21)0 l'arte Seconda — Alta Italia
è la stupenda, pressoché completa raccolta delle edizioni del secolo XV, specialmente milanesi, che tanlo onorano la storia della tipografia italiana : (pali sono le edizioni del Lavagna (1177), dello Za roto, del Waldarfer, di Giovanni Urster, di Dionisio Paravisino, di Ulderico Scinzenzeler, degli lionate, ili Leonardo Podici, di Guglielmo Le Signerre, di Filippo Manteguzzi, di Alessandro .Vinuxiano, clic stamparono appunto nell'ultimo quarto di quel secolo.
Fra le rarità e gl'incunabuli dei quali è ricca la biblioteca di Brera citeremo:
La mummia regalala nel 1830 dal generale Acerbi, clic trovatala negli scavi di Tebe, la portò a Milano e ne fece 1111 dono alla Biblioteca insieme a due papiri — Dalle iscrizioni concordemente interpretale degli egittologia, i isullaessere quello d cadavere di Guihoisi figlio di Netovasli e dì Telichì, battelliere del Nilo.
La 3a edizione (leU'/lpocfl/i.vWi Sua Giovanni, uscita subito dopo la famosa Dihlia paitperum, stampata con tavolette in legno in Magonza — già posseduto dalla Braidense, ma portata in Francia nel repulisti del 17%, né più restituita — essa mire Stampata su tavolette 111 legno inciso, con ligure, rileiiuta opera ili Lorenzo Cosler da llarlem, che iu lai guisa lavorava tra il l i28 ed il 1550, precursore della grande invenzione di Guttemberg. I! quello il più antico incunabulo possedulo dalla biblioteca di Brera, la quale, prima del 17%, aveva la lììbiia paitperum, la prima edizione dellMpocrt/me, un Cantico dei Cantici, un Ars memorandi, e una Ilistoria Antichisti, stampata con tavole incise a caratteri gotici.
11 Catholkon, o libro universale, di Giovanni Balbi da Genova, una delle primissime pubblicazioni fatte dal Guttembergmedesimo, in Magonza: Ila la data del Lì00.
La famosissima lìiblia di Magonza del 1462, uscita dalle officine di Guttemberg ; il Lactantii Opera, ter® libro, uscito il 29 ottobre 1465 dalle officine di Subiaco ; gli Offìciis di Cicerone, stampati in Magonza da Giovanili Ftist, socio o compagno di lavoro del Guttemberg, nel 1165. Le edizioni milanesi del Za roto, cioè la Cosmografìa di Pomponio Mela (1471), splendida e rara edizione, che insieme all'opera: De verborum signi/ìcatione di Sesto Pompeo Festo, pubblicala nello slesso anno, inizia la storia ed i fasti della tipografia milanese.
Vi sono inoltre le edizioni fiorentine: Omero, edizione principe del 0 dicembre 1488; I'/l«//w-togia graecorum epigrammatum, 1494- ; Apollonn Ilhodii Argonautica, in lettere capitali greche del 1496, stampato dallo Alopa ; le Fabule (ili Esopo) vulgttre e lutine historintc con tavole in legno in quarto; il Monte Santo di Dio del Bettini, per Nicolò (iella Mogna (10 settembre 1477), edizione rarissima in loglio, di bellissimo carattere rotondo,
ritenuto il primo esemplare stampato con incisioni in rame, quantunque da altri bibliofili si ritenga invece essere il Dante pur di Firenze, colle due note incisioni di Baccio Baldini — edizione pur posseduta dalla Braidense.
Delle edizioni dantesche è pur celebre la Nido-beatina (dal nome del commentatore Martino Pietro Nidobcato) stampata in Milano dal 1477 al 1478, ad opera di Lodovico ed Alberto piemontesi.
Solivi poi alcune rarissime edizioni aldine, cioè La Vita, e le favole di Esopo, con traduzione latina, 1506; L'etri Ilembi de Aetna li ber, in-8, prima edizione latina ili Aldo Manuzio; la più antica del Tractato dicto l'angelingua in-4°, senza note e di caratteri bellissimi, e non pochi altri. Onesti i più rari e preziosi incunabuli posseduti dalla Braidense, che, il voler accennare anche di volo alle, altre edizioni ed opere rare e per varie ragioni pregevoli, possedute in gran copia da questa biblioteca ci porterebbe ad una enumerazione non consona all'indole del nostro lavoro.
Citeremo invece fra i manoscritti il codice membranaceo e miniato della Divina Commedia, del secolo XIV, fra i più chiari, corretti e preziosi di quanti si conoscono. E attribuito a Ser Nardo da Barberino, il quale lo avrebbe scritto nel 1340. Altri codici danteschi sono: mio membranaceo del secolo XIV con commenti di Jacopo dal Zon; ed un altro pure membranaceo e dello stesso tempo, seguito da un epilogo in terza rima del poema stesso, opera di Jacopo, figlio ili Dante e preceduto da un sonetto del medesimo Jacopo, in dedica a Guido da Polenta.
Soiim nollrc VLucide, la Buccolica, e la Georgica di Virgilio, manoscritto membranaceo, con lettere miniale del secolo XV; due sonetti autografi di Torquato Tasso; un Corano in carta boni bici na, con rilegatura orientale; la leggenda di San Giosafat, su pergamena in bel carattere tonilo, che fu di Bona ili Savoia, moglie al duca Galeazzo Maria Sforza; i Paialipomeni di Germania, in greco; un trattato di cabalistica in ebraico; una lettera in siriaco; un poema turco, celebrante le gesta del famoso corsaro Barbarossa (Kair-ol-din) terrore dei mari ai tempi di Carlo V; un manoscritto del secolo XI, I Jlcxameron di Sant'Ambrogio; ventinove libri corali con stupende miniature, uno dei quali miniato da Evangelista della Croce e un altro del Benedetto da Corte llegia, bergamasco; più che celebri, insuperati in quest'arte, ormai quasi perduta.
Riguardo alla storia, si conservano a Brera 83 bolle e diplomi, parte membranacei e parte cartacei, emanati dal 1201, in favore degli Umiliati di Brera ; gli Antichi monumenti degli Umiliati del Tiraboscln ; il manoscritto delle Memorie spettanti alla Storia, al governo ed alla descrizione della città e campagna di Milano del Giubili; la preziosissima cronaca latina delle Antichità