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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   21)0 l'arte Seconda — Alta Italia
   dei capolavori), Timoteo da Vite, Nicolò lìon-d incili.
   Scarsamente la grande Scuoia toscana è rappresentala a lìrera ; l'opera più preziosa che di questa scuola vi si conservi è la tavola di Giotto, già appartenente alla chiesa di Santa Mai ia degli Angeli a Bologna, rappresentante la Madonna col jujlio e Cristo Trionfatore iu alto in un cielo Ntellatu d'oro. E firmata Op. vuigistrì ¦lodo di Flora. E cimelio preziosissimo e si conserva india sala dei capolavoii.
   Scuola .napoletana — Salvator Uosa {San Paolo eremita e le Anime piagnuti),.
   Scuole varie ed estere. —Fra gli italiani ci tansi lavori di Luca Cambiaso genovese, Michelangelo Amerighi da Carnaggio cavaliere di Malta, Luca Giordano, Pompeo Bulloni, Cannilo lìoccaecini, Sassoferratu, Matteo Preti? il cav. Calabrese, Hal'.'aello Mengs; e fra gli stranieri: Pietro Paolo Rubens (due quadri venuti in cambio da Parigi nel 1813), Giacomo Jordaens, Fra.u-cesco Snyders, Francesco Fyt, Antonio Van Uvek, Benibraudt V; n liyn, Velasquez, il grande (testa di frate morto: mirabile per sincerità ili metodo e per verità di espressione). Mastaiirts, Substeriiiaiis, Ureughel, Pietro Molili detto il Tempesta, morto a Milano e sepolto in San Calimero, Martino Knoller e molti altri fiamminghi di buonissima scuola.
   Annesse alla pinacoteca ili Brera sono pure la collezione Uggiolìi, già nnyi/ionata. con 125 (pialli i per la maggior parte ili scuola lombarda ; la sala Vppiaui, con disegni, qn.idii schizzi, ri tratli di questo celebre pittore milanese, nonché statue del Magni, dello Strazza: e quadri e ri tratti d'artisti e personaggi del principio del secolo; lo studio dei pittore Francesco llavez quid fu lasciato dall'illustre caposcuola dell'arte romantica, che tanta inlìiieuza ebbe siili irte italiana nella prima, ed ini po' anche nella seconda metà del nostro secolo; una sala di pittura moderna con quadri di Uassimo d'Azeglio, Chierici, Ussi, Fa* vretto, Focosi e una quantità d'altri fra 1 migliori pittori dell'ultimo trentennio. Soavi pure annesse le sale dell'Accademia ili Belle Arti, ove si tengono le annuali e triennali esposizioni, i concorsi, le mostre speciali, adorne di quadii premiati ai vari concorsi dal principio del secolo in poi; specie di mostra retrospettiva, interessantissima per chi voglia studiare il punto di partenza ili multi fra i pittori italiani, che nel secolo nostro s'acquistarono faina più o meno grande.
   Musco ArcliC(ilo(,ieo. — La prima idea d'isti tuire un Museo archeologico a Brera, èattrihuila al pittore Bossi, lo stesso clic promosse la creazione della pinacoteca : ma le \ iceinle tumultuarie dei tempi elle vennero appresso non consentirono che l'idea fosse attuata se non negli ultimi anni: ed i materiali clic il Eassi stesso aveva comincialo a raggranellaie, stettero lino al 1802 quasi dimen-
   ticati nei magazzini di Brera. È in quest'anno che venne decretata la formazione d'un Museo archeologico nel palazzo di Brera, onde collocarvi in degna mosti a i nioiininenli che del passato di Milano e di Lombardia, già si possedevano, e di quelli che per avventura potevano cadere in pubblico dominio.
   Il Museo archeologico di Brera fu aperto ai pubblico nel 1807, ma lo si può dire tuttora in vii di formazione e di ordinamento, vista l.i sua recente creazione e la troppo capricciosa e saltuaria disposizione degli oggetti, per la quale si trovano sovente addossati e vicini gli uni agli altri degli oggetti dill'ereiitissinii d'arte, di uso, di provenienza, di tempo e destinati ad essere raggruppali in ben altra guisa.
   Fra le cose più riniarchevo!:, conservale oggidì nel Museo archeologico di Brera, notiamo . il monumento sepolcrale di Bernabò Visconti, e la tomba di Begina della Scala, moglie a Bernabò, provenienti dalla soppressa chiesa di San Giovanni in Conca. Il monumento a Bernabò del quale abbiamo già fatto cenno parlando dell'arte nel periodo visconteo (vedi pag. 107) è uno dei più rilevanti prodotti dell'arte italiana del secolo XV_ nel periodo cioè, che precede il rinascimento. E opera di scultori canipionesi rivelanti, insieme a grandi ingenuità, intenzioni d'arte l'innovatrici e tendenze a più puri ideali 11 mausoleo porta traccio di dorature e di pittura. Il sarcofago è sostenuto da dodici colonnette, e sostiene alla sua votiti la statua equestre ili quel feroce e ad un tempo allegro signore di Milano. Come si sa, il mausoleo fu fatto preparare premurosamente ila Gian Galeazzo, viventi lo /io, al quale aveva usurpato lo Stato e tolto la libertà. Singolare premura invero !
   Subito dopo il mausoleo visconteo, vengono gli avanzi ilei mausoleo di Gastone di Foix (lig. 8:ì) — il giovane duce dei Francesi ili Ludovico MI morto, com'è noto, alla battaglia di lìaveiuia I 11 aprile 1512. Ludovico XII, dolente per la morte del capitano che gli aveva ottenuto vittorie in Ispagna ed in Italia, ne fece ordinare la tomba ad uno dei migliori ai listi del tempo, il Baiuhaja (o più propriamente Agostino Busti detto Zara-baja).— Ma disgraziatamente, per le convulsioni politiche che iu quel tempii e nei successivi seguirono netto Stato di Milano, il lavoro del Battìi baja andò in gran parie disperso. \ Milano non rimasero che i pezzi (die qui si vedono, ilei (piai. I importante la st,itila coricata di Gastone di Foix altri pezzi sono al I .ouvre di Parigi : altri al museo di Kensingloii a Londra; altri nel Duomo ili Novi, altri infine nella villa Busca a Castellazzo, all'Ambrosiana, ed al Musco ili Torino. 1 pezzi rimasti a Milano sono provenienti dal soppresso convento di Santa Marta. Dei pezzi principali esistenti fuori di Milano furono tratti i gessi, che in apposite vetrine veggonsi ora in questo