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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Milano
   -278
   Il ridotto, rapace di 100 persone, fi posto sul davanti dell'cdilicio, del (pialo costituisce il piano nobile; consiste in un grande salone e in due sale laterali, delle quali una adibita ad uso di caffè e da un'altra sala parallela al salone, nella quale sono il busto di Bellini del Puttinati, ed un monumento dedicalo alla .Malihran, di Pompeo Marchesi.
   Il palcoscenico è uno dei più ampi e comodi che esistano in Italia, ed inferiormente al palcoscenico si estendono due altri sottopalchi e piani graticolati per i meccanismi delle scene. I camerini per gli artisti e per le masse sono disposti a varii piani intorno al palcoscenico. Ecco, a maggiore intelligenza del lettore, dati esatti di dimensione e di capacità del Teatro alla Scala.
   Platea: lunghezza metri 21.81; larghezza m. 22.01 ; altezza dal piano al centro della vòlta m. 19.88.
   Proscenio: lunghezza metri 4.31; larghezza m. 1G.3G; altezza m. U.92.
   Palcoscenico: lunghezza metri 39.99; larghezza fino alla divisione dell'arco m. 25.33, e comprese le gallerie laterali m. 30.75. Altezza fino al tetto in. 27.37 ; profondità del sottopalco diviso in due piani m. 0.09.
   Salone principale del ridotto: lunghezza metri 21.68; larghezza m. 9.07.
   Intiero fabbricato, esclusivamente teatro: lunghezza m. 100.10; larghezza in. 37.18.
   Capacità del teatro: platea 1200 persone; palchi 1900; loggione 500. In tutto il teatro quando è disposto per i veglioni, persone 7000.
   Il teatro appartiene al Comune, per cessione fattane dal Governo nel 1872, ed al corpo dei palchettisti, essendo tutti i palchi dei primi quattro ordini di proprietà privata.
   La dotazione annua del teatro è stabilita dal Connine iu I.. 200,000, più il reddito dei fabbricati annessi che è di L. 15,000, ed infine il fondo di manutenzionee riparazione in L. 30,000. Il corpo dei palchettisti contribuisce alla formazione degli spettacoli con un canone (li L. 58,000 oltre ai canoni fissi spettanti ai palchi delle prime tre file in circa L. 15,000. Complessivamente fi quindi assegnata al teatro la somma di L. 318,000 per ogni anno.
   L'esterno dell'edificio è a linee grandiose e I semplici, in quello stile piuttosto freddo che fu proprio del Piermarini e che fa rassomigliare fra di loro tutti gli edifici costrutti da questo j operoso architetto. Il suo lato migliore è il prospetto verso la piazza, sebbene il portichetto che è davanti al vestibolo non sia uè elegante, nfi troppo comodo, per l'uso al quale fi destinato, di riparo al pubblico ed alle carrozze in caso di cattivo tempo.
   La qualifica di tempio massimo dell'arte lirica italiana data al Teatro alla Scala non fi imme- j
   ritata. Esso vanta un secolo di storia artistica gloriosa, come nessun altro al mondo — questo si può dire — può vantare.
   Fu inaugurato il 3 agosto -1778 eolla Europa riconosciuta di Salierì, prima, e la Troia distrutta di Martellari poscia, ed i balli Pafio e Mirra, di Legrand e Verazi, Apollo placalo, di Canziani e Verazi, il Tradimento di Sinonc del Legrand e la Gelosia di Canziani.
   Fig. 80. — Milano : Teatro alla Scala.
   Pnisiello fa la sua prima comparsa alla Scala nell'autunno 1780 colla Frascalana e di li in segnilo Le Due Contesse (1782), il Socrate immaginario (1783), Il Re Teodoro in Venezia ed il Barbiere di Siviglia (1756), e tenne quasi ogni anno posto sul cartellone fino al 1811, in cui si dà per l'ultima volta, alla Scala, il suo capolavoro, il Barbiere di Siviglia, e nella primavera del 1826, la Serva Padrona. Cimarosa appare alla Scala nell'autunno 1781, col Falegname, e d'anno in anno vi si asside trionfalmente toccandovi l'apogeo della gloria nella quaresima del 1793 col Matrimonio segreto, ed apparendovi per l'ultima volta nella primavera 1828, collo stesso suo capolavoro.
   Ma già da un pezzo teneva lo scèttro l'olimpio Bossini, il quale fece la sua prima comparsa alla Scala nell'autunno 1812, colla Pietra del paragone, e seguirono subito dopo trionfalmente Mu-rcliano in Paìmira e il Turco in Italia (1811), l'Italiana in Algeri (1815), l'Inganno felice, In Gazza ladra e la Cenerentola (1817), il Ciro in Babilonia (1818) ed il Barbiere di Siviglia nel settembre 1820. Dopo è un crescendo veramente rossiniano di trionfo, di gloria; nel 1823 l'Otello e il Tancredi ; nel 1821, in primavera Semiramide; nel 1825 il Mose; nel 1829 l'Assedio di