Milano
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del gran cancelliere Girolamo Morene; lettere, libri memorie di San Carlo Borromeo ; >1 manoscritto dell'0(7«»(/o Innamorato del conte Matteo Boiardo ; la Fttó Christi del Lndolfo con annotazioni a mano di Gerolamo Savonarola; lettere dei Farnesi, del Gran Maresciallo e di una quantità d'altri personaggi ch'ebbero parte importante nella storia e nella vita italiana dei secoli XV e X\1
Il museo di casa Trivulzio fu in gran parte formato dall'abate Don Carlo, arricchito poi da! di lui pronipote marchese Gian Giacomo.
Le antichità di cui componesi possono com-
S rendersi nelle seguenti classi : medaglie greche i popoli, città e re, d'ogni metallo; medaglie consolari o monete di famiglie romane, particolarmente d'argento; medaglie imperiai, latine, di ogni metallo, tra cu uria serie in oro da Gneo Pompeo ad Andronico II Paleologo, di circa 000, della maggiore conservazione ed autenticità ; monete inedioevali e milanesi in particolar modo; monete correnti d'Europa e d'altre parti del globo ; medaglie moderne, di sovrani ed uomini illustri; sigilli di epoche diverse; nielli finissimi, circa quaranta, dei quali uno di Maso Finiguerra eu 1111 altro del Peregrino ; cammei, antichi e moderni, dei quali alcuni pregevolissimi ; smalti antichi e moderni: avorii di varie età, fra cm un dittico di Pietro Saba/io Giustiniano del 510 ; un altro di FlavioTeodoro Filosseno del 525, illustrati dall'Allegranza, dal Gori, dal Bomussi; e uno del secolo IV, coi nomi dei vescovi delle chiese cui appartenne ; un altro che fu già di papa Giulio II, ecc. ; vetri antichi, fra cui la famosa tazza reticolata, detta di Nerone, unica al mondo — dopo che andò distrutto un frammento d'altra consimile esistente in Strasburgo — illustrata dal Winckelmann, dal Bossi, dal Piai, da Gerolamo d'Adda, e da altri: come il pili prezioso dei vasi vitrei diatreta, rinvenuta nel 1125 in provincia di Novara ; bronzi antichi, dei quali un frammento di statua, illustrato pure dal Win-ckelmmn; vasi fittili, dei quali alcuni di bellissimo lavoro; maioliche antiche; lavori in filigrana ed a cesello, d'oro e d'argento; dei quali una croce risalente al secolo XIII ; anelli e monili antichi di varie forme; scarabei egiziani con altre pietre incise all'orientale; marmi di varie epoche, medioevali specialmente.
So 11 vi inoltre, con ricche collezioni di opere ed edizioni rare, manoscritti, codiri e ri mei i i, le biblioteche private : Arese con 8000 volumi ; dei conti di Daugnon. con 7000 volumi ; del cavaliere Dom. Muoni con 4500 volumi, rari e 7200 manoscritti ed autografi, della casa Busca-Serbcl-loni, con 10,500 volumi a stampa e 350 tra manoscritti, autografi e diplomi ; della casa l'otiti, con 11,000 volumi.
\rrimi« Municipale (soppressa chiesa di San Carpoforo, piazza omonima). — l u creato pel
decreto del 1010 che dichiarava l'antico Arehi-vium urbis, Archivio civico ; c segui sempre, fino al 1850, l'amministrazione cittadina ne'vari suoi traslochi. Ultima sua sede fu al Broletto; di là, traslocandosi lasededel rinnovato comunenel palazzo Marino, l'Archi viocivic,o(pa rtestorica)ebbedefini-tivocollocamento nella soppressa chiesa di San Carpoforo. I frequenti trasporti, la poca sorveglianza ed un parziale incendio nel 1795, ai 3 di gennaio, furono causa del disperdimento di molte carte. Nondimeno rimase deposito cospicuo di documenti preziosissimi, senza consultare i quali sarebbe vano d volere trattare della storia di Milano e, pei' qualche riguardo, anche d'Italia. Alla fonte di questo Archivio attinsero per le loro opere, il Purieelli, il Ripamonti, il Somaglia, il Sassi, il Verri, il Salomone, il Custodi, il ( iu-lini, il Pitta, il Carcami ed il Cantù.
Dal 12 maggio 1385 hanno principio i registri cartacei delle ordinazioni dell'ufficio di provvisione e quelli pergamenacei delle sentenze del podestà e suoi assessori, che sono gli atti coi quali si iniziò la raccolta dell'Archivio cittadino. Anteriori a quest'epoca sonvi registri e diplomi del tempo di Barbarossa ed epoche successive. Nell'Archivio civico si conservano pure gli atti dell'ufficio provvisionale per la fabbrica del Duomo, che dal 16 ottobre 1387 vanno fino al 24 gennaio 1401 ; i registri dal 1380 in avanti, delle lettere dei principi e poi duchi di Milano; l'edizione in pergamena degli Statuti novissimi, pubblicala dal tribunale di provvisione il 10 settembre 1498; la grida dell'imperatore Massimiliano I, del 28 ottobre 1512, per restituire libertà e beni ai partigiani di Ludovico Sforza; gli atti della canonizzazione di San Carlo Borromeo; la relazione del tumulto levatosi l'I! novembre 1628 collo svaligiamento e saccheggio dei forni di porta Orientale e del Cordusio (descritto pure dal Manzoni nei suoi Promessi Sposi), e poche memorie intorno alla peste del 1630, ecc.
L'Archivio municipale di Milano sedente in San Carpoforo, clic comprende tutta la parte storica dalla fondazione fino al 1802, è, diviso in sette riparti : cioè dei Dicasteri, delle Località, delle Persone, Materie varie, Cronologia, Libreria e CimcUal.ica. La sezione, per ora non storica, dell'Archivio od amministrativa, è detta di deposito e si conserva nella soppressa chiesa di San Giovanni alle Case Botte, presso il palazzo del Marino.
Fra le varie curiosità che si conservano nella sezione cimeliatica dell'Archivio storico imi ilici-pale, sono 1111:1 pianta della città incisa nel 1578 dal pittore Nunzio Caliti, le impronte dei sigilli municipali ed 1 disegni dei principali edifici milanesi dei diversi tempi.
Archivio ,\otari,e (palazzo della Ragione 0 Broletto, piazza Mercanti). — Antichissimo in