21)0 l'arte Seconda — Alta Italia
la sciabola di Luciano Manara; oggetti e ricordi personali di Carlo Cattaneo, Agostino Bertani, ( lenci, Terzaghi, Cernuschi, Anelli, Berchct, Cesare Correnti, conte Casati, podestà di Milano, ecc.
Numeroso è pure il materiale riferentesi alle cospirazioni mazziniane dal 1850 in poi: al moto del 0 febbraio, ai processi di Mantova, alle sommarie impiccagioni avvenute in Milano; i ritratti degli impiccati di Belfiore, quelli di Tito Speri, di Antonio Lazzatti ; i molti manifesti di intimidazione pubblicati dalla polizia e1 dalla luogotenenza di governo ; gli atti, gl'incartamenti di molti processi; lettere, libri, armi, cimeli di martiri, di prigionieri, di esuli. Fra i documenti piùodiosidell ultimadominazioneaustriaca, è un conto di spesa per fiorini 23 e 87 carantani occorsi nella bastonatura inflitta a sessanta cittadini indiziati di avversione all'I. B. Governo e disobbedienza e contravvenzione a disposizioni di polizia.
Sonvi infine numerose stampe, clandestine o non, del periodo preludente alla riscossa definitiva del 1859; proclami, atti, documenti, quadri, ritratti ri ferenti si alle campagne del 1859, 00, e 02 (Aspromonte), 1800 e 1807 (Mentana), ed infine, 1870, presa dì Roma. Questo museo va ogni giorno arricchendosi con doni di cittadini ed acquisti del Municipio, e forma una Esposizione storico-parlante di quella parte luminosa della rivoluzione italiana compiutasi in Milano e Lombardia, dalla fine del secolo scorso sino ai giorni nostri.
Tanto il Museo Artistico Municipale che questo del Risorgi mento hanno sede nel cosidctto salone dei Giardini pubblici. Questo edificio, in origine, altro non era se non il cortile delle monache Canossine, che l'infaticabile Piermarini, profittando dell'apertura del vicino giardino, ridusse a luogo di pubblico ritrovo. Nel 1805, in occasione delle feste popolari per l'incoronazione di Napoleone venne riattato nuovamente e ridotto a sala da ballo pubblico — ed ebbe in tal guisa vita allegra per varii anni. — La restaurazione austriaca lo lasciò in abbandono, e Io scultore Pompeo Marchesi, avutolo per poco fitto, potfi tenerlo molti anni piantandovi il suo studio. Nel 1840 fu assai danneggiato da un incendio, poi nuovamente riattato dall'architetto Balzaretto a spese di una Società di azionisti che sperava sfruttarlo con trattenimenti, concerti, feste da ballo, esposizioni pubbliche, ecc. ; ma fallito lo scopo della Società, l'edificio ritornò in potere del Municipio, il quale nella parte superiore installò provvisoriamente gli anzidcsci itti musei ed adattò alcuni locali del pianterreno ad uso scolastico. Ma l'edificio è destinato a scomparir presto, per dar luogo al compimento del nuovo palazzo dei musei che gli sorge vicino e nel quale troveranno posto più degno le collezioni e gli oggetti che conservatisi neirormai condannato salone.
Museo Civico Poldi-Pezzoi.i (vie Alessandro Manzoni e Morone). — Cosi denominasi la fondazione»! tistica istituita dalfucav. Giacomo Poldi-Pezzoli con suo testamento del 3 agosto 1871, nel quale era disposto « che l'appartamento da lui occupato, coll'armeria, coi quadri, gli oggetti d'arte, colla biblioteca e coi mobili di valore artistico che vi si trovassero all'epoca della sua morte, costituissero una Causa o Fondazione artistica Poldi-Pczzoli, nel senso che venisse mantenuto detto appartamento cogli indicati quadri, oggetti d'arte, biblioteca e mobili ad uso e beneficio pubblico in perpetuo, colle norme in corso per la Pinacoteca di Brera ».
Per quanto di non grandiose proporzioni, il Museo Poldi-Pezzoli conta, per la ricchezza e rarità degli oggetti conservativi, fra i più conosciuti ed importanti d'Europa.
Oltre di un piccolo vestibolo e di alcune sale a pianterreno, ove sono raccolti mosaici romani, frammenti di scoltura, il gesso famoso di Lorenzo Bartolini rappresentante Pirro che precipita Aslianatte dall'alto della torre, presente la madre Andromaca, ed altri busti e sculture del Bartolini stesso, del Iìandini, del Toschi, del Vela — oltre lo scalone, addirittura principesco, adorno di putti in bronzo del secolo XVII, e di quadri del Ghirlanda detto il Frate di Galgano e del Magnasco detto il Lissandrino, il Museo Poldi-Pezzoli, consta di dodici tra sale, salotti adorni con ricchezza, con munificenza più che regale, perchè difficilmente è dato di vedere, per opera di un privato ed in ispazio relativamente ristretto, maggior copia di oggetti rari, di grandissimo valore artistico ed intrinseco, e d'indiscutibile raffinatezza di gusto.
Per comprendere la effettiva importanza e ricchezza di questo Museo, basta dire che l'armeria del Poldi-Pezzoli è, dopo l'Armeria Reale di Torino, considerata come la più completa e ricca d'Europa, constando essa di armi d'ogni età e qualità : da quelle dell'età della pietra, dell'età del bronzo, lino alla nostra; — con serie speciali di armi etnische, fenicie, greche, romane, medioevali — d'ogni paese — e moderne. Cosi in fatto di tessuti europei, trapunti europei, plinti e trine, tappeti ed arazzi, la raccolta Poldi-Pezzoli supera di molto, per le epoche, le dimensioni, il valore, quella di molti importanti musei d'Europa, eccettuatine quelli di Firenze e di Venezia. In fatto di quadri nel Museo Poldi-Pezzoli è specialmente importante la raccolta di opere della scuola leonardesca di Milano. Ve ne sono del Boltraflio, del Su ardi, di Cesare da Sesto ed inoltre del Luini, del Mantegna, del Ghirlandaio, di Sandro Botticc.lli, dei Borgognone, del Foppa, del Sassoferrato (copia della Madonna di Foligno di Raffaello), del Pamtigianino (Gerolamo Mazzola), di Pier della Francesca, di Gerolamo da Santa Croce, di Luca Signorelli, di Fra