Milano
25!
Carnovale, dell'Albano, del Domenichino, del Morene, del Feti, del Nuvolone, del Palina Giovane, del Tiepolo e di numerosi allri ohe hanno lasciato gran nome in arte, compresi non pochi fiamminghi.
Fra i moderni sono rappresentali nel Museo Poldi-Pezzoh, l'IIavez, . Berlini, gli inchino, Borghi, Riccardi, Adeodato Malalesta, Domenico Morelli, Fleuterio Pagliano, Cavenaghi, Pyne, Leonardo Razzano Moìieni, ed allri.
Fra le scolturc, oltre quelle già ricordate del pianterreno, liavvi la Fiducia in Dio, uno fra i capolavori del Rarlolitii cantato dai poeti, e busti di Vela ; intagli in legno del Rrustoloii e d'altri. Preziosa è la raccolta dei vasi e dei vetri antichi ; vi sono patere romane, tazze policrome ; anfore ornale, vetri egizi ed etruschi, ed lilla meravigliosa raccolta di vetri d? Murano dal sc-colo .W al XYl.ll.
Fra le ceramiche vi sono maioliche di I uca della Robbia, di Faenza, vasi d'Urbino, figurine di Capodimonle, di Sòvrcs, di Sassonia e di Vienna; porcellane auliche della China e del Giappone. Nella biblioteca, ricca di quasi 0000 volumi, sono numerose edizioni aldine e de! quattrocento ; meravigliose rilegature del cinquecento, miniature, cimeli, incunabuli rari e di grande valore. Conchindendo: il Museo Poldi-Pczzoli, come raccolta di un privato, ha ben poclu clic l'eguagliano in Europa, ed è prova del gusto artistico squisito del suo fondatore e del suo grande amore per la città natale, clic dotò di si prezioso tesoro.
Musei privali. — Ogni casa patrizia milanese ha, si può dire, ii suo piccolo museo di rarità, formato in vari tempi ed occasioni; la sua raccolta di quadri di buoni autori e di reale valore; ma esorbiteremmo dal nostro compito se volessimo far qui la enumerazione di queste privale ricchezze artistiche. Ci limitiamo ad enumerare tra quelli di speciale importanza: la raccolta di quadri di casa Melzi con parecchi pregevolissimi lavori di Cesare da Sesto, cui vuoisi fosse appunto di famiglia Melzi, che segui in Francia il sommo suo maestro Leonardo e ne raccolse forse l'estremo vale ; la raccolta del conte Aldo Annoili, con vasi etruschi, egizi, greci, romani, gallo-insubri, con ceramiche d'ogni specie e rarissimi pezzi del Giappone e della China, arazzi, vetri colorati antichissimi, armi ed armature medioevali, e parecchi pregevoli quadri fiamminghi; la raccolta l'incisioni e rarità bibliografiche del marchese Gerolamo d'Adda ; la raccolta di casa Borromeo,
con quadri, oggetti vani ed autografi di Paolo Sarpi, di Savonarola, Muratori, MontecuccnlL Salvator Rosa, Federico di Prussia ed infine di Ludovico Ariosto, del quale sono così rari gli autografi, son qui le prime undici stanze del canto IX e le tre ultime del X, tolte, non si sa come, né da chi, dall'insigne manoscritto che si conserva all'Ariostea di Ferrara; la galleria della stessa Casa, ha miadri dello Zenalc, del Piuturicchio, di Bernardino Ruini, di Sebastiano dal Piombo, di Gentile da Fabriano, del Roltraflìo, e fra tutte una tavoletta di mano del divino Leonardo; infine le raccolte dei Lilla, dei Serhelloiu-Busca, dei Ponti, dei trotti, Passalacqua, Ala-Ponzonc ed altri, nelle anali l'artista e lo studioso, troveranno sempre larga inesse a studi ed interessanti osservazioni.
Esposizione Permanente di Belle Arti (corso Principe Umberto). — L'elegante palazzo ove ha sede quest'Esposizione fu eretto in parie con fondi sopravanzali alla fortunata Esposizione Nazionale del 1881, e col concorso di munifici mecenati.
Ne diede i disegni l'architetto Luca Beltrami. inspirandosi ai motivi eleganti e raffinati del rinascimento italiano; e riuscì opera sotto ogni rapporto commendevole.
L'edilìzio è. a due piani : nel superiore s'apre una loggia a tre arcate, un vero gioiello d'arte e di stile, decorala sulle traccio date dallo stesso Beltrami, dal Mentissi e dal Todeschini che \i figurarono le tre arti sorelle, la Pittura, la Scultura e l'Architettura.
Un grandioso atrio mette dal vestibolo alle sale dell'Esposizione, chesono, cinque al piante,rrenoed un bellissimo scalone, aprentesi nell'atrio stesso, mette nelle sale superiori, ove primeggia il grandissimo salone centrale di 32 metri ai lunghezza su quattordici di larghezza.
1 utlo iri questo edificio è appropriato all'uso al quale fu destinato, ed ogni anno la Società per le Bel le Arti vi apre la sua Esposizione, che, rinnovandosi o mutandosi nel corso dell'anno è sempre aperta, per comodo degli artisti, degli amatori e del pubblico.
Fra le istituzioni della Milano moderna, questa Esposizione permanente di Belle Arti, in sede propria e sotto gli auspici di una Società d'incoraggiamento pegli artisti e non di sfruttatori, è fra le più utili e simpatiche, e meriterebbe davvero maggior fortuna di quella che, per le speciali condizioni economiche del paese, non le abbia, negli ultimi anni, arrisa.
MILANO TEATRALE
Milano, si sa, è attualmente il maggior centro dell'industria teatrale, non solo d'Italia, ma si può dire del mondo, per quello, s'intende clic riguarda il teatro lirico italiano e la coreografia, che tengono ancora il primato — se non in linea d'arte, certo in linea