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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Milano
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   la sriio/a di Leonardo da Vinci, ed i ritraiti dei più calcini pittori italiani, e della scuola Ioni-barda in special modo. Quando la decora/ione di questa loggia sari in tal modo completata si a\ia una speciale esposizione permanente di lavori a fresco dei migliori pittori lombardi (per lo piti nell'esordio della carriera) dal 1854 in poi, sulla quale si potranno fare acute osservazioni critiche ed estetiche intorno ai metodi ed alle evoluzioni seguito dall'arte in Milano, da circa mezzo secolo.
   litlrlijSteea ili lircra. — L'embrione generatore dell'attuale rinomatissima biblioteca di Brera è dovuto alla biblioteca slessa dei Gesuiti formata nel tempo in cui occupavano il palazzo. Ma la formazione dell'attuale biblioteca risale soltanto alla seconda metà del secolo scorso, durante il regno di Maria Teresa. Kel 1763, essendo morto in Milano il conte Carlo Perticati, presidente del Senato, dottu ed appassionato bibliofilo, che aveva con incelile spesa raccolti ben 34,000 volumi, buun numero dei quali erano codici preziosi, opere rare, incunabuli di grande valore, la Congregazione di Stato, perchè tale racco Ila non andasse dispersa fra gli eredi ma restasse a vantaggio dello Stato, ne fece acquisto per 210,000 lire milanesi, facendone poscia omaggio alla imperatrice, per il privalo uso dell'arciduca Ferdinando, il quale veniva allora in Milano governatore. L'imperatrice gradi il dono, ma deliberò clic la biblioteca restasse di uso e diritto pubblico, ed all'uopo vi unì anche quelle appartenenti ai Ge-suiii, e ad altre congregazioni religiose soppresse od espulse, e che
   10 Stato aveva incamerate. Mei 1778
   11 Governo comperò, colla spesa di 00,000 lire, la biblioteca del celebre medico Ilaller, di 11,000 volumi e la riparti fra Brera e l'università d, Pavia. Più tardi, il conte di Firmimi, veramente benemerito del risullevanieuto morale di Milano, granile amatore di libri, lasciò una preziosa raccolta, che fu acquistata per 55,000 lire. Si aggiunsero poi delle biblioteche di altre corporazioni soppresse, come quella dei Cistercensi ili Sant'Ambrogio, con preziose opere diplomatiche ; del collegio dei Giureconsulti, con opere legali; dei Certosini ili Pavia, con codici d'inestimabile valore e tredici giganteschi corali splendidamente miniati. Nel Ì775 il cardinale
   Angelo Maria Duriui, uomo assai dotto ed amico dei dotli del suo lempo, fece portare a Brera dieci grandi stallali dei suoi libri più scelti, con mirabili rilegature; infine, un decreto del 1782, ordinò che una copia di tutte le opere stampate
   Fig. 81. — Milano : Monumento a Giuseppe Parini, nel palazzo di Brera (da fotografia di c. Loke).
   in Lombardia fosse mandata alla biblioteca di Brera, alla quale era assegnato altresì un fondo di lire 7200 annue per l'acquisto di nuove opere.
   La compilazione dei cataloghi e l'ordinamento della biblioteca, per la quale disegnarono gl'immensi scadali il Piermarini ed il Gilardoni, fu assai lunga: ed il pubblico non potè, esservi ammesso se non nei novembre del 1780.
   Attualmente la biblioteca di Brera (statistica del 18'.)l) annoverava251,321 volumi stampati, olire 1535 manoscritti, senza coniare le speciali collezioni di autografi, carteggi, lettere d'uomini insigni iu vario modo pervenute all'istituto. Fra le cose più importanti della biblioteca di Brera,