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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda Alta Italia
   — cosidetta perchè eretta da Regina della Scala, moglie a Bernabò Visconti — e l'altro sull'area del fabbricato delle antiche scuole Canobiane, attigua al palazzo di Corte e detto della Canobiana. 11 teatro della Scala fu finito nel 1778, e l'anno dopo quello della Canobiana. Questi due teatri tennero vittoriosamente il campo fino alla venuta dei Francesi, nel 17%: ed in quell'affrettato rinnovamento di ogni cosa si improvvisarono anche teatri popolari in varie località e specialmente sull'area di chiese soppresse: così nel 1805 stili area del monastero di San Lazzaro, a porta Romana sorse il teatro Carcano dal nome del proprietario che ne fece le spese : e dove fu l'oratorio del Bellarmino un tal Fiando impostò, su disegno del Canonica, un teatro per le marionette intitolandolo a Girolamo, maschera monferrina che ebbe ed ha ancora, appo i ragazzi ed appo il popolinola sua fortuna: e sui disegni dello stesso Canonica, in località più centrale, fu pure, a spese di un privato, certo Carlo Re, costrutto, il teatro Re, che durò tino al tempo nostro: utilizzando l'interno della antica chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Scala, Polak e Canonica, fecero sempre, sul principio del secolo nostro, il teatro per l'Accademia dei filodrammatici. Altri di minore importanza furono aperti in quel periodo e nel successivo, come il Santa Radegonda, ma non ebbero vita duratura, e scomparvero nelle opere di rinnovamento compiutesi in Milano nell'ultima metà del secolo.
   1 teatri attualmente esistenti in Milano ed in esercizio sono:
   Teatro alla Scala (piazza omonima) (fig. 80). — Fu eretto, in seguito all'incendio del Teatro Ducale, avvenuto nel 1770, sull'area della soppressa chiesa di S. K. della Scala ; ne fu architetto Giuseppe Pierinarini ed i lavori vennero con grande sollecitudine condotti dagli appaltatori fratelli Fé e Carlo Nosetti Iu meno di due anni dall inizio dei lavori il teatro fu compiuto, evenne inaugurato coli' intervento dell'arciduca Ferdinando d'Austria e di sua moglie l'arciduchessa Maria Ricciarda la sera del 3 agosto 1778.
   La grandiosità ed il buon gusto dell'edificio non solo corrisposero alla generale aspettazione, ma la superarono; e le lodi dell'architetto Pier-uiaiiiii furono cantate in prosa ed in versi, con speciali pubblicazioni. La vòlta, l'esterno dei palchi e le sale dei ridotti erano state dipinte da Giuseppe Levali e da Giuseppe Reina; il sipario, rappresentante il Parnaso, da Domenico Rinaldi.
   Nel 1807 furono totalmente rinnovate le pitture e decorazioni della sala e del ridotto, ed in quell occasione lavorarono i pittori Giovanni Perego, Gaetano Yaccani, Angelo Monticelli, Pasquale Canna, Tommaso Disi ed altri ancora.
   Nel 1814 fu notevolmente ingrandito e riformato il palcoscenico ad opera degli architetti Canonica e Giusti, che occuparono all'uopo parte dell'area del demolito monastero di San Giuseppe.
   Un nuovo restauro subì il teatro nel 1830, ed in quella circostanza la vòlta della sala venne con grande leggiadria dipinta a fresco da Francesco Hayez e da Gaetano \ accani.
   Nel 1800 si fecero all'edificio importanti riforme, e fu rinnovato il grande lampadario. Nella sera del 7 maggio 1802 venne inaugurato un nuovo sipario rappresentante le Farse Atei- ,
   lane o le Origini drì teatro, dipinto da Giuseppe Berlini e da Casnedi.
   Nuovamente la vòlta fu ridipinta nel 1805 e nel 1870. Nel 1878 vennero eseguili importanti ristauri all'edilicio, rinnovale completamente le dorature, cambiato il cortinaggio dei palchi, modificala la grande lumiera, clic, ultimamente fa ridotta per la luce elettrica, adornate le sale del ridotto e l'atrio della platea, ove si collocarono poi le statue di Rossini, Bellini, Donizzetti e Verdi.
   L'accesso al teatro é dato da tre porle principali sulla fronte di piazza della Scala, e. da due minori laterali, per le quali dal vestibolo si accede all'atrio (die mette alla platea, ai corridoi per le sedie riservate, alle scalinate per i palchi, ai guardarobe, al ridotto, alla buvette, al caffé.
   La sala lui la forma di un semicerchio coi lati allungati in curve reslringeiitisi a foggia di ferro di cavallo. All'intorno si elevano cinque ordini di palchi, più un altro ordine l'ormato dal loggione, con uniformi parapetti in bianco ornati da fregi in rilievo dorato. I primi tre ordini contano 30 palchi ciascuno e lo spazio di tre altri fu occupato dalla porta d'ingresso e dal gran palco reale, situato superiormente a questa e di fronte al palcoscenico. II quarto ed il quinto ordine contano assieme 39 palchi; ma ultimamente nel quinto ordine vennero soppressi alcuni palchi di prospetto per farne una più comoda galleria a posti numerati per il pubblico.
   Altri otto palchi sono nel proscenio in corrispondenza ai primi quattro ordini della platea. Ad ogni palco è annesso un retropalco, per guardaroba e conversazione. La superficie media di ugni palco è di quattro metri quadrali.