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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parie Seconda — Alla Italia
   gallerie laterali, che si uniscono al centro in un grandioso tempio destinato a famedio — cioè a sepoltura, ed a contenere i nomi ed i ricordi di quei cittadini che per virtù della mente o del cuore, o per servigi resi, alla città, alla patria, al consorzio umano, all'arte ed alla scienza, si saranno resi meritevoli di una tale distinzione da decretarsi per voto del Connine, a non meno d'un decennio dalla loro morte. La decorazione interna del famedio, a mosaici, a dorature, a marmi colorati, a scolture ed ornati è ricchissima, di buon gusto e di grande effetto; più severa, ma non meno ricca, è la decorazione esterna dell'edilizio, rivestito di marmi a due colori, bianco e nero, con mosaici, sulle lunette delle porte e delle arcate, ed ornati di mirabile fattura specialmente al rosone centrale.
   Le due gallerie laterali al famedio — od edilìzio centrale — terminano in due altri edilìzi, nello stesso stile — sebbene con minore profusione di decorazione — destinati a far testa ad altre gallerie clic si spingono, su normali, fino ai lunghi muri a vista, chiudenti il recinto. Tanto le gallerie superiori quanto quelle inferiori o del piantemi sono destinate ai depositi di famiglie a pagamento in perpetuità, secondo norme e prezzo stabiliti da apposito regolamento dell'ufficio municipale. Il lunghissimo muro di cinta, che ai fianchi ed a tergo della facciata circonda il vasto campo è tutto in mattoni a vivo, terminati da una sobria decorazione.
   Nel centro della vasta arca, sorge, in minori proporzioni, una chiesa nello stesso stile della facciala e del famedio, e nei sotterranei di questa vien formato l'ossario connine, coi prodotti dei disseppellimenti decennali, ai quali non si provvide per il collocamento nelle caselle a perpetuità.
   Il Cimitero Monumentale di Milano, sebbene di costruzione relativamente recente, è ricchissimo di sepolcreti e monumenti nei quali I arte ed il lusso si sono accordati, il più dì sovente a soddisfazione della umana vanità anche olire tomba.
   Quanto di meglio, in fatto di nomi, ha dato l'arte scultoria lombarda, ed anche italiana, nell'ultimo trentennio è rappresentalo con qualche opera, più o meno riuscita, più o meno bella nel grande cimitero milanese. Vi sono opere del Tantardini, dello Strazza, del Fraccaroli, del Grandi, del Braga, del Tabacchi, del Magni, del Grippa, del Barzaghi, dello Spertini, del Buo-ninsegna, del Vela, del Colla, del Motelli, del Cacciatori >— del quale anzi, la statua della l'ietà da lui scolpita per il proprio sepolcro, dietro all'ossario, sì ritiene fra i capolavori della moderna scoltura italiana — e di tanti altri.
   Dello Spertini sono: il busto di Garibaldi collocato per voto del Comune nel famedio; l'erma, col busto all'insigne critico, letterato e dantofilo Eu-
   genio Camerini (fig. 73) ed il ritratto in isca-gliola di I. I.J. Tarchetti. Del Vela citasi specialmente il colossale monumento per la famiglia Kramcr e la statua della Liberia sulla tomba nel barone Ciani ; del Tantardini, le tombe delle famiglie Lattuada, Ferrario ed altri , del Tabacchi la tomba della famiglia Poss, il busto di Angelo Pietrosanla, distinto pittore della scuola romantica; dello Strazza sono le tombe Chierichetti-Cova, Lucca (l'editore di musica), Sarti (fig. li) ed altre minori.
   Il Cimitero Monumentale di Milano si distingue specialmente per il gran numero di cappelle', ili edicole, di cripte sepolcrali, erette in mezzo ai campi ili sepolture comuni, talvolta con effetto scenografico. Fra le più notevoli, vanno citale le edicole delle famiglie Pagnoui, Sonzogno, Turali, Keller, Lilla, Ferrario, Frova, ecc., disegnale alcune dal Macciaccliini stesso, autore del progetto generale del Cimitero, e da altri valenti architetti decorale di pitture, di mosaici, di scolture, cose tutte nelle quali l'arte talvolta manca, ma il lusso, la profusione degli elementi e dei mezzi decorativi, mai.
   Alla estremità settentrionale del Cimitero Monumentale s'erge in istile classico, in qualche parte arieggiarne al pompeiano, l'edificio crematorio, dovuto all'ingegnere Clcricetti.
   Milano ha il vanto ili essere slata la prima città in Italia ad inalzare in nome della igiene la bandiera della cremazione; dal 1870, da quando cioè, per lascito del munifico cittadino Alberto Keller, in eretto il tempio crematorio nel Cimitero Monumentale, il principio della cremazione dei cadaveri, clic servendo all'igiene più scrupolosa, nulla impedisce dei sentimenti più delicati e pietosi verso i defunti di manifestarsi, ha fatto grande progresso.
   Da Milano, coll'esempio pratico dei falli, parli la più efficace propaganda del principio stesso, ed a Milano fecero capo inunieipii, italiani ed esteri ed enti morali, clic voller diffondere od applicare il principio della cremazione.
   In Milano, vinti i pregiudizi, più che da radicate convinzioni, creati dalla forza delle abitudini, il principio della cremazione è entrato nelle consuetudini cittadine; ed'anno inanno le statistiche municipali e quelle della Società di cremazione segnano un notevole e continuo aumento.
   Fra gli illustri contemporanei elle riposano nel Cimitero Monumentale di Milano, vanno ì i-cordati : Carlo Cattaneo, Alessandro Manzoni (già collocati nel Famedio), il generale Giuseppe Sirtori, il dotlore Agostino Bertani, il pittore Tranquillo Cremona, il filosofo Giuseppe Ferrari, il poeta e romanziere Tommaso Grossi ; i letterali Ignazio Cantù, Francesco Ambrosoli, Ugo Tarchetti, Giuseppe Rovani, Giulio Uberti, Eugenio Camerini Francesco Maria Piave, il musicista Amilcare Ponchielli, ecc.