Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincia di Torino', Gustavo Strafforello

   

Pagina (548/605)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (548/605)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   il 08 Parte Prima — Alta Italia
   Roatto (730 ab.). — In collina, nella valle del Maretto, bagnato dal torrentello Triversa. Chiesa parrocchiale di Santa Radegonga, e nel centro un castello, ora di proprietà privata.
   Cenni storici. — I primi signori del paese ne presero anche il nome, e, spenta la loro famiglia, divenne feudo pontificio. Passò quindi ai Montafia, signori eli Montafia, che lo tennero per molto tempo. Fu poi eretto in marchesato a favore dei Simiana, oriundi di Provenza, e fu infeudato in ultimo, con titolo comitale, ai Gamba della Perosa.
   Coli, elett. Alessandria II (Asti) — Dioc. Asti — P2 T. a Villafranca dAsti.
   Viale (805 ab.). — Sulla pendice di una collina, nella valle di Cortazzone, a chilometri 2.46 da Montafia. Parrocchiale di Sant'Andrea, di stile jonico, ad una sola
   navata, compiuta nel 1710. Un antico castello dei conti di Balbiano, in parte disabitato.
   Cenni storici. — Da Viale prese il nome un'illustre famiglia che andò a stabilirsi in Asti, ove un Filippo Viale era podestà quando questa città si sottomise all'imperatore Enrico VII nel 1310. Nel 1200 Viale era già feudo dei Calcagni, famiglia molto antica e già fiorente in Torino quando regge-vasi ancora a Comune. I Calcagni lo venderono a Corrado Giusella d'Asti, la cui famiglia lo rimise, nel 1490, agli Scarampi, che lo vendettero a Giorgio, signore di Montafia. Da costui ne passò una parte ad Antonio Balbiano di Chieri e l'altra parte a Guidobono Cavalchini, nobile tortonese. Coli, elett. Alessandria II (Asti) — Dioc. Asti P2 a Montafia, T. a Montechiaro d'Asti.
   Mandamento di MONTECHIARO D'ASTI
   (comprende 9 Comuni, pop. 9194 ab.). — Territorio ferace di grano, grano turco e civaie, ma più particolarmente di vino, che vi riesce di buona qualità. È in colline e bagnato dalle acque del Versa e del Rilate. Tartufi bianchi in abbondanza.
   Montechiaro d'Asti (2024 ab.). — Sta sopra un colle, a 16 chilometri da Asti. Tre parrocchie e oratorio di San Nazario (1), di stile neo-bizantino, di cui diamo tre vedute (figg. 61-63). L'antico castello, cinto di un valido muro e da un fosso, fece anticamente gagliarda resistenza ai Monferrini e agli Astigiani, e vi si veggono ancora gli avanzi delle torri onde andava munito.
   Fig. 62. — Finestra dell'Oratorio di S. Nazario.
   (1) San Nazario di Montechiaro d'Asti, anticamente chiesa patronale del castello di Mairano, quindi una delle tre parrocchiali di Montechiaro; ridotta a ristrettissime proporzioni, iti gran parte rintonacata, e pur sempre in cattivo stato, serve presentemente di cappella. Appartiene al X secolo, ed è interessante per i resti architettonici : belli sono i fregi dell'architrave, la porta e gli ornati in cotto, di stile gotico-bizantino.