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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547 |
Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli
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Milano
225
I
Nel ,80I gli introiti della stazione centrale di Milano per la Rete Mediterranea furono i seguenti :
Viaggiatori (compresa l'Agenzia
in' Gallerìa V. ti,) . I . 3,010,61)2.48
Bagagli id. id. . . » 1111,720.-10 tirando velocità ...» 5i-7.587.8i-Piccola velocità accelerala . » 284,074 .G i-Stazioni di porla Geuov i-'J ici-
uesc e Agenzia doganale:
Viaggiatori
Bagagli.....
Grande velocità . . . Piccola velocità accelerata
>» 175,036.01-
» l,052.07
»> 51,461.36
i 22,137.84
„ „.., I Porta Genova » 3,045,118.01
Piccola velocit i ; „ . .,.- • [ nnu ni
( l'orla licniese» 1,008,144.20
GII introiti della Itele Ulriatica alle stazioni ili Milano centrale e Milano porta Genova nello stesso anno 18DI furono: Viaggiatori (comprése le delega
zioiii ed agenzie) . . L. 2,875,007.70 Bagagli ('id.) ...» 216,345» Grande velocità (id.) . . » 485,070.04 Piccola velocità accelerala . » 578,310.% Porta Genova, piccola velocità » 2,111,315.60 Stazione Ferrovie Nord. — li un hello, moderno e comodo edificio, all'estremità del nuovo Foro Bona parte (antica piazza Castello) — e serve ill'esereizio di questa importante relè di ferrovie secondarie, facente capo a Milano, ma estendeii-lesi nella parte superiore della provincia, con tronchi che vanno al lagu di Gonio, al plano di Fi ha, a Varese, al lago .Maggiore, a Novara e Seregno.
Gli introiti delle ferrovie Nord-Milano nel 1801 furono valutali dalla già citala piihhlicazione della Camera di Commercio (Notìzie sulle condizioni industriali, ecc.) nel modo seguente:
Viaggiatori N 2,308,256 — con introiti di !.. -2,037,028.
Merci tonnellate 309,028. Bestiame, capì numero 361,030 — Introiti R. 851,702.
lu piazza Castello, a porta Magenta, a porla Ticinese, a porla Romana, a porta Venezia ed a * porla Volta sono poi le piccole stazioni delle varie Compagnie dei l'ramways a vapore e delle ferrovie del Ticino.
Cimiteri — Prima che, motivale da imperiose necessità di igiene e di morale, con severe leggi venute sullo scorcio del secolo passato, si disetph nasse il servizio delle inumazioni e dei pubblici sepolcreti, a Milano — come del resto dovunque — si seppelliva ad arbitrio nelle chiese, nei chiostri, nelle cappelle private, dovunque fosse possibile. I poveri, i morti nel carcere, negli ospedali, od
29 — La l'ulriu, vul. 11.
in altro modo, venivano sepolti nelle foppe comuni, delle quali si hanno ancora due ricordi nella famosa Brugna dell'Ospedale Maggiore e nella Rotonda ili porla Romana, In caso li pestilenze, come nel 1524, in quella di San Carlo, ed iu quella del 1630 del cardinale Federico, descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi, i morti seppel-1 minsi a cielo aperto m appositi cimiteri nella campagna, dei quali il primo fu quello del Gem lilino fuori ili porla Ticinese, indi quello di San iMiehele, di porta Romana e di San Gregorio presso il Lazzaretto.
luliue, nel 1768, con legge dell 11 ottobre, fu imposto di seppellii e i mai n in campo aperto ; e vennero vuotali i sepolcreti di molle chiese e dei chiosi ri soppressi, creando allo scopo sei cimiteri, distribuiti sulla periferia della citta, allo sbocco delle principali polle. Tali cimiteri furono : quello dello della Ilojazza, fuori di porla Coniasiiia (Garibaldi): il cimitero di San Gregorio, fuori porta Orientai® (Venezia) presso al Lazzaretto; del Genlilmo, fuori delle porte Ticinese e Ludovica : il cimitero ili San Giovanni alla Paglia, fuori ili porta Vereelhna (Magenta), il cimitero di porta Romana (soppresso nel 1826) e sostituito coH'altuald, ancora in attività, di porta Vittoria.
La Repubblica Italiana del 1800, per ragioni d'igiene e d'uguaglianza —ilice vasi — proibì al pubblico l'accesso ai cimiteri e di porre distinzione di sorta sulle tombe; onde, la fu rissima protesta di Ugo Foscolo, coi Sepolcri, per la tomba lasciata inonorata di Giuseppe Parini. Nel 1817 fu concesso di nuovo ai dolenti di onorare, con lapidi e monumenti od aliti siffatti ricordi, le tombe dei ioro lari.
Degli nomini illustri, di cui fu ricca fioritura in Milano sulla fine del secolo scorso e sul principio del presente, furono scpolu :
Nel cimitero di San Gregorio (al Lazzaretto) — \ mi rea Appiani e Giovanni Migliara, pittori — Vincenzo Monti, Luigi Scevola, Carlo Porta, Tedaldo Fores, poeti ; il maresciallo austriaco Rubila, al quale nel 1825 venne posto un monumento imitante quello di Carlo Magno in Acquis-grana.
Nel cimitero al Genljiuo: Fruieiiegildo l'ini, u.Uiiralisla; l'uniti, chimico; Rasoiì, medico; Rossi, pittore.
Nel ciniilerodi porta Tosa : Giuseppe Levali, ornatista celebre.
Nel cimitero della Moja/.za (pol la Garibaldi) : Giocondo, Giacuuio e Ferdinando Albertolli, pittori ornatisti ; Orfani e De Cesari, astronomi ; Lamberti, giurista; il disgraziato ministro Prina; Melchiorre Gioia, statista ; Rosmini e De Cristo-foris, scrittori di storia e di politica.
Nel cimitero di porta Romana: Monleggìa, clinico; l'erego, scenografo; Federico Vassallo, latinista, ecc.

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