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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Milano
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   Milano ha una sezione esterna comunicante col* riutenia mediante apposito passaggio aperto nelle mura della citlà, e sotto la vigilanza degli agenti daziari. Per ilare un'idea del lavoro del pubblico ammazzatoio in Milano, e nello stesso tempo della (piantila di carne, che si consuma annualmente in Milano, offriamo le seguenti cifre date dall'ufficio di statistica municipale. Animali macellati e carne introdotta nel 1 Bit 1 in Milano: lìnoi, 10,903 ; vitelli, 51,200; soriane (vacche), 18,025; equini, 4091 ; suini, 26,511 ; pecore ed agnelli, 8901. Quintali di carne macellata ed interiora: macello interno, 6462.04; macello esterno, 2318. Gli introiti del pubblico Macello
   - esercitato per conto del Municipio — furono nel 1891 di lire 393,176.45 ; per tasse di macellazione, sosta del bestiame, affitto locali, imporlo del sangue, tassa bagnanti e ricavo vendila fieno.
   Carcere cellulare (vie G. 13. Vico e Filangieri). — Fino agli ultimi anni della dominazione austriaca erano adibiti ad uso di carcere giudiziario alcuni locali del Palazzo di Giustizia, capaci di circa 30(J detenuti in 72 stanze, e lutto l'antico convento di Santa Margherita (sede anche della dilezione di polizia) ove cominciò la triste odissea di lulti i compromessi politici dal 1821, in poi, da Silvio Pellico, Melchiorre Gioia, Gonfalonieri ed diri, finoat compromessi per i fatti del 6 febbraio 1853, e nei processi famosi di Mantova. Riconosciuti insufficienti ed inadatti, sia per la loro natura ed ubicazione, sia per le esigenze della scienza, della morale e dell'umanità quegli edifici, il secondo dei quali, perii rinnovamento edilizio della eillà, era anco destinato a scomparire — come colla costruzione della galleria ed edilizi adiacenti scomparve di fatto — il Governo nazionale provvide all'erezione di un nuovo grandioso stabilimento carcerario, a sistema cellulare, scegliendo all'uopo; la località disccntrala e solitaria, cli'è tuttavia presso il bastione da porta Magenta a porta Genova.
   Ne fu architetto l'ingegnere Lucca ; ed è come la maggior parie di simili edilizi, in forma di stella, avente per centro un edifizio ottagonale, ad uso di cappella. Ad ogni raggio o branca dell'edificio a due piani, sono due ordini di celle, munite ciascuna ili tutti i comodi; con robinetto di acqua potabile, calorifero e bocca d'esitazione per l'aria viziata. Fra ogni raggio dell'edilizio sono i riparti di passeggio, distribuiti in modo che ciascun detenuto é sempre isolalo ; non vede nè è visto dagli altri.
   All'esterno l'edilizio è grandioso, imponente, quasi, e la sua decorazione semplice e correità nulla toglie ad esso della severità die gli è, per il suo ufficio, propria.
   Casa di pena a porla Nuova. — Il carcere Cellulare serve generalmente ai prevenuti, durante il periodo dell'istruzione e del processo e pei
   condannati a pene correzionali, entro un certo limite di lempo. Ma presso il bastione di porta Nuova esiste una Casa di pena propriamente detta, o reclusorio. Fu eretta dal 1762 al 17tì6, su disegno dell'architetto Francesco Croce : e per quei tempi, passò come un modello di ordine, pulizia e umanità fra i sistemi carcerari allora in uso. Ampliala e rimodernata, la Casa ili pena a porla Nuova è capace d'olire 500 reclusi ; adibiti per la maggior parte a lavor i di calzoleria e tessitoria.
   Mercati coperti. —- Ragione d'igiene, di pulizia, di estetica pubblica indussero Milano a provvedersi negli ultimi anni ili mercati coperti, costituiti, pei a maggior parte in ampie tettoie in legno e ferro. Il più grandioso di tali edifizi è quello del l'onte Velcro, sul corso di porta Garibaldi vengono poi quelli di piazza Santo Stefano, della Vetra e del ponte di porta Ticinese (fuori dazio).
   Il Verziere, tradizionale mercato degli erbaggi, è scoperto. È forse una delle cose più caratteristiche e pittoresche nei costumi popolari milanesi.
   Stazioni ferroviarie. — Fra le eillà dell'Alta Italia, Milano fu la prima a promuovere la costruzione delle strade feri ate. Fin dal 1835 cominciarono in Milano gli studi ed i lavori per la costruzione di una linea tra Milano e Como: e il 17 agosto 1840 inauguratasi la linea Milano-Monza, della lunghezza di chilometri 15. La stazione della ferrovia di Monza fu eretta fuori diporta Tosa (Vittoria); la stazione della linea Milano-Corno (apertasi poco dopo e collegala alla Milano-Monza) ebbe la sua prima sede fuori di porla Nuova, lungo il naviglio della Marlesana.
   Compiuta poi la ferrovia Milano-Venezia, in via di attuazione la Milano-Piacenza, collegata per la via di Novara al Piemonte, Milano si trovò, all'avvento del Governo nazionale, ad essere il centro naturale del sistema ferroviario dell'Alia Italia; fattori di questo stalo di cose, la posizione geografica della città, equidistante, si può dire, dai valichi alpini più frequentali e dal Mediterraneo; e lo sviluppo noderoso preso dall'industria e dal commercio milanese, non appena furono lolle le barriere politiche e doganali che tenevano separati gli Stati italiani fra di loro. Si impose allora la necessità di fare di Milano il cuore della attività ferroviaria dell'Italia superiore; ed all'uopo, la Società francese delle Strade ferrate dell Alta Italia, allora azionaria e concessionaria della maggior parte delle linee in esercizio od in costruzione, deliberò di erigere una stazione rispondente a taulo bisogno. I piani della Stazione centrale di Milano vennero studiati a Parigi, dalla Amministrazione centrale dello ferrovie dell'Alta Italia, allora colà sedente.
   La stazione centrale (fig. 64) venne eretta sopra un immenso rialzo artificiale di terreno all'uopo preparato fuori della nuova apertura del bastione