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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Milano
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1894, pagine 547

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   222 J'arte Seconda — Alta Italia
   Cassa di Risparmio—fu eziandio quegli clic riordinò il Giardino pubblico all'attualo piacevolissimo aspetto.
   8. Monumento ÌIaìje.z — Col concorso della famiglia, dell'Accademia di P    Fig. t)3. — Milano: Monumento ai Caduti di Mentana (da fotografìa).
   Brera, il monumento a quest'insigne pittore della scuola romantica, clic, nella lunga vita, vide il tramonto della Repubblica di Venezia, sua patria, ed il compimento dell'unità italiana. Il uionuincnlo è del Barzaghi, e semplicissimo, ritraendo il pittore in abito di studio, colla tavolozza ed i pennelli in mano.
   floiiiiliientì erii]eudil — Al momento nel quale si stampai» queste pagine si stanno preparando in Milano tre monumenti di grandissima importanza artistica : cioè il monumento a Vittorio Emanuele li ila erigersi in piazza del Duomo: ina i cui lavori sono ora sospesi m causa della
   immatura morte dello scultore Ercole Uosa al quale l'opera era allogala ; il monumento commemorativo delle Cinque Giornate, nel piazzale di porta Vittoria, al quale, lo scultore Grandi sta dando l'ultimo compimento, e che. si spera di veder inaugurato nel corrente anno (1894). »— Il monumento a Giuseppe Garibaldi, affilato allo scultore Ettore Ximenes per la statuaria, ed all'architetto Gui-dini per il basamento, il quale sorgerà all'imbocco di via Dante col Foro Bonaparte —e che pure si ha affidamento di vedere inaugurato nel corrente anno. Di questi monumenti, che certo saranno ili nuovo decoro per la città e per l'arte, ci riserviamo parlare e presentare i disegni a, lettori in apposita appendice.
   Slaccilo pubblico (via Olona e via Tristano Calco). — Nella grande riforma igie.nica-edilizia intrapresa da Milano nella seconda metà di questo secolo e specialmente dopo l'avvento del Governo nazionale, una delle prime cose a cui si pensò fu quella di sistemare e disciplinare la macellazione degli animali destinati al cori-suino giornaliero della cittadinanza, in modo che fossero, in un coi sentimenti delta pietà, della polizia, dell'ordine, tutelati anche la sicurezza, e più ancora, i diritti della salute e della pubblica igiene. Si pensò quindi di accentrare il servizio della macellazione in un solo locale, sotto la immediata, continua, rigorosa sorveglianza di funzionari municipali, tecnici e scientifici, adottando inoltre sistemi più perfezionati ed in azione già negli ammazzatói delle città più progredite, e popolose dell'estero. All'uopo fu scella una vasta località, piuttosto appartata, presso quel tratto di bastione che corre tra porta Magenta e porta Genova, e con un'area di quasi 4000 metri quadrati. I/ingegnereINazarìiiel 1802 cominciò 1 erezione degli edilìzi, destinati ai vari lisi del macello, e etie riuniti insieme costituiscono uno fra ì maggiori e più ordinati ammazzatoi che si conoscano, e soventi volte preso a modello nell'erezione di altri stabilimenti consimili, sia in Italia che fuori. Per quanto mollo semplice e condotto con intendimenti esclusivamente pratici e di pubblica utilità, gli c.difizi del macello milanese, specie quelli che uc formano il prospetto principale ed il lato sulle vie circostanti, non mancano d'una certa leggiadria d'effetto, essendo la loro decorazione fatta tutta col mattone a vista ed il bianco della calce. Il macello pubblico di