arrestata, per (pianto gravi fossero le vessazioni e le fiscalità della dominazione austriaca nel secondo periodo, dal 1814 al 1859; ma era nella coscienza della popolazione che questo non poteva durare, ed i Milanesi, che eccitati dai consigli e dall'esempio di egregi cittadini si lanciavano arditamente nelle iniziative industriali e commerciali, procurando prosperità e ricchezza alla patria, sapevano benissimo, che lavoravano pel loro risollevamento, per la loro redenzione politica e morale. Nella ricostituzione della patria in una nazione indipendente, Milano ha, ili pochi anni, lavorando con attività incredibile, saputo acquistarsi il primo posto—vero posto d'onore — nella gara del lavoro nazionale : ed oggi è, senza contrasto, riconosciuta dovunque, per il primo centro industriale d'Italia, ed uno fra ì più cospicui centri manifatturieri d'Europa.
   Milano non ha, come si direbbe nel gergo industriale moderno, tipo d'industria prevalente; l'attività industriale milanese, non vive, soltanto a base di grande o di piccola industria, ma tiene mia via di mezzo fra la grande e la piccola industria, pressoché in ogni ramo delle sue applicazioni. L'industria milanese fu da uno scrittore specialista definita c l'industria dei piccoli proprietari, cioè di operai od altri dipendenti venuti in qualche prosperità, che fanno da loro, e che, cessando di lavorare colle proprie mani, sanno essere nell'egli al tempo gerenti, direttori tecnici, controllori e contabili delle loro aziende ». Se non nel senso strettamente assoluto, certo nel senso relativo la definizione è abbastanza esatta: ed infatti, meno che dei maggiori, di quelli che si possono dire veri rappresentanti della grande industria per l'impiego iniziale di grandi capitali (sia associati, sia di particolari) tali si possono dire le origini del massimo numero fra gli stabilimenti industriali milanesi : compresi molti che hanno, di progresso in progresso, assunta un'importanza primaria. Il tipo dell'industria milanese, anche per la grandissima e disparata varietà delle produzioni alle quali si applica, si potrebbe dire, misto: è qualche cosa di diverso dalla grande industria specializzata, ad esempio, nelle officine di Manchester, o di Esseri, o del Creuzot a dati tipi di produzione: ed è per sò stessa qualche cosa di ben diverso dalla cosidetta piccola industria di Parigi, nella quale, il più delle volte l'industriale, il produttore, è il singolo operaio, con un aiutante, che può esser la moglie, o qualche suo figlio, il quale non ha per officina che la propria soffitta od un bugigattolo purchessia, iu imo di quegli immensi casamenti dei quartieri poveri, che si aggruppano nel centro vecchio della vecchia città, o si espandono alla periferia, nella b(tnHeii\, oltre la linea delle fortificazioni. A Milano la piccola industria, salve poche speciali eccezioni, è cosa tutta diversa e diversamente va intesa.
   Con ciò non si creda che nella somma di tutte le forze industriali milanesi abbiano a mancare notevoli e degni rappresentanti della grande industria specializzata, propriamente detta; particolarmente nella industria metallurgica, nella meccanica, nella chimica, nella ceramica, nelle industrie tessili, della seta e del cotone, ed in quelle della carta e tipografiche si contano nella città di Milano, e nel territorio immediato del Comune, grandiosi opifici, ili condizioni di potenzialità e di estensione, e di dotazione in macchinario da poter competere con molti consimili